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COVID-19

Dalle Regioni le proposte contro carenza di personale

di Redazione

Potenziare il numero degli infermieri nelle Rsa, aumentare di 250 milioni il finanziamento aggiuntivo per incentivi in favore del personale dipendente del Ssn, attribuire l’esecuzione dei tamponi per la diagnosi di SARS-CoV-2, sotto la supervisione di un professionista sanitario, agli Operatori Socio Sanitari. Sono alcune delle proposte contenute nel documento elaborato dalla commissione Salute delle Regioni che sarà presentato ai governatori per fronteggiare la carenza di personale nella gestione dell’emergenza Covid.

Tamponi agli Oss, il no degli infermieri: figura non sanitaria

Il perdurare dell’emergenza correlata alla pandemia da Covid-19 fa emergere la carenza di personale sanitario e socio-sanitario nelle strutture del servizio sanitario pubblico, in particolare a pesare è la carenza di infermieri, medici e Operatori Socio Sanitari (OSS). Per questo la commissione Salute delle Regioni ha stilato un pacchetto di proposte che saranno presentate il 5 novembre ai governatori con l'obiettivo di tamponare il problema.

Si tratta di un insieme di proposte, dal valore di circa 3mld, che tocca più punti: dalla proroga fino a 3 anni delle assunzioni a tempo determinato stabilite dal Cura Italia all'estensione dell’indennità di malattie infettive a tutti i ruoli.

Dal potenziamento del numero degli infermieri nelle Rsa all'attribuzione dell'esecuzione dei tamponi per la diagnosi di SARS-CoV-2 agli OSS, purché sotto la supervisione di un professionista sanitario (infermiere o assistente sanitario). Un'eventualità che la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) ha subito chiesto alla Conferenza delle Regioni di sospendere.

Il rischio - scrive la Fnopi in una nota - è che eventuali danni fisici provocati ai pazienti, oltre alla gravità del fatto in sé, non trattandosi di personale sanitario (gli Oss appartengono al ruolo tecnico e non sono laureati, ndr) e quindi non rientrando nemmeno nell’alveo della legge 24/2017 sulla responsabilità sanitaria, potrebbero creare nuove situazioni di contenzioso e potrebbero mettere in seria difficoltà chi ne è responsabile e gli stessi operatori per i quali, non avendo assicurazione obbligatoria né essendo autorizzati a interventi di questi tipo sui pazienti, potrebbero configurarsi situazioni gravi sia dal punto di vista penalistico che civilistico.

Carenza personale, il pacchetto di proposte da 3 mld delle Regioni

Tra le misure elaborate dalla Commissione Salute:

Proroga contratti assunzioni a tempo determinato

Si ritiene necessaria l’ulteriore proroga, almeno fino al 30 giugno 2021, delle disposizioni speciali relative al reclutamento del personale di cui agli artt. 2 bis, 2 ter del D.L. 18/2020, convertito in L. 27/2020, già prorogate dapprima al 15 ottobre 2020 e poi al 31 dicembre 2020 ai sensi del DL 83/2020, convertito nella legge 124/2020, e del D.L. 125/2020. Si propone inoltre la modifica della durata dei contratti di cui al comma 2 dell’art.2ter da 1 anno a “fino a 3 anni”. I contratti in essere devono poter essere rinnovati fino alla durata massima indicata. Il personale assunto, al termine del periodo emergenziale, sarà utilizzato per le attività di recupero delle liste di attesa.

1 miliardo di euro per assunzioni straordinarie

Risulta imprescindibile il finanziamento per l’anno 2021 delle assunzioni straordinarie previste dai D.L.14, 18 e 34/2020 per un importo complessivo stimato di 1 miliardo di euro da ripartire tra le Regioni e Province Autonome per quota di accesso.

Estendere indennità malattie infettive e rischio biologico

Si chiede di prevedere la possibilità di estendere l’indennità di malattie infettive prevista dall’articolo 86, comma 6, lett. c) del CCNL 21 maggio 2018 al personale di tutti i ruoli, operante nelle strutture ospedaliere, di ricovero e/o inseriti nei percorsi Covid-19, nei servizi territoriali a diretto contatto con utenze particolarmente a rischio di contagio consentendo altresì alla contrattazione integrativa la possibilità di innalzarne il valore fino al doppio dell’attuale valore economico. Una specifica indennità di rischio biologico va prevista, con norma di legge da considerare poi in sede di definizione del nuovo CCNL, anche a favore della dirigenza sanitaria che opera nelle strutture esposte a tale rischio. Per incrementare i relativi fondi contrattuali per il periodo emergenziale dovranno essere stanziati 250 milioni di euro.

Aumento risorse per incentivi a personale, anche Rsa

Il Finanziamento aggiuntivo per incentivi in favore del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale ex art.1 del DL 18/2020, convertito in L. 27/2020, va incrementato di 250 milioni di euro prevedendo, nel contempo, che ne possano beneficiare, alle condizioni previste, anche il personale docente universitario in convenzione, i medici specializzandi e i medici dipendenti a rapporto non esclusivo. Analoghe forme di incentivazione vanno inoltre previste per i professionisti e gli operatori delle strutture per anziani non autosufficienti e per disabili, prevedendo uno specifico finanziamento a favore delle Regioni e Province autonome di 250 milioni di euro.

Contratti co.co.co. anche per studenti terzo anno delle professioni sanitarie

Va prevista la possibilità di inserire negli enti e aziende del SSN con contratti di collaborazione coordinata e continuativa con durata limitata al periodo emergenziale, così come previsto dall’ODPC n.709/2020 per le attività di contact tracing, studenti iscritti al terzo anno dei corsi di laurea triennali delle professioni sanitarie di cui alla L.251/2000 ed in regola con i crediti formativi universitari previsti dal relativo piano di studi, per attività di supporto a quella svolta dai professionisti sanitari.

Prorogare graduatorie

Deve essere consentita la proroga delle graduatorie a tempo indeterminato e determinato scadute dalla data di proclamazione dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 per tutta la durata dello stesso.

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