professioni sanitarie

Infermieri tutor in università, pagati dalla regione

di Redazione

Circa 7.500 tra infermieri, ostetriche, tecnici e operatori sanitari dell'Emilia-Romagna riconosciuti coordinatori e tutor degli studenti che frequentano i corsi di laurea triennali abilitanti al primo livello delle professioni sanitarie.

Infermieri riconosciuti e retribuiti dalla regione

infermieri tirocinio

Infermieri tirocinanti in corsia

Con un riconoscimento economico per questa attività di insegnamento e accompagnamento, che arriva grazie all'investimento di 2,6 milioni di euro da parte della Regione. È il frutto di un accordo, il primo in Italia, tra l'assessorato regionale alla Sanità e i sindacati (Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil) che intende regolamentare e valorizzare le figure professionali strategiche per il comparto, premiando coloro che mettono la propria esperienza a disposizione dei giovani che si stanno formando per accedere ai ruoli sanitari.

Sono due, infatti, gli obiettivi dell'intesa: riconoscere il ruolo importante di chi svolge l'attività didattica e qualificare e valorizzare, anche dal punto di vista economico, questo tipo di incarichi.

L'accordo sperimentale (che verrà dunque monitorato) vale per il personale del servizio sanitario regionale e vede la creazione di tre figure: il coordinatore dei corsi di laurea o responsabile delle attività didattiche professionalizzanti, che garantisce l'interazione tra i diversi insegnamenti e i tirocini, il coordinamento e l'indirizzo dei tutor. Il tutor didattico, che deve orientare gli studenti e facilitare l'apprendimento ed essere l'interfaccia tra le attività di docenza e quelle di tirocinio. E infine il tutor di tirocinio, che affianca gli studenti, facilitando l'apprendimento professionalizzante e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi didattici e alla valutazione durante il tirocinio.

Il contributo finanziario viene suddiviso tra le aziende sanitarie sulla base del numero di allievi iscritti, programmati o stimati nei corsi universitari per le professioni sanitarie e anche sulla base del numero degli operatori coinvolti. I 2,6 milioni di euro saranno quindi così distribuiti: all'azienda sanitaria di Piacenza sono destinati 123.747 euro, a quella di Parma 95.497 euro, all'azienda ospedaliera di Parma andranno 286.808 euro, all'azienda sanitaria di Reggio Emilia 106.279 euro, mentre a quella ospedaliera 132.283 euro. E ancora, all'azienda ospedaliera Modena sono destinati 149.609 euro, a quella sanitaria 113.868 euro, all'Ausl di Bologna 373.292 euro, a quella ospedaliera 202.446 euro e all'Istituto ortopedico Rizzoli 22.068 euro. Per l'Ausl di Imola ci sono 108.576 euro, per l'azienda ospedaliera di Ferrara 174.016 euro, mentre 69.348 euro sono per l'Ausl. Infine alll'Ausl Romagna arriveranno 632.616 euro.

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