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Cure palliative a domicilio: servono oltre 4.500 infermieri

di Redazione

Per garantire le cure palliative a domicilio servono 4550 infermieri e 1600 medici. Sarebbe questo lo standard di personale medico ed infermieristico, proposto dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP), per rendere efficienti i servizi specialistici di cure palliative domiciliari che operano nelle Reti Locali per i pazienti adulti.

Standard SICP di personale per servizi di cure palliative domiciliari

cure palliative

Sono necessari più di 4500 infermieri per garantire cure palliative domiciliari ai pazienti che ne necessitano.

L'analisi emerge da un recente documento di raccomandazioni che la Società ha elaborato, su mandato della sezione O del CTS del Ministero della Salute, con lo scopo di individuare il fabbisogno nei diversi luoghi di cura.

Sono tra le 450mila e le 540 mila le persone che ogni anno hanno bisogno di essere seguite nel fine vita da equipe specialistiche di cure palliative in ospedale, nelle strutture residenziali, negli hospice e a casa.

Si tratta di quelle cure tese ad alleviare, con interventi e trattamenti qualificati, sia i sintomi fisici della malattia sia quelli psicologici nei soggetti colpiti da patologie inguaribili al fine di migliorare la loro qualità di vita, riducendo il livello di sofferenza e dolore.

Considerando l'andamento epidemiologico e demografico, si ritiene che il numero complessivo di questa tipologia di assistiti sia destinato a crescere in maniera importante a fronte di un sistema sanitario che attualmente, però, ha meno della metà del personale che sarebbe necessario da dedicarvi, soprattutto a domicilio.

Risulta infatti che circa 750 medici e 1500 infermieri sono disponibili al momento per portare queste cure a casa del paziente. Rispetto alle necessità quindi il deficit dei medici palliativisti è del 50% mentre la carenza è del 66% per gli infermieri. Secondo il bisogno stimato, servirebbero altre 3050 unità infermieristiche.

Rispetto all'assistenza domiciliare, la situazione negli hospice sembra meno critica. Secondo le stime della SICP, lo standard sarebbe discretamente in linea con quanto stabilito dal decreto ministeriale n.43 del 2007. Nelle strutture specializzate per la terapia del dolore e dei pazienti terminali lavorano infatti circa 500 medici palliativisti e oltre 2100 infermieri per un totale complessivo di 3199 posti.

Poiché tuttavia il decreto 2007 si riferiva soltanto al bisogno di tali cure per i pazienti oncologici, tale numero di occupati negli hospice italiani risulta insufficiente rispetto ai nuovi obiettivi fissati nel successivo riferimento legislativo del 2022 (DM 77/22) secondo il quale mancherebbero altri 100 medici e oltre 600 infermieri di cure palliative.

Il quadro di carenza complessiva che emerge dalla ricerca, variabile a livello regionale, era già stato evidenziato da due precedenti Survey. Una era stata condotta da SICP-ALTEMS per indagare sul numero di medici ed infermieri attivi nelle Reti, riscontrando tra l'altro che oltre 600 medici palliativisti in attività avevano più di 56 anni di età con una previsione di pensionamento nei successivi 10 anni.

Nella seconda indagine Agenas aveva svolto una ricognizione sullo stato di attuazione della legge 38/2010 che sancisce il diritto alle cure palliative pediatriche, che al momento soltanto un bambino su cinque riesce ad ottenere.

I dati sono stati presentati a Milano nel corso della tavola rotonda “Cure palliative come diritto universale?” organizzato dalla SICP presso l'Università Statale con la partnership della Federazione Cure Palliative. Le raccomandazioni pubblicate - che nascono da una rigorosa revisione della letteratura scientifica e delle buone pratiche italiane e internazionali, nonché dal confronto tra esperti con esperienze consolidate in questo tipo di cure – rivestono una particolare importanza rappresentando un punto di riferimento nazionale in assenza ancora di specifiche indicazioni ministeriali, sebbene la copertura del bisogno di cure palliative sia tra gli obiettivi della Mission 6 del PNRR.

I dati della nostra analisi, che mette a confronto la realtà odierna delle cure palliative e uno scenario futuro di copertura del bisogno, aprono alla possibilità di una efficace programmazione sanitaria, tenendo conto anche degli sviluppi normativi che riguardano le cure palliative promulgati nel periodo post Covid. Così il presidente della SICP, Gino Gobber, spiegando le ragioni per cui questo momento storico può rappresentare un'occasione unica per il SSN.

La Legge 106 del 2021 chiede alle Regioni di completare l'articolazione delle Reti di cure palliative entro il 2025 e il DM 77/22 definisce il ruolo di tali Reti nel panorama ampio di una sanità territoriale profondamente rinnovata. Inoltre, la legge 197/2022 fissa l'obiettivo della presa in carico del 90% del bisogno di cure palliative da raggiungere entro il 2028. Tutto questo si colloca nel perimetro ampio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con l'impegno del miglior uso delle risorse rese disponibili, specifica illustrando l'attuale contesto legislativo. Auspichiamo che il Documento di Sintesi con le nostre Raccomandazioni sia recepito dal legislatore e dai decisori politici, sia a livello centrale che sul territorio, conclude.

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