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Esami di laboratorio

Bilirubina

di Chiara Vannini

La bilirubina è una sostanza di colore giallo–arancione presente nel sangue. Si forma dopo la degradazione dei globuli rossi ormai invecchiati che vengono distrutti dalla milza. Le sostanze di scarto vengono poi trasformate in biliverdina, che viene successivamente convertita in bilirubina ed infine metabolizzate a livello epatico.

Bilirubina diretta, bilirubina indiretta e bilirubina totale

La bilirubina può essere:

  • Bilirubina diretta o coniugata: è la bilirubina resa idrosolubile grazie al legame con l’albumina plasmatica, che viene trasportata fino al fegato. Qui viene riversata nella bile. che a sua volta passa nella cistifellea e successivamente nell’intestino tenue
  • Bilirubina indiretta o non coniugata: è la quantità di bilirubina che non è ancora stata processata dal fegato
  • Bilirubina totale: è il totale di bilirubina diretta e indiretta

Di norma, tutta la bilirubina che si origina dall’emoglobina viene eliminata fisiologicamente in maniera corretta. Quando però questo meccanismo non avviene correttamente e la bilirubina inizia ad accumularsi, compare l’ittero, una colorazione giallastra di occhi e pelle, indice di un accumulo di bilirubina a livello organico e spesso indicatore di un malfunzionamento epatico.

Bilirubinemia e bilirubinuria

La bilirubinemia è la quantità di bilirubina presente nel sangue. È dosabile attraverso un prelievo ematico e il valore normale è tra 0,3 e 1 mg/dL (milligrammi per decilitro). Valori superiori a 1 mg/dL sono sinonimo di un malfunzionamento epatico. Il valore che viene riscontrato attraverso il prelievo ematico è la quantità di bilirubina rimasta in circolo dopo l’escrezione epatica.

In laboratorio è possibile dosare:

  • Bilirubina diretta
  • Bilirubina indiretta
  • Bilirubina totale

La bilirubinuria è invece la quantità di bilirubina presente nelle urine. Fisiologicamente la bilirubina non deve essere presente nelle urine oppure può essere presente, ma in quantità molto basse. La sua presenza è di norma sinonimo di una patologia a carico del fegato, come ittero, cirrosi, epatite o tumore del pancreas. Il valore della bilirubinuria dovrebbe attestarsi a 0,02 mg in 100 mL.

Valori di bilirubina e malattia epatica

Sul siero è possibile dosare bilirubina diretta, bilirubina indiretta e bilirubina totale. Per ognuno di essi, è presente un valore di riferimento, che può differire lievemente tra un laboratorio analisi e l’altro.

Alti livelli di bilirubina

Alti livelli di bilirubina prendono il nome di iperbilirubinemia. Bassi livelli di bilirubina non vengono invece ritenuti patologici. Il primo segnale di un rialzo dei valori della bilirubina è l’ittero. L’ittero è una colorazione giallastra delle sclere; in particolar modo è visibile negli occhi e nella pelle.

Un rialzo della bilirubina è spesso visibile anche nelle urine, che assumono un colore marrone scuro. Un aumento della bilirubina può essere causato da diverse problematiche e patologie. Fra le più frequenti vi sono:

  • Calcoli biliari: i calcoli biliari si formano quando alcune sostanze, come il colesterolo o la bilirubina, si calcificano e si accumulano nella cistifellea, organo deputato alla produzione di bile. I calcoli bloccano il passaggio di bile nell’intestino e di conseguenza la bilirubina non viene escreta e i valori ematici aumentano. I calcoli biliari frequentemente causano dolore addominale e vomito
  • Disfunzione epatica: qualsiasi condizione che influenza la funzionalità epatica può comportare un accumulo di bilirubina. Questo è dovuto alla perdita della capacità del fegato di elaborare ed eliminare la bilirubina dal sangue.

Le patologie epatiche più frequenti che possono comportare iperbilirubinemia sono:

Per poter ridurre i valori di bilirubina e tornare a valori standard, è necessario comprendere quali sono le cause che hanno comportato un innalzamento dei valori e intervenire sulla patologia stessa.

Ittero

L’ittero è la colorazione giallastra della cute o delle sclere, secondaria ad un aumento anomalo e significativo di bilirubina. È una condizione che può comparire a seguito di diverse patologie e, a seconda della causa, può essere secondaria ad un eccesso di bilirubina indiretta o diretta.

Le tipologie principali di ittero sono 3:

Ittero emolitico

È secondario ad una produzione eccessiva di bilirubina, dovuta ad una distruzione eccessiva di globuli rossi, come nel caso di emolisi. Le cause più frequenti possono essere:

  • Anemia emolitica
  • Trasfusione di sangue incompatibile
  • Infezioni batteriche
  • Sindrome di Gilbert (condizione in cui la bilirubina indiretta non riesce a legarsi all’albumina ed essere quindi trasportata)

Ittero ostruttivo

In questa condizione vi è un’ostruzione a livello epatico che impedisce alla bilirubina di lasciare il fegato. Le patologie ad esso associate sono:

  • Ostruzione dei dotti biliari, ad esempio a causa di calcoli
  • Malattia epatica come epatite o cirrosi, che impediscono un corretto smaltimento di bile

Ittero epatocellulare

È secondario ad un malfunzionamento del fegato e ad un aumento della bilirubina indiretta. Si verifica quando c’è una malattia a carico del fegato o lesioni epatiche.

Ittero neonatale

L’ittero neonatale è una condizione molto frequente nel neonato, che presenta alti livelli di bilirubina, tali da comportare evidente ittero. Questa condizione è correlata ad un’immaturità del fegato e dura indicativamente 10–15 gg dopo la nascita.

In alcuni casi, l’ittero può essere secondario ad un'eccessiva degradazione dei globuli rossi causata dall'incompatibilità del gruppo Rh del bambino con quello della madre, oppure raramente secondario ad epatite neonatale o atresia delle vie biliari.

È fondamentale identificare tempestivamente elevati livelli di bilirubina nei bambini, perché un’eccessiva bilirubina circolante può portare a conseguenze anche gravi come ritardo mentale, ritardo nella crescita, perdita dell’udito o morte.

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