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Patologia

Carcinoma basocellulare

di Chiara Vannini

Il carcinoma basocellulare è un tumore della pelle che ha origine dalle cellule basali, cellule che si trovano nella parte inferiore dell’epidermide, adibite alla produzione di nuove cellule. È il tumore della pelle più diffuso, con un’incidenza maggiore nelle persone con una carnagione chiara e con una frequente esposizione al sole. Per questo motivo, le zone più soggette sono quelle del collo e del viso. In genere si manifesta con neoformazioni superficiali che si formano sullo strato cutaneo e hanno una crescita lenta.

Cause di carcinoma basocellulare

Il carcinoma basocellulare si forma quando le cellule basali della pelle sviluppano una mutazione del DNA. La letteratura dimostra che il danno al DNA delle cellule basali deriva in gran parte dalle radiazioni ultraviolette (UV) presenti nella luce solare e nelle lampade abbronzanti.

Gli studi in letteratura mostrano infatti una correlazione fra la prolungata esposizione al sole non protetta e l’incidenza di carcinoma basocellulare. I raggi ultravioletti (UV) sembrano essere proprio la causa principale di carcinoma.

Tuttavia, sono presenti anche altri fattori di rischio che predispongono all’insorgenza, fra cui:

  • Pelle e carnagione chiara
  • Età avanzata: il carcinoma basocellulare è per lo più presente nelle persone anziane. Tuttavia sono descritti sempre più casi di malattia nella fascia 20–30 anni
  • Famigliarità per tumori della pelle
  • Anamnesi positiva di carcinoma basocellulare: le persone che hanno già avuto un carcinoma basocellulare hanno più possibilità di recidive
  • Farmaci immunosoppressori

Segni e sintomi di carcinoma basocellulare

Il carcinoma basocellulare non ha alcun sintomo manifesto. Tuttavia, come segno evidente, si ha la crescita di una neoformazione che tende a non scomparire con il tempo.

Le manifestazioni possono essere:

  • Neoformazioni chiare, translucide. Se lesionata, può sanguinare e portare alla formazione di croste
  • Neoformazioni marroni, nere o blu, con bordo rialzato e translucido
  • Neoformazioni piatte e squamose con bordo rialzato
  • Neoformazioni bianche, con bordi indefiniti

Diagnosi di carcinoma basocellulare

La diagnosi di carcinoma basocellulare viene di norma effettuata da un dermatologo. L’esame deve prevedere l’anamnesi e l’esame obiettivo della lesione. L’anamnesi clinica prevede domande sulla famigliarità per tumori della pelle e sulla frequenza della comparsa delle lesioni.

Per il clinico è importante anche comprendere da quanto tempo è insorta la lesione, se nel tempo è mutata, se la crescita è dolorosa e se sono presenti altre lesioni della pelle.

La diagnosi può prevedere anche l’esecuzione di una biopsia cutanea, attraverso la rimozione di parte della lesione o di tutta la lesione che viene poi esaminata dall’anatomopatologo.

Trattamento del carcinoma basocellulare

Il trattamento del carcinoma basocellulare varia in base alle caratteristiche del tumore. Innanzitutto, risulta fondamentale la prevenzione, che prevede:

  • L’esposizione al sole in ore a basso indice UV
  • Un’adeguata e costante protezione della pelle
  • Un controllo costante delle condizioni della pelle e controlli periodici da uno specialista se si ha famigliarità o se si è soggetti a tumori della pelle

Una volta diagnosticata la patologia, il trattamento varia in base alle dimensioni, al tipo e alla posizione della lesione. Una delle prime scelte terapeutiche è la rimozione chirurgica completa della lesione, dove il chirurgo o il dermatologo rimuovono completamente la lesione e parte dei margini circostanti di pelle sana. Anche i margini vengono analizzati dall’anatomopatologo per escludere che ci siano cellule tumorali.

Un altro trattamento che può essere effettuato è il curettage, ossia la rimozione della superficie della lesione con uno strumento che raschia e brucia la lesione tumorale. È la terapia di prima scelta per i tumori di piccole dimensioni e che hanno bassa probabilità di recidiva.

Il congelamento è invece un tipo di trattamento che prevede il congelamento delle cellule tumorali con l’azoto liquido, detto criochirurgia. È indicato nelle lesioni di piccole dimensioni.

Nei casi più gravi, può essere presa in considerazione la radioterapia, soprattutto nei casi in cui non è possibile effettuare un intervento chirurgico. Raramente, il carcinoma può metastatizzare ai linfonodi limitrofi; tuttavia in questi casi sono da considerarsi farmaci specifici o la chemioterapia.

NurseReporter

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