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Sciopero Infermieri

Il sindacato deve mettere in conto che qualcosa deve cedere

di Redazione

E così si torna a scioperare. Il 12 e 13 aprile prossimi, questo è l’appuntamento. Dovrei essere contenta, mi dicono. Ma io continuo a pensare che sarei stata contenta se fosse stato firmato un contratto nazionale degno di questo nome.

Uno sciopero in prospettiva RSU

sciopero infermieri

Sciopero infermieri: Che sia solo una manovra acchiappa voti?

Nello sciopero dello scorso 23 febbraio ci credevo. Ho scioperato. Ritenevo giusto farlo e l’ho fatto, convintamente. Ora però mi sento un po’ “buggerata”. E non è tanto perché non siano stati ottenuti i punti che rivendichiamo come categoria professionale. O, meglio, non solo.

È un po’ tutto… Come prima cosa, si sciopera. Si va a Roma, mentre è in corso la trattativa con un Governo che ha tirato per 28 ore prima di fare in modo che si arrivasse ad un accordo.

E questo non è stato preso in considerazione? Intendo della trattativa di Cgil, Cisl e Uil che erano pronti a firmare. Di questo i nostri che ci hanno fatto scioperare dovevano tenere conto sul piano della rivendicazione, altrimenti che senso ha avuto quello sciopero?

Infatti poi non è rimasto che non firmare. Ma se poi ha firmato anche l’Fsi… e noi, no?!? Io non credo affatto che rigettare un documento d’intesa sia stata una buona idea, anzi. Perché se fai uno sciopero, se fai sindacalismo conflittuale devi mettere in conto che qualcosa devi cedere, se qualcosa vuoi portare a casa. Così come è andato, il risultato finale è una sconfitta e basta e l’aver scioperato rischia di non aver avuto senso. O peggio.

Scioperare ad aprile, infatti, con un nuovo governo, quale esso sia, è una baggianata. La prima cosa che risponderanno, sarà che se ne riparla a fine anno. Che non ci sono i soldi. Che se le cose stanno come stanno non è colpa loro, ma del precedente governo.

Per cui scioperare ad aprile a cosa serve?

Ad aprile ci sono le elezioni RSU e uno sciopero come quello preannunciato sa tanto di populismo e basta, perché non porterà di certo all’apertura della contrattazione. Mi fa pensare che sia solo una campagna acchiappa voti. Ed in questo, dopo la sconfitta del 23 - perché di sconfitta si tratta - se non hai firmato il contratto sei fuori.

Nelle trattative sindacali, anche in quelle aziendali, se non hai firmato il contratto, i rappresentanti territoriali (es. il segretario provinciale) non possono partecipare. Solo quelli eletti in RSU. E poi non si lamentino che qualcuno mette in giro la voce che, dopo le RSU, anche i nostri firmeranno, senza cambiare di una virgola la pre-intesa di un contratto che, è vero: fa schifo!

Non si è messo mano agli incentivi per turni, festivi, notti e reperibilità fermi da più di un quarto di secolo. Nessuna agevolazione a fronte dell’impegno economico personale per l’aggiornamento, nessun rimborso o almeno detrazione fiscale della quota associativa all’ordine, progressioni di carriera messe in cantiere, ma l’orizzonte è molto nebuloso.

Per quello che mi riguarda essere infermiere significa lavorare, e lottare, con tutti. Alzare gli steccati è qualcosa che non ci appartiene

E poi si introducono queste figure dell’infermiere specializzato ed esperto che, temo, porteranno ad un’ulteriore frammentazione del corpo professionale, del clientelismo e della fidelizzazione dirigenziale che da sempre ci attraversa.

E se invece di fare la bella sceneggiata di due giorni, si organizzassero assemblee partecipate per tutti i lavoratori per sapere la loro opinione sul contratto? Aperte a tutti i lavoratori e, se vogliono, anche alle varie sigle sindacali.

Qual è l’obiettivo? Fare gli interessi dei lavoratori, far scoppiare le contraddizioni all’interno di un sistema discutibile o acchiappare voti? È una pre-intesa? E allora si mette al vaglio delle assemblee, come è giusto. Come Cgil, Cisl e Uil non fanno da anni.

E come invece si faceva un tempo, negli anni ’70, quando le lotte erano degli “ospedalieri”, cioè di tutti, si andava in piazza fianco a fianco, senza separatismi, con l’obiettivo di ottenere di più per chi aveva di meno ed insieme costruire un sistema sanitario giusto. Facciamo sciopero ad aprile? E diciamo nulla della distruzione del sistema sanitario nazionale?

Anche vero che fare sciopero in prospettiva propagandistica per le elezioni RSU, non sarebbe poi sbagliato. Almeno la rappresentanza aumenta. Ma va concordato insieme. Insieme portiamo avanti la battaglia per valorizzare la professione, non che come al solito chiedi 1000 sapendo che più di 10 non ci possono dare. Questo è populismo uguale a quello degli altri sindacati che, intendiamoci, non sono certo migliori. Anzi!

Allora niente. Se sciopero deve essere quello di aprile, va costruito con delle rivendicazioni sindacali vere, raggiungibili, concrete e non con la demagogia spicciola.

Io sono infermiera. A tutto tondo e se faccio un letto non mi sento affatto demansionata. Anzi, faccio il mio lavoro assieme agli OSS che possono essere miei subalterni, ma non sono inferiori a me. E insieme ai medici, che sono miei dirigenti, ma non sono superiori a me. Che vuol dire demansionata! Il mansionario non lo abbiamo più. In realtà temo che l’obiettivo sia uno solo e neanche tanto nascosto: quello di arrivare per gli infermieri ad un sindacato corporativo come ce l’hanno i medici.

Per quello che mi riguarda essere infermiere significa lavorare, e lottare, con tutti. Alzare gli steccati è qualcosa che non ci appartiene.

Sara, Infermiera

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