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Modelli assistenziali infermieristici avanzati, ok ai progetti

di Redazione

La giunta della regione Veneto ha approvato alcuni progetti di ricerca finalizzata. Le aree di attività di interesse prevalente sono: oncologia, patologie cardiovascolari e medicina di genere.

Lo sviluppo di modelli assistenziali infermieristici avanzati: si può

luisa saiani

Luisa Saiani

Il bando considerava necessario valorizzare progettualità di particolare interesse in quanto strategiche per la programmazione regionale come, per l'area oncologica, lo sviluppo di modelli assistenziali infermieristici avanzati per il trattamento attivo dei pazienti oncologici a domicilio e inseriti nella rete oncologica veneta. Potevano essere presentati progetti di ricerca biomedica e sanitaria. Tra i 19 progetti approvati, c’è il progetto di ricerca che vede come responsabile scientifica Luisa Saiani, professore ordinario Med. 45, dell’Università degli studi di Verona.

Il progetto intitolato Ricerca intervento con disegno pre e post per valutare l’impatto di un modello innovativo di presa in carico continuativa a domicilio e a distanza dei malati oncologici sia durante il trattamento anti neoplastico, sia nella fase in cui è stato completato l’iter diagnostico terapeutico sulla gestione efficace del dolore e degli altri sintomi è di durata biennale e potrà giovarsi di un finanziamento di 201mila euro.

Il progetto di ricerca prende spunto dai dati sullo stato dell’arte delle cure palliative e della terapia antalgica nella Ulss n.4 del Veneto e più precisamente dalla percezione che l’Uos di cure palliative e terapia antalgica, i medici di medicina generale e gli infermieri del distretto socio sanitario di quell’azienda manifestano diverse difficoltà nel rispondere con visite domiciliari frequenti e tempestive all’intensità dei problemi dei pazienti e nell’essere una presenza di supporto percepita come tale dai familiari. Oltre a tale percezione, è emersa anche la necessità di ampliare la presa in carico non solo ai malati delle cure palliative, ma anche a pazienti in trattamento oncologico effettuato in ambulatorio o direttamente a domicilio che manifestano molti effetti collaterali e che avrebbero a loro volta necessità di un canale di comunicazione frequente e regolare con i professionisti sanitari per garantire un monitoraggio e controllo dei problemi e cure simultanee.

L’ipotesi indicata è, da una parte, quella di migliorare il modello di presa in carico sia per i pazienti in trattamento con bisogni di cure simultanee che in cure palliative, sviluppando competenze avanzate in tutti i team infermieristici dedicati all’assistenza domiciliare, con un forte orientamento all’interprofessionalità e un approccio culturale orientato alla proattività, in modo da adottare modelli organizzativi capaci di anticipare e prevenire problemi e complicanze con interventi mirati e di elevata professionalità nell’assessment e nella gestione dei sintomi.

Dall’altra quella di individuare un infermiere di riferimento con il ruolo di care manager e modelli di presa in carico in cui vi sia il monitoraggio dei malati oncologici a domicilio con follow up telefonico, sistemi basati sul web come app per smartphone o tablet, in quanto numerosi studi evidenziano che l’uso della telemedicina nell’assistenza oncologica domiciliare può aumentare l’efficienza dei servizi e allo stesso tempo contenere i costi.

Complimenti dunque alla prof.ssa Saiani, responsabile scientifico del progetto di ricerca, al suo staff e a tutti i gli infermieri della regione Veneto che si sono adoperati e si adoperano perché possano essere raggiunti questi importanti risultati, a dimostrazione che sinergie positive tra componente professionale e legislatore permettono di costruire un futuro di crescita e valorizzazione della professione infermieristica oltre ogni sterile resistenza.

Luigino Schiavon, Venezia

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