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area socio sanitaria

Diritto negato agli OSS, sindacato SHC indice sciopero

di Massimo Canorro

Il 27 maggio a Roma lavoratori e associazioni sono chiamati a fare squadra, affinché il governo spieghi il “no” della presidente del Senato, Casellati, agli emendamenti presentati dalle senatrici Guidolin e Boldrini. Gli Oss non possono continuare a ricoprire un ruolo tecnico, spiega Human Caring Sanità.

Niente ruolo sociosanitario per OSS, SHC: il 27 maggio sarà sciopero

Il sindacato SHC ha indetto uno sciopero per il mancato riconoscimento degli OSS nell'area sociosanitaria

Per un diritto che viene negato all’area sociosanitaria, ma anche per le assunzioni immediate e stabili mediante lo scorrimento delle graduatorie nonché il superamento del precariato; per aumenti concreti e salari dignitosi; per un contratto unico per tutti.

E ancora, per una tutela nelle Residenze sanitarie assistenziali e nelle Residenze assistenziali e – ultimo ma solo in elenco – per il riconoscimento del lavoro usurante. Sono le ragioni per cui il sindacato Human Caring Sanità (SHC) ha indetto uno sciopero nazionale giovedì 27 maggio a Roma, invitando ogni associazione OSS nonché i singoli lavoratori a fare squadra, chiedendo al governo – ricorrendo allo slogan adesso l’oss fallo tu – di attivarsi per chiarire di una serie di opposizioni.

In particolare, attraverso un comunicato, il sindacato SHC specifica come ancora una volta ci troviamo a fronteggiare una negazione nei confronti di un diritto ottenuto per legge: il riferimento all’articolo 5 della legge 3/2018, l’istituzione dell’area sociosanitaria e della sua area delle professioni in cui è stato ricompreso l’Oss.

Così, nonostante l’articolo preveda una specifica area delle professioni sociosanitarie per il ruolo di operatore sociosanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale, ad oggi gli Oss ricoprono ancora una mansione “tecnica”. Non trovo giusto che gli operatori socio sanitari siano inquadrati in questo modo, nonostante i contenuti propriamente sociosanitari dei loro profili, come peraltro espressamente enunciato e previsto dall’art. 5 della legge 3/2018, illustrava la senatrice Barbara Guidolin (M5S).

E proprio all’interno del comunicato si rimarca che gli emendamenti della senatrice Paola Boldrini (Pd) e della stessa Guidolin – ho presentato un emendamento al decreto legge Sostegni per fare in modo che anche gli Oss rientrino in una specifica area delle professioni sociosanitarie, la sua linea d’indirizzo – già approvati dalle commissioni Bilancio e Finanza, sono stati nuovamente respinti (come nel dicembre 2020), nonostante il favore del governo, dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Sono emendamenti improponibili in quanto estranei all’oggetto del provvedimento, la sua motivazione.

Come rappresentanti di categoria non possiamo restare indifferenti di fronte a tutto questo e chiediamo ai colleghi una presa di posizione massiva ed unitaria per affrontare, ancora una volta, un’ingiustizia nei confronti dei circa 250 mila operatori socio sanitari presenti in Italia, è la replica di Human Caring Sanità, considerando che si tratta di una negazione, inappropriata ed ingiusta rispetto alle profonde modifiche del sistema assistenziale anche alla luce della pandemia e sul fatto che si sta cercando di rivedere l’assetto formativo, dove attualmente questi operatori lavorano senza la tutela della legge 81/2008 svolgendo competenze improprie.

Ritenendo rilevante l’apertura del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri (M5S), nel corso di un interrogatorio alla Camera, il sindacato Human Caring Sanità definisce una serie di istanze nei confronti del Ministero della Salute. Prima di tutto, accogliere la volontà del Parlamento e di sanare mediante un nuovo provvedimento anche alla luce del ricorso presentato al Consiglio di Stato, poiché è un atto dovuto del cambio e del ruolo dell’operatore socio sanitario come richiamato dall’articolo 5 della legge 3/2018.

Quindi la richiesta rivolta al dicastero presieduto dal ministro Roberto Speranza è di perseguire atti coerenti per fare cessare le negazioni di chi, ogni volta, si oppone ad un provvedimento che non ha costi, ma è un iter basilare per rendere dignità agli Oss.

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