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Meningite

Kernig e Brudzinski, segni specifici di sindrome meningea

di Francesca Gianfrancesco

Le meningiti sono la manifestazione di un’infiammazione delle leptomeningi (aracnoide e pia madre). L’esame chimico-fisico e microbiologico del liquido cefalo-rachidiano resta il gold standard, ma la sindrome meningea può essere meglio diagnosticata attraverso la ricerca di segni neurologici specifici: il segno di Brudzinski è uno dei cosiddetti “segni meningei”, insieme al segno di Kernig. Questi segni fanno parte dell’operato quotidiano per la valutazione neurologica dei pazienti con sospetta compromissione meningea, poiché di facile esecuzione e per la semplicità di osservazione, ma ciò nonostante non si può basare una diagnosi assoluta di meningite solo su di essi.

Meningite, i segni neurologici specifici

Le meningiti di origine batterica rappresentano una considerevole causa di mortalità per cui il riconoscimento clinico della sindrome meningea sulla base dei sintomi e segni obiettivi, l’esecuzione rapida delle procedure diagnostiche insieme alla terapia antibiotica, rappresentano strumenti fondamentali per ridurre la mortalità e il rischio di esiti avversi.

Il quadro patologico si presenta in modo improvviso con febbre molto alta, cefalea (data dall’ipertensione endocranica), vomito (senza nausea e a getto), rigidità nucale, letargia e confusione mentale, fino al coma.

Nei 2/3 dei casi può essere presente un rash diffuso (caratteristiche lesioni cutanee petecchiali-ecchimotiche) dipendente soprattutto da turbe coagulative.

Sono inoltre caratteristici della sindrome meningea i diversi atteggiamenti e segni ipertonico-antalgici.

Ad esempio il caratteristico atteggiamento “a canna di fucile” per cui il paziente, per ridurre il dolore, assume la posizione di decubito laterale, il dorso curvo in avanti, il capo iperesteso (opistotono) e arti inferiori in flessione.

Nonostante (nel sospetto di una meningite batterica) l’esame chimico-fisico e microbiologico del liquido cefalo-rachidiano resti il gold standard, la sindrome meningea può essere meglio diagnosticata attraverso la ricerca di segni neurologici specifici.

Segno di Brudzinski

Il segno di Brudzinski è uno dei cosiddetti “segni meningei” insieme al segno di Kernig.

Prende il nome da Józef Brudzinski, pediatra polacco (Bolew 1874 - Varsavia 1917); segno di frequente riscontro nelle varie forme di meningite, ma anche nei casi di emorragia subaracnoidea o di invasione neoplastica.

Brudzinsky descrisse numerosi segni meningei nel periodo compreso tra il 1909 e il 1916. Quello più conosciuto viene descritto in due tipi: il tipo I e il tipo II.

Segno di Brudzinsky di tipo I – segno della nuca

Il segno di Brudzinsky di tipo I, definito anche “segno della nuca”, viene rilevato con il paziente in posizione supina, rilassato con le braccia verso l’alto e le dita incrociate dietro la nuca.

Il medico proverà a flettere energicamente la nuca con una mano, mentre con l’altra impedirà al paziente di alzarsi con il dorso ponendola sul suo petto. Lo scopo è quello di provocare uno stiramento delle meningi.

Segno di Brudzinsky di tipo II - Riflesso controlaterale

Il segno di Brudzinsky di tipo II, detto anche “riflesso controlaterale”, viene rilevato con il paziente supino.

La manovra, di semplice esecuzione, consiste nella flessione passiva di una gamba verso il tronco. Il segno è da considerarsi positivo qualora la manovra provochi un riflesso analogo nell’altra gamba, quindi si ha uno spostamento consensuale dell’altra gamba nella stessa direzione.

Segno di Kernig

Il segno di Kernig prende il nome da Vladimir Michajloviè Kernig, medico russo (1840-1917).

Kernig descrisse la manovra nel 1882 prevedendo il paziente in posizione seduta, ma ad oggi il segno viene rilevato sia con il paziente seduto che in posizione supina.

Se il paziente è seduto, il tentativo di mantenere le gambe estese provoca un intenso dolore; questo renderà positivo il segno.

Con il paziente in posizione supina il medico prova una flessione di 90° dell’intera gamba sul bacino. Il segno risulterà positivo quando, a causa del dolore intenso, il paziente cercherà di flettere la gamba sulla coscia.

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