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Salute mentale 2021, SISISM: no alle ineguaglianze

di Massimo Canorro

Il tema 2021 è “Salute mentale in un mondo ineguale” per fare emergere le disparità, ancora esistenti, tra chi soffre di malattie mentali e chi di altre patologie. Istituita nel 1992 dalla Federazione mondiale per la salute mentale e riconosciuta dall’Oms, questa giornata si celebra il 10 ottobre di ogni anno.

Giornata mondiale della salute mentale, insieme per l'inclusione sociale

Il 10 ottobre di ogni anno si celebra la giornata mondiale della salute mentale

È il tema “Salute mentale in un mondo ineguale” a caratterizzare la Giornata mondiale della salute mentale che si celebra, come ogni anno, il 10 ottobre. Focus per evidenziare che permane, ancora oggi, una disparità di trattamento e di qualità nell’assistenza fornita tra chi soffre di malattie mentali e chi di altre patologie.

E ricordando, sempre e comunque, che non c’è salute mentale senza salute sociale, soprattutto – ahinoi – in un mondo in cui diversi fattori politici, economici, sociali, culturali provocano differenze nell’accesso alle cure e ai trattamenti. Per le persone che vivono con disturbi mentali, infatti, la condizione di “diseguaglianza” è fenomeno radicato ed ubiquitario nonostante le politiche di contrasto allo stigma e di integrazione sociale degli svantaggiati promosse a tutti i livelli, nazionali e no.

La discriminazione è a sua volta l’ordine di comportamenti di “autodiscriminazione” per chi soffre di un disturbo psichiatrico per l’angoscia di un possibile rifiuto oppure di una qualche esperienza negativa. Istituita nel 1992 dalla Federazione mondiale per la salute mentale e riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, la Giornata mondiale della salute mentale – che gode del sostegno della Società italiana di scienze infermieristiche in salute mentale (Sisism) – pone ogni anno la lente d’ingrandimento su un particolare aspetto relativo alla salute mentale e crede fortemente nelle campagne e nelle attività promosse.

Non tralasciando di affrontare (tutt’altro) una serie di difficoltà troppo spesso, purtroppo, non considerate. La prima per chi opera nel campo della salute mentale/psichiatria e del trattamento di coloro che soffrono per una malattia mentale formalmente classificata e riconosciuta, interssa l’immagine che la società “umana” ha tuttora delle patologie psichiatriche.

Una visione distorta fondata su presunzioni, pregiudizi, stereotipi che rimandano solo all’idea di “pericolosità”, “aggressività”, “violenza”, “inguaribilità” e che portano a discriminare i soggetti interessati con le loro famiglie e responsabilizzare esclusivamente i professionisti della salute coinvolti, tra cui gli stessi infermieri (ma anche Oss, medici psichiatri, psicologi, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrici, assistenti sociali) che quotidianamente abbracciano (e affrontano) la sfida per diminuire lo stigma che circonda coloro che soffrono mediante percorsi non soltanto di cura, ma di inclusione sociale.

Per i professionisti della salute, il “prendersi cura” di una persona malata non può prescindere da una visione unitaria dell’individuo, non può essere rivolto meramente all’aspetto curativo/psicofisico perché è anche un fatto sociale che può giungere a compimento se vengono considerate le problematiche sociali connesse con il processo salute/malattia. Come illustra la Federazione mondiale per la salute mentale, la Giornata mondiale della salute mentale 2021 offre a ciascuno l’opportunità di unirsi e agire insieme per affrontare queste disparità e per assicurare alle persone con disturbi mentali e i loro cari di essere pienamente integrate nella vita quotidiana, in tutti i suoi aspetti.

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