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Lavorare come OSS

Migep: Incassiamo il riconoscimento, poi gli stipendi

di Paola Botte

Il riconoscimento dell'oss nell'area delle professioni socio sanitarie è un tema caldo, che fa già discutere da mesi. Professionisti del settore, non solo oss ma anche infermieri, sono a caccia continua di informazioni, così associazioni di categoria e sindacati cercano di fare chiarezza.

Minghetti (Migep): Per ora bene il riconoscimento, poi si vedrà

angelo minghetti

Angelo Minghetti

Giuseppe Midiri del coordinamento nazionale del sindacato generale di base degli oss, ci aveva parlato dei possibili cambiamenti a cui si andrebbe incontro con il riconoscimento della figura nelle professioni socio sanitarie. Ora a prendere la parola è il Migep, in qualità di federazione di categoria, per bocca di Angelo Minghetti.

Siamo ancora in tempi poco maturi per parlare di fasce economiche, formazione e responsabilità del futuro degli oss che rappresentiamo – dice Minghetti -. Il Migep da 17 anni si batte con strumenti di sensibilizzazione dei temi più importanti per gli oss e in questi anni ha portato avanti quella che ora è la chiave di svolta della figura: il riconoscimento dell'area sociosanitaria e la sua istituzione.

Determinante in questo passaggio è stata la figura di Saverio Proia, che afferma Minghetti insieme al Migep ha portato avanti l'area sociosanitaria fin dentro l'emendamento a prima firma di Donata Lenzi del Pd per raggiungere poi una meta importante nel Ddl Lorenzin.

Per Minghetti, in questa fase, è necessario attendere che al momento opportuno siano il sindacato di categoria degli oss, Human Caring (Shc Sanità Nazionale) e la Confederazione Indipendente Sindacati Europei, Cse, settore sanità, a dibattere il tema degli oss e a trattare sui contratti collettivi.

Finalmente – continua - si ha il diritto di piena cittadinanza all’interno del sistema sanitario con il riconoscimento professionale e di tutti i meccanismi incentivanti. Si introduce il principio che tutti i lavoratori che operano in analoghe strutture e con medesime condizioni di disagio hanno gli stessi diritti e corrispondenti indennità.

Nell'ambito del cambiamento, conclude non possiamo altresì permettere la chiusura totale nei confronti di altre categorie rappresentate, gli infermieri generici e puericultrici che hanno tutto il diritto alla giusta collocazione e riconoscimento.

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