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Settimo Torinese, la vita nel centro di accoglienza Fenoglio

di Daniela Berardinelli

Marco Grosso (TRSM Coordinatore della Radiologia di Città della Salute e della Scienza di Torino), che insieme ad altri specialisti presta servizio nel centro Teobaldo Fenoglio, racconta com’è la vita all’interno di un centro di accoglienza italiano.

Emergenza migranti, viaggio nel centro di accoglienza Fenoglio

Mentre si discute del decreto sicurezza e immigrazione, del destino della Sea Watch con 47 persone a bordo, della disobbedienza civile sull’apertura dei porti, nel silenzio della nebbia mattutina, in attesa di un timido sole tiepido, mi reco da un amico, un collega, Marco Grosso (TRSM Coordinatore della Radiologia di Città della Salute e della Scienza di Torino), che insieme ad altri specialisti presta servizio nel centro di accoglienza Teobaldo Fenoglio ubicato nella prima cintura del capoluogo piemontese, più precisamente a Settimo Torinese.

Il destino del centro di accoglienza Teobaldo Fenoglio è ancora molto incerto, gli attacchi che subisce, soprattutto da parte degli esponenti del partito della Lega sono all’ordine del giorno, come quelli del sindaco Fabrizio Puppo che vorrebbe utilizzare il centro per le emergenze dei settimesi e i cortei che sfilano dinanzi con striscioni che gridano con violenza inaudita slogan come “basta immigrazione, prima gli italiani”.

Il centro di accoglienza serve, a tutti quanti noi, a restare umani e a fare prevenzione, per tutta la società.

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