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COVID-19

Infermieri sempre presenti, instancabili, fieri e umani

di Chiara Vannini

C’era una volta un evento pubblico. Uno di quelli dove accorrono politici e ministri da ogni dove. E questa volta venivano in quella che è “casa mia”, la mia rianimazione. Mi hanno chiesto di fare un intervento, di raccontare la nostra esperienza infermieristica con il Covid e di mettere in luce quello che abbiamo fatto. Ho passato la notte a prepararmi il discorso, doveva essere bellissimo, impeccabile. Dovevo ricordarmi di scandire bene le parole, perché tra il microfono, la mascherina e l’emozione rischiavo che non si capisse niente di quello che dicevo. E al mattino mi dicono: ci hanno tolto la parola, niente intervento. Ok. Ma è l’inaugurazione di una rianimazione dove ho lavorato e dato anima e corpo in questi mesi. Che cosa possono saperne gli altri? Me ne sono fatta una ragione, ma il mio “discorso” non può rimanere inascoltato. Devo fare arrivare alle orecchie di chi non mi ha fatto parlare che cos’è il Covid, per chi l’ha vissuto. E devo far sentire a tutti quanto bravi sono stati gli infermieri in questa situazione.

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