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Emilia-Romagna

Direttore Assistenziale, SIDMI accoglie iniziativa con favore

di Massimo Canorro

L’istituzione della figura di Direttore assistenziale in Emilia Romagna trova favorevole la SIDMI. Il presidente Cavaliere ritiene l’iniziativa «frutto di una visione lungimirante della moderna sanità». Come SIDMI - continua - ci rendiamo parte attiva affinché la proposta diventi normata a livello nazionale, in modo che tutti i cittadini e tutti i professionisti italiani abbiamo pari opportunità di cure e di condizioni organizzative.

Direttore assistenziale, SIDMI: figura sia normata a livello nazionale

Bruno Cavaliere, presidente della società scientifica SIDMI

Sta creando dibattito l’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, di creare una figura dirigenziale, quella di Direttore assistenziale, all’interno di ogni Ausl e Azienda Ospedaliera. Con la modifica della legge regionale 29 del 2004 (Norme generali sull’organizzazione ed il funzionamento del servizio sanitario regionale), il nuovo ruolo dovrebbe essere riconosciuto breve.

Direttore assistenziale che, comunica la Regione, collaborerà con il Direttore sanitario nella ricerca degli assetti organizzativi più adeguati a fornire risposta ai bisogni della popolazione. Occupandosi tanto della valorizzazione quanto dello sviluppo delle professioni sanitarie. Parere positivo è stato espresso dal Coordinamento Regionale degli ordini degli infermieri dell’Emilia Romagna e dalla Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche: Inserire le professioni infermieristiche a pieno titolo nella direzione strategica aziendale potrà rafforzare la governance dei processi organizzativi.

Concetti rafforzati dalla Società Italiana per la Direzione e il Management delle Professioni Infermieristiche (SIDMI) che, per voce del presidente Bruno Cavaliere, accoglie in modo favorevole – e non può che sostenere con piena soddisfazione – la proposta della Regione Emilia-Romagna inerente l’istituzione del Direttore assistenziale all’interno della Direzione aziendale con la quale, finalmente, si concretizza un completamento del quadro strategico professionale delle stesse. Di più. Cavaliere auspica che l’iniziativa possa trovare nel breve termine conclusione, essendo frutto di una visione lungimirante della moderna sanità e diventando precursore di una auspicabile applicazione sull’intero territorio nazionale.

In particolar modo, riprende il presidente di SIDMI, con questa proposta la Regione Emilia-Romagna coglie pienamente l’insito valore e le relative potenzialità delle professioni infermieristiche e sanitarie, ponendosi ai vertici delle Regioni maggiormente virtuose, in ordine allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi sanitari ed assistenziali sfidanti e garanti della salute dei propri cittadini.

Chiosa Cavaliere: Come SIDMI ci rendiamo parte attiva affinché la proposta diventi normata a livello nazionale, in modo che tutti i cittadini e tutti i professionisti italiani abbiamo pari opportunità di cure e di condizioni organizzative.

Parere opposto invece quello espresso dal sindacato dei medici Cimo, secondo cui la posizione di Direttore assistenziale viene creata in un periodo storico in cui le strutture sanitarie sono in affanno per la gestione della pandemia, e medici e sanitari continuano a essere esposti al contagio in condizioni di stress fisico e psichico. Tempistiche a parte, il presidente del Cimo, Guido Quici, esprime la volontà di presentare, quanto prima, ricorso straordinario al Capo dello Stato. Ragione alla base: il sindacato ritiene che questo tema non possa essere normato in ambito regionale, poiché in netto contrasto con le vigenti leggi nazionali. In particolare, la nuova figura del Direttore assistenziale verrebbe creata ignorando il vigente decreto legislativo 502/92 che non prevede alcuna deroga, come confermato anche da sentenze della Corte costituzionale, circoscrive Quici.

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