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La ricerca al letto del paziente, un sogno che si realizza

di Sara Colognesi

Fare ricerca al letto del paziente, una passione prima ancora di un mandato professionale. Vorrei ringraziare i colleghi che con me stanno dedicando gran parte del loro tempo alla realizzazione di tutto questo e, perché no, dimostrare anche ad altri colleghi che fare ricerca al letto del paziente, con tanta passione ed impegno, è possibile.

Il nostro progetto di ricerca parte proprio dal letto del paziente

Il gruppo di lavoro coinvolto nel progetto di ricerca

Sono da sempre appassionata di Evidence Based Practice, Evidence Based Nursing e Case Management e oggi posso dire di aver quasi realizzato uno dei miei sogni.

Da qualche tempo, con un gruppo di colleghi sto conducendo un progetto di ricerca che riguarda la Blaylock Risk Assessment Screening Score (Brass).

È davvero una grande soddisfazione poter erogare assistenza diretta e spiegare ai pazienti che stiamo raccogliendo dati per poter riflettere su ciò che facciamo e migliorare il modo in cui lavoriamo, con loro e per loro.

Nei mesi scorsi ho letto con molto interesse l'intervista alla prof.ssa Paola Di Giulio, che evidenziava l’importanza del collegamento tra ricerca e pratica; so per certo che noi non siamo l'unico gruppo di infermieri impiegato in un progetto di ricerca, ma ho pensato che forse noi un po' ce l'abbiamo fatta!

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare (Winston Churchill)

Chi siamo

Chiara, Sara, Marco, Cristina, Federica, Daniela, Silvia, Valentina, Raffaella, Manuela, Silvia e Filomena. Siamo professionisti tra i 23 e i 50 anni, con le più disparate esperienze e caratteristiche.

Tra di noi, un gruppo di dieci infermieri della Struttura Complessa Rosa Rossa dell’Azienda Socio Sanitaria di Vimercate, il Coordinatore Infermieristico e un collega del Servizio Infermieristico di Presidio.

Come è nato il progetto

Molti dei degenti ricoverati nella nostra Struttura Complessa sono persone anziane e/o soggetti con necessità socio-sanitarie complesse. Per queste persone, il trasferimento verso il domicilio, le cure territoriali o altre strutture di ricovero è un momento fondamentale.

Semplicemente ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di riflettere e sistematizzare tutti gli sforzi fatti per garantire ai pazienti la continuità delle cure.

Non sapevamo se fosse il modo giusto, non sappiamo ancora se funzionerà, ma abbiamo pensato che utilizzando il metodo scientifico, cioè la ricerca infermieristica, forse saremmo riusciti a far emergere, ad affrontare e a migliorare questo delicato aspetto del percorso del paziente.

Cosa stiamo facendo

Stiamo conducendo uno studio osservazionale sui pazienti adulti del Dipartimento Chirurgico. Il progetto coinvolgerà circa 425 soggetti.

L’obiettivo è dimostrare l’utilità del Blaylock Risk Assessment Screening Score (BRASS) nell’individuare già dall’ammissione del soggetto eventuali fattori di rischio per una “dimissione difficile” o una “dimissione ritardata”, cioè quelle circostanze in cui l’uscita dalla struttura ospedaliera non si può limitare alla discussione della lettera di dimissione ospedaliera con il paziente e/o i familiari, ma deve essere in qualche modo preparata.

Le sfide e le soddisfazioni

Tutto è iniziato circa due anni fa con la ricerca bibliografica necessaria per la costruzione del protocollo di ricerca; il progetto poi è stato presentato al Comitato Etico Provinciale ed infine, nel mese di novembre 2016, il percorso è culminato con l’inizio della raccolta dati.

Nessuno di noi aveva mai condotto né partecipato attivamente ad un progetto di ricerca: le riunioni con il team di statistici, la costruzione del database, gli incontri di presentazione ai colleghi, l’organizzazione del reclutamento dei soggetti e del follow-up sono state piccole conquiste

Tante sfide, moltissimi sforzi, ma anche grandi soddisfazioni: in questi mesi abbiamo sentito i complimenti dei nostri pazienti per gli obiettivi della ricerca, abbiamo ricevuto ringraziamenti dai familiari per l’attenzione che abbiamo fornito loro, con alcuni abbiamo creato un legame contattandoli al domicilio.

Un’esperienza, questa, che nessuno di noi dimenticherà facilmente.

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