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Patologia

Cachessia

di Francesca Gianfrancesco

La cachessia è una sindrome metabolica articolata che si manifesta con progressivo indebolimento dell’organismo, grave deperimento organico, perdita di peso, alterazione delle capacità psichiche e diminuzione dell’appetito. Questa condizione si associa spesso a malattie croniche o allo stadio terminale (in particolare il cancro) ed è caratterizzata da perdita di massa muscolare con o senza perdita di massa grassa. Lo stato di deperimento è definito dall’attivazione di citochine proinfiammatorie che hanno un effetto diretto sul metabolismo muscolare.

Cause di cachessia

Cachessia

Sono diversi i meccanismi che sembrano essere coinvolti nello sviluppo della cachessia come, ad esempio, l’anoressia (assenza di appetito), l’eccessiva diminuzione dell’attività fisica (fino all’allettamento) e uno scompenso di ormoni anabolici che provoca anomalie nel metabolismo di proteine, lipidi e carboidrati.

L’estrema perdita di peso è data da una riduzione dell’assunzione di cibo associata ad un aumentato dispendio energetico a riposo scatenato dall’attivazione di citochine proinfiammatorie che hanno un effetto diretto sul metabolismo muscolare.

La perdita di peso è infatti caratterizzata da un aumento del catabolismo muscolo scheletrico e una ridotta sintesi proteica. La cachessia può avere diverse origini, tra cui:

  • Morbo di Addison: la cachessia addisoniana è caratterizzata da perdita di peso e deperimento generalizzato secondari a insufficienza cortico-surrenale primitiva
  • Insufficienza cardiaca: è una forma di cachessia secondaria a patologie cardiache
  • Cachessia di Grawitz: caratterizzata da deperimento inesorabile e progressivo dell’anziano, simile all’anemia perniciosa, ma senza le caratteristiche anomalie ematologiche
  • Atrofia muscolare
  • Patologie nervose o psichiche hanno tra le complicanze la cachessia neurogena
  • Secrezione deficitaria o assente di gonadotropina da origine alla cachessia diencefalo-ipofisaria caratterizzata da lassità, pallore, perdita di peso, diminuzione della funzione sessuale, intolleranza al freddo, mixedema, ipotensione, ipoglicemia, disturbi mentali e intolleranza alle malattie minori
  • Lesione ipotalamica primitiva: da origine alla cachessia ipotalamo-ipofisaria
  • Eccessiva esposizione al piombo o ai suoi componenti può generare cachessia saturnina
  • Prolungata esposizione alle condizioni tropicali: può dare origine alla cachessia tropicale, stato di malessere e malnutrizione accompagnata da anemia, deperimento e possibile epatopatia cronica. La causa può essere una parassitosi intestinale, il malassorbimento tropicale, la malaria e altre infezioni croniche

In letteratura sono menzionate tante altre patologie che possono essere associate alla cachessia, come l’AIDS, la cirrosi epatica, la colite ulcerosa, la fibrosi cistica, o infezioni meno ricorrenti come tifo, tripanosomiasi africana, tubercolosi, lebbra, malaria o ebola.

Trattamento della cachessia

Un programma di trattamento della cachessia ha come obiettivo dare al paziente un corretto apporto nutrizionale per coprire il fabbisogno energetico giornaliero di proteine, vitamine, lipidi, grassi ed elettroliti tenendo conto della patologia scatenante e del quadro clinico. A seconda delle condizioni fisiche del paziente quest’ultimo potrà essere nutrito anche attraverso una sonda naso-gastrica o naso-enterica, per via parenterale o per bocca.

Nel caso in cui si tratti di cachessia neoplastica non è raccomandato un aumento elevato di calorie giornaliere. È invece assolutamente necessario identificare una corretta e mirata strategia terapeutica farmaco-nutrizionale, in modo da migliorare i sintomi della cachessia e, aspetto non meno importante, la qualità di vita del paziente.

Alcuni trattamenti farmacologici possono attenuare questa condizione, ad esempio:

  • I corticosteroidi aumentano l’appetito
  • I progestinici, come il megestrolo acetato, possono indurre un aumento sia di appetito che di peso corporeo

La terapia migliore prevede il trattamento del problema clinico alla base. Di solito si tratta di un approccio multiplo che, a seconda dei casi, può richiedere interventi nutrizionali, l’assunzione di vitamine e/o minerali oppure dei trattamenti farmacologici. Fra questi ultimi sono inclusi quelli a base di testosterone, farmaci antinfiammatori, insulina, ormone della crescita, steroidi e antiossidanti.

La migliore gestione della cachessia da cancro è invece curare il cancro. Contrastare il cancro invertirà direttamente il processo cachettico. Sfortunatamente è una condizione che si presenta molto raramente, soprattutto nei pazienti adulti in stato tumorale avanzato. Un'altra possibilità potrebbe essere quella di bloccare la perdita eccessiva di peso aumentando l’apporto nutrizionale.

Anche questa opzione risulta spesso difficile da seguire, poiché è stato dimostrato come nei pazienti con cachessia secondaria a cancro, l’anoressia intesa come assenza totale di appetito è solo una parte del problema e quindi l’alimentazione non può costituire una terapia unimodale per contrastare efficacemente il deperimento associato alla cachessia.

Diversi studi sull'intervento nutrizionale esclusivo, infatti, non hanno mostrato un beneficio significativo per quanto riguarda il cambiamento di peso o la qualità della vita. Questo ha portato gli specialisti ad orientare anche il trattamento della cachessia da cancro su una varietà di agenti farmacologici con lo scopo principale di fornire un miglioramento sintomatico.

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