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Sesto dice addio al corso di Infermieristica

di Leila Ben Salah

Non c’è nulla da fare. Senza docenti il corso di laurea chiude. La facoltà di Infermieristica di Sesto San Giovanni (Università Bicocca di Milano) si appresta a dire addio ai suoi studenti, un centinaio circa. Da settembre tutti a casa, restano solo quelli che si dovranno laureare entro aprile.

Sesto, la rabbia di studenti e docenti

Di loro avevamo già parlato quando avevano manifestato chiedendo aiuti alle istituzioni, quando si erano ritrovati all’improvviso con la sede da dividere con l’ambulatorio del piede diabetico. Ma si era capito fin da subito che le speranze erano davvero ridotte a un lumicino.

Nel 2016 il nostro corso, inizialmente formato da sei sedi – dicono i ragazzi in una nota - ha visto la chiusura della sede di Desio. Gli studenti della stessa, nel successivo anno accademico, hanno subito lo smistamento nelle restanti sedi, tra cui la sede di Sesto San Giovanni. Durante lo stesso anno accademico Bicocca ha deciso di porre fine anche all’esistenza della nostra sede. L’imposizione di queste scelte ha provocato in noi tutti un profondo sgomento al quale abbiamo reagito ottenendo, non con pochi sforzi, la possibilità di terminare il nostro percorso di studi. Tale accordo prevedeva che gli studenti del primo anno fossero smistati nelle altre sedi dislocate su tutto il territorio lombardo, mentre per il secondo e terzo anno la possibilità di terminare il corso di studi senza ulteriori tagli di personale e spazi. Accordi mai mantenuti.

La data di chiusura definitiva è il 15 settembre 2018. E gli studenti lamentano anche il fatto di essere tassati come tutti gli altri. Colpendo il corso di infermieristica – dicono - non è solo stato minato il nostro interesse, ma quello di tutta la professione, ancora una volta bistrattata e umiliata. Inoltre si rinsalda così la consuetudine tutta nostrana dei giochi di forza in cui il più debole deve rassegnarsi e soccombere.

Ascolta l’intervista a Sabrina Bezze, coordinatrice del corso di laurea

"La scelta da parte della direzione universitaria ci sembra incomprensibile, la zona nord di Milano, in modo particolare Sesto San Giovanni, con l’arrivo del progetto ospedaliero Città della Salute sta diventando sempre più il motore e punto di riferimento della sanità lombarda. Questa scelta a nostro avviso rappresenta l’ennesimo attacco verso la professione infermieristica, ma soprattutto risulta irrispettoso verso gli 80.000 infermieri che operano nel Sistema Sanitario Lombardo da sempre sinonimo di eccellenza. Come organizzazione sindacale esprimiamo la massima solidarietà verso gli studenti del corso di laurea, in settimana avvieremo un intenso confronto con la componente politica di Regione Lombardia, perché porti la questione in commissione sanità ed assessorato università e ricerca.

Ci spiace costatare l’imbarazzante silenzio dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Milano, complice causa le dormienti politiche degli ultimi decenni di questa situazione di sottomissione della professione infermieristica. Sono convinto che la direzione universitaria possa ripensare a questa scelta."

Giornalista

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