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L'ecografia applicata alla professione vista dagli studenti

di Redazione

L’ecografia è diventata ormai da anni un’importante strumento inserito nel complesso processo di nursing, sia essa abbia una valenza valutativa che procedurale. La crescita professionale dell’infermiere che ne consegue è chiaramente legata ad un fenomeno culturale che trae origine fin dal processo formativo a livello universitario e che può solo portare ad un contributo positivo nell’ambito della crescita medesima nel contesto ecografico. La possibilità di offrire agli studenti del terzo anno del corso di laurea in Infermieristica la partecipazione ad un seminario avente come oggetto proprio l’applicazione dell’ecografia nella professione infermieristica rappresenta un valore aggiunto allo sviluppo concettuale dei futuri professionisti. La somministrazione di un questionario ad hoc ha permesso di verificare il grado di coinvolgimento degli studenti all’argomento oggetto di questo studio, ma ha anche permesso di creare una fotografia circa l’utilizzo dell’ecografo nelle varie unità operative. In entrambi i casi i risultati emersi sono stati più che soddisfacenti mostrando un’interessante e proficuo coinvolgimento concettuale verso l’ambito ecografico.

Ecografia e professione infermieristica: Il punto di vista degli studenti

ecografia infermieristica

L'ecografia applicata alla professione infermieristica: il punto di vista degli studenti

L'ecografia è diventata un importante supporto alla nostra professione. Sia essa valutativa che procedurale ha consegnato all'infermiere nuove competenze tecniche e nuovo sapere. Si inserisce di diritto in quello che è il complesso processo di nursing senza nulla togliere a ciò che fino ad oggi si è potuto dimostrare essere valido e funzionale per il nostro lavoro, ma va ad implementare in modo significativo il nostro essere professionisti, la nostra autonomia professionale, il nostro riconoscimento sociale, il tutto sulla base dell'evidence based nursing.

Mentre troviamo un partecipato interesse da parte del paziente che si vede appoggiare una sonda ecografica sul proprio braccio affinché l'infermiere possa incanulare una vena altrimenti difficilmente incanulabile, dall'altra parte possiamo trovare ancora dubbi e perplessità da parte dei colleghi con i quali lavoriamo quotidianamente, fianco a fianco.

Risulta evidente a tutti che la crescita di una professione, anche in termini di competenze tecniche (come ad esempio l'ecografia applicata alla professione infermieristica) è subordinata alla presa di coscienza collettiva circa il potenziale che la professione medesima ha in sé stessa e nelle nuove sfide che si pone.

Queste sfide, che a noi come tanti piace chiamare così, rappresentano lo sforzo concettuale e pratico di molti colleghi che credono nella nostra professione e che decidono di fornire valore al quotidiano dell'infermiere mediante la ricerca scientifica abbandonando in modo definitivo il comodo ma deleterio universo del "si è sempre fatto così”.

Diventa pertanto fondamentale aprire tale disciplina, almeno dal punto di vista informativo e culturale, agli studenti del corso di laurea in infermieristica.

Materiali e metodi

Abbiamo proposto un seminario orientativo sull'ecografia agli studenti del terzo anno del corso di laurea in infermieristica (per un totale di 43 partecipanti). Il seminario è stato strutturato in due incontri ciascuno di 4 ore.

Nel primo incontro si è parlato del ruolo dell'ecografia nella nostra professione, della fisica e della tecnologia degli ultrasuoni come concetti base per l'approccio a tale disciplina, per poi trattare alcuni fra i principali campi di applicazione dell’ecografia: lo studio della pelvi maschile e femminile finalizzata alla valutazione del contenuto vescicale, l’assistenza e la risoluzione di problematiche intercorrenti alla procedura del cateterismo vescicale, la valutazione della vena cava inferiore con la stima approssimativa della PVC, l’incanulamento eco-guidato di vasi venosi dell’arto superiore.

Nel secondo incontro è stata fornita agli studenti la possibilità di mettere in pratica ciò che si è appreso nel precedente incontro, sperimentando le tecniche ecografiche su cavie sane e simulatori.

Il valore aggiunto a questo progetto è stato la possibilità di somministrare agli studenti un questionario prima ancora di iniziare il medesimo seminario. Tale questionario è in grado di fornici un'indicazione sul punto di vista dei futuri infermieri in merito all'applicazione pratica dell'ecografia, una sorta di visione personale, che mette in relazione l'atteso ed il reale, e quindi, nello stesso momento, grazie al loro passaggio nelle varie realtà lavorative ospedaliere (ma anche non prettamente ospedaliere) durante il tirocinio, ci forniscono un'indicazione su “quanta” ecografia viene praticata da parte degli infermieri.

Discussione

Abbiamo indagato inizialmente se durante l’esperienza di tirocinio si fosse almeno “sentito parlare” di ecografia applicata alla professione infermieristica e nell’86% dei casi è stato così.

Addirittura l’81% dei rispondenti ha partecipato collaborando ad almeno una procedura eco-guidata o eco-assistita (da parte del tutor clinico). Soltanto il 35% degli studenti ha visto utilizzare l’ecografia in ambito valutativo, non procedurale.

Abbiamo chiesto agli studenti se durante l’esecuzione di una procedura, sia essa in autonomia o in collaborazione con il proprio tutor, abbiano pensato che l’utilizzo della tecnica ecografica avrebbe potuto essere di significativo aiuto nella procedura medesima: soltanto il 14% ha risposto di no mentre i restanti avrebbero prediletto l’utilizzo dell’ecografo per risolvere problematiche principalmente inerenti agli accessi venosi periferici difficoltosi, al cateterismo vescicale, all’esecuzione di Ega, all’incanulamento dell’arteria radiale, alla verifica del giusto posizionamento del SNG.

Per quanto concerne l’accertamento infermieristico, spostando quindi l’attenzione su una ecografia prettamente valutativa e non procedurale, anche in questo caso solo il 14% non l’avrebbe ritenuta d’aiuto mentre la restante percentuale di studenti ritengono che avrebbe potuto essere di aiuto nell’ambito del triage, nella valutazione del riempimento vescicale, nella valutazione a livello toracico (es. versamento pleurico) e per la valutazione del patrimonio sia venoso che arterioso.

Conclusioni dello studio

Possiamo affermare che il seminario proposto agli studenti ha mostrato chiaramente la propensione dei medesimi verso questo nuovo campo di applicazione dell’ecografia.

È significativo il valore medio attribuito all’importanza che tale metodica può rivestire durante la pratica lavorativa di un infermiere.

È altresì incoraggiante poter osservare che nelle nostre unità operative “si fa ecografia” e che ne viene trasmessa la reale ed incondizionata utilità, sempre e comunque a favore di un maggior comfort e di un maggiore grado di soddisfazione da parte del paziente.

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