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Procedura

Gestione della fleboclisi e ruolo dell'Oss

di Paola Botte

A staccare e riattaccare il deflussore dall'agocannula ci vuole un attimo. Lo fanno i parenti, le badanti e persino i pazienti stessi. Ancora più spesso, lo fanno gli Oss. Eppure, gli unici legittimati a farlo sarebbero solo gli infermieri.

Flebo e infusione endovenosa, cosa può fare l'Oss e cosa non può fare

La gestione delle flebo e dell'infusione endovenosa è di competenza dell'infermiere

Quando si parla di gestione delle flebo, non servono statistiche alla mano per affermare con certezza che ad occuparsene sono molto spesso gli operatori socio sanitari. Basta parlarne con amici, parenti o qualsiasi altra persona che abbia subìto o visto da esterno un ricovero, per ritrovarsi con una testimonianza simile.

Marika per esempio, ex-paziente di un reparto di medicina d'urgenza, racconta: Tutte le mattine, durante il giro letti, gli Oss chiudevano la flebo e mi staccavano il tubicino (deflussore, ndr.) per spogliarmi, far passare la manica e lavarmi. Poi mi rivestivano e lo riattaccavano. Credo lo facessero per velocizzare i tempi.

Mi è capitato molte volte di chiamare l'Oss per staccare le flebo dei pazienti, perché magari dovevano andare in bagno o fuori a farsi un giro con i parenti e non volevano portarsi dietro il porta flebo con tutto il resto dice, pacifico, Giuseppe, volontario in un grosso ospedale del nord Italia.

Lo stesso riferiscono molti infermieri trovando sfogo su internet. Per esempio, Leon: Nella clinica dove sono assunto, tale è la mole di lavoro che grava sulle spalle di noi infermieri, che per l'Oss è diventato quasi un obbligo occuparsi delle flebo. La coordinatrice infermieristica lo sa e ci ha autorizzati a richiedere il loro supporto anche per altre procedure. I nostri operatori infatti sono anche in grado di sostituire le bottiglie delle flebo e regolarne il flusso.

E sebbene sia una testimonianza gravissima, purtroppo non è l'unica da parte di professionisti della sanità. Sicuramente per qualcuno potrà sembrare un aiuto, ma in realtà si va incontro ad enormi rischi e future problematiche.

Da me, gli Oss fanno quello che gli pare. Anche se io, che sono l'infermiere, gli dico di avvisarmi quando finisce la flebo - denuncia Riccardo - loro non lo fanno mai. Poi vado nelle stanze per controllare se le infusioni sono finite e mi ritrovo con i deflussori chiusi, ma ancora attaccati e quindi con il sangue che refluisce nel tubo. Oppure, peggio, con i deflussori chiusi che penzolano a terra. Dopo, parlo con i pazienti e questi mi raccontano che magari l'operatore non aveva neanche i guanti.

Che un infermiere pensi di delegare alcuni compiti indelegabili, perché non ce la fa a seguire tutto, è professionalmente ed eticamente scorretto. Non fa altro che mettere a repentaglio la propria carriera e quella dei colleghi Oss, oltre che la vita dei pazienti.

Allo stesso modo, se un coordinatore infermieristico firma un'autorizzazione all'Oss per procedere in tal senso, non fa altro altro che dargli in mano strumenti di cui l'operatore non ha piena conoscenza, ma di cui dovrà ugualmente, casomai, rispondere in prima persona.

Commenti (1)

Francescom

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39 commenti

doppia morale

#1

Se un medico si azzarda a criticare i protocolli che adesso permettono agli infermieri di somministrare farmaci in emergenza senza parere medico (atto che richiede assoluta padronanza anamnestica, clinica e farmacologica), viene tacciato di oscurantismo, classismo, anacronismo etc. Per non parlare dei nuovi reparti a gestione infermieristica. Se un oss si azzarda a chiudere un semplicissimo deflussore, scatta il pericolo per la pressione infermieristica e per la salute dei pazienti.
Ovviamente io sono d'accordo con quest'ultima recriminazione: anche se una cosa è semplice da fare (o appare come tale), non deve essere permesso a chiunque di eseguirla. Gli infermieri, come i medici, studiano e affrontano sacrifici per ottenere un titolo di studio che delimiti con certezza il proprio perimetro di competenze, senza che poi spunto un pinco pallino a rivendicarle come proprie, perchè convinto di poterle svolgere al meglio. Se c'è carenza di infermieri, si assumano infermieri, non si deleghi un atto infermieristico a un ossia. La stesso concetto vanga anche in campo medico. Perchè ci sarà sempre qualcuno disposto a svolgere un dato incarico a un prezzo inferiore, e una legge a tutela delle singole competenze andrebbe a vantaggio di tutti. La ridondanza delle competenze, questa incertezza su chi fa cosa, così fortemente voluta dalla fnopi porterà solo a un'asta a ribasso in cui a perdere saranno pazienti e operatori sanitari.