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Infermiere

Vaccinato con doppia dose Pfizer muore per Covid

di Massimo Canorro

Gabriele Napolitano, infermiere del Cotugno di Napoli in pensione da due mesi, era risultato positivo in Sardegna, dove stava trascorrendo le vacanze con i suoi famigliari. Un caso raro, il suo, ma che rinnova il dibattito circa l’opportunità di una terza dose per rafforzare l'immunità. Il presidente nazionale del Nursing Up, De Palma: Chiediamo lumi in merito alla terza dose per gli infermieri.

Decesso infermiere vaccinato, Nursing Up chiede commissione d'inchiesta

L'infermiere, in pensione da appena due mesi, aveva ricevuto la doppia dose di vaccino anti Covid-19 Pfizer/BioNTech

Un caso di certo raro, ma che inevitabilmente riaccende il dibattito circa l’opportunità di una terza dose per rafforzare l’immunità contro Covid-19. Il riferimento è a Gabriele Napolitano, l’infermiere 63enne dell’ospedale Cotugno di Napoli – vaccinato sei mesi fa con doppia dose di Pfizer (il 27 dicembre la prima e il mese seguente il richiamo) – morto per Covid mentre si trovava in vacanza in Sardegna insieme alla sua famiglia.

L’operatore sanitario (vaccinato non perché obbligatorio ma in quanto ci credeva, puntualizza la nipote) era risultato positivo al virus proprio durante le vacanze sull’isola – l’uomo era in pensione da poco – ma l’aggravamento delle sue condizioni di salute hanno reso indispensabile il ricovero presso l’ospedale di Sassari. Dal quale, purtroppo, non è più uscito.

Straziante il ricordo sui social del figlio, Gabriele: Papà, ormai te ne sei andato. Una persona come te, cordiale, gentile, sempre disponibile verso tutti innamorato della vita e della tua famiglia. Questo coronavirus ti ha portato via nel modo più straziante che una persona potesse immaginare, sei stato il nostro faro su cui tutti noi potevamo contare.

Con ogni probabilità si tratta di uno dei casi nel quali il virus – in una delle sue varianti maggiormente aggressive – riesce a perforare lo scudo vaccinale, andando a colpire in modo grave una persona (nel caso di Gabriele Napolitano, purtroppo, irreversibile). Al contempo, c’è da rilevare come con il trascorrere dei mesi gli anticorpi, per forza di cose, si riducono, e perciò si parla sempre con maggiore frequenza della possibilità di sottoporsi alla terza dose vaccinale.

E sull’interrogativo “terza dose sì o no?” occorre aprire una breve parentesi, citando due valutazioni contrapposte: se da una parte, infatti, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri è favorevole (la terza dose di vaccino anti-Covid andrà fatta. Dovremmo cominciare da ottobre, iniziando dalle persone più fragili, coloro in cui ci si attende una minore risposta immunitaria dopo il vaccino, ad esempio i pazienti oncologici in chemioterapia oppure le persone che hanno subito un trapianto), dall’altra il direttore generale della prevenzione sanitaria al ministero della Salute, Gianni Rezza esprime cautela: Sulla terza dose, attualmente, conviene astenersi dal canonico dibattito fra pro e contro, cominciando a programmare gli eventuali richiami, da effettuare in modo graduale, basandosi sulle necessità e sulle evidenze scientifiche.

Tornando al caso dell’infermiere vaccinato morto di Covid, con tutte le cautele del caso il primario di Pneumologia dell’ospedale Monaldi di Napoli, Giuseppe Fiorentino, spiega a “Il Mattino”: Di prassi nei rari casi di infezione emergono sintomi che si fermano alle alte vie respiratorie. Gabriele Napolitano appartiene alla variabile statistica che ci dice che la protezione del vaccino – dalle infezioni severe e a volte letali – non è del 100% ma del 97-98%, con un progressivo calo della protezione dal sesto mese. Resta il fatto che se chiunque fosse vaccinato – laddove non impossibilitato per motivi di salute – il virus non avrebbe praticamente modo di circolare.

Sul caso dell’operare sanitario vaccinato deceduto per Covid è intervenuto il Nursing Up per voce del presidente nazionale, Antonio De Palma. Che, prima di tutto, intende omaggiare l’uomo e il collega: La notizia del decesso di un infermiere, ex dipendente dell’Azienda dei Colli, a Napoli, per altro già vaccinato con due dosi di Pfizer, e colpito mortalmente da Covid-19, ci amareggia lasciandoci nello sconforto. Ma il ricordo, per quanto sentito (alla famiglia di Gabriele Napolitano, una vita di sacrifici come infermiere di sala operatoria, va il mio personale cordoglio e quello di tutti gli infermieri del Nursing Up) in casi come questo non può essere sufficiente. E De Palma ne è consapevole, tanto da chiedere: Si apra ufficialmente una inchiesta sul decesso, facendo un’analisi approfondita della reale efficacia del vaccino rispetto alle varianti e alle conseguenze in caso di re-infezione. In questa pandemia gli infermieri hanno già dato tanto, in termini di vite umane e di contagi.

Il Nursing Up, infatti, ritiene che sentire dire che era tutto previsto, liquidare la vicenda come qualcosa di meramente programmato, di tristemente sfortunato, fa indignare non poco. Non solo è morto un infermiere, ma è sotto gli occhi di tutti, a diciotto mesi dall’inizio dell’emergenza e nonostante la tanto decantata campagna vaccinale, che il rischio di decessi per chi è già stato vaccinato con due dosi, non è certo inesistente. Da qui la richiesta, urgente: Ci rivolgiamo pubblicamente al ministro della Salute, al Commissario all’emergenza e al presidente delle Regioni. Chi tutela quegli operatori sanitari già vaccinati – esposti ogni giorno al rischio di un nuovo contagio – adesso che la tragica morte del collega prova la fallacità di quelle tesi che sostengono che, di fronte ad una eventuale nuova infezione, i soggetti già vaccinati non corrono il rischio di conseguenze tanto gravi fino al decesso?

Commenti (1)

Viva

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1 commenti

La forma lieve del covid nei vaccinati..bah

#1

Morto per covid vaccinato?
Morto per covid sanitario obbligato a vaccinarsi?
Ma non era il vaccino che ci avrebbe salvati?
AL MASSIMO LO PRENDI IN FORMA LIEVE
Quante cazzate ancora devono raccontarci per farci aprire gli occhi su tutta questa storia che non finirà mai. Quanta merda che circola e tutti a mangiarla