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COVID-19

Pordenone, nuove sospensioni per infermieri no vax

di Massimo Canorro

Oggi in Friuli saranno riammessi tre professionisti sanitari vaccinati, ma l’Opi è in attesa di procedere, con nuove sospensioni, se giungeranno le attese segnalazioni. E una ventina di infermieri si rivolge all’avvocato Vitto Claut per valutare in che modo opporsi ai provvedimenti. Che riteniamo ingiusti, spiega il legale.

Sanitari no vax Pordenone, tra sospensioni e ricorsi al TAR

L’Ordine delle professioni infermieristiche di Pordenone si riunirà nel primo pomeriggio di oggi per riammettere tre iscritti che si sono vaccinati e, al contempo, procedere se giungeranno le attese segnalazioni di nuove sospensioni. Linea diversa, invece, è quella presa dall’Ordine dei medici chirurgi e degli odontoiatri della provincia di Pordenone, come ribadito dal presidente Guido Lucchini: Attenderò l’elenco completo e definitivo dal dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale prima di prendere una decisione e procedere con le sospensioni. Venerdì lo stesso Lucchini ha partecipato a un incontro della Federazione nazionale dell’Ordine, nel quale si è discusso (anche) delle sospensioni dei medici.

La linea resta comunque intransigente – e non potrebbe essere altrimenti – poiché dall’atto specifico dipenderà, per gli iscritti, l’essere impossibilitati a svolgere il proprio lavoro tanto nel pubblico quanto nel privato.

Intanto resta ancora aperta la partita degli Oss, la cui sorte sarà decisa dal datore di lavoro, dall’Azienda sanitaria Friuli occidentale oppure dalle strutture private. Il percorso predisposto dalla normativa prevede la ricerca di un posto alternativo (laddove possibile, altrimenti scatterà la sospensione) in grado di assicurare sia l’incolumità dei pazienti sia quella dei colleghi di reparto.

Tutto questo mentre stamani alcuni infermieri no vax si ritroveranno da un legale di Pordenone, l’avvocato Vitto Claut – presidente del Codacons – per valutare i margini di ricorso al Tar. Sulla scia di quanto già avvenuto in Lombardia, dove centinaia di sanitari hanno posto in discussione l’obbligo vaccinale contemplato dal Dl 44 del 21 aprile 2021, rivolgendosi così all’avvocato Daniele Granara che ha presentato ricorso. Spiega Claut: Sono già stato contattato da una ventina di infermieri sospesi. Valuteremo le modalità di ricorso contro questi provvedimenti che ritengo ingiusti, sia le sospensioni dal lavoro sia quelle dall’Ordine professionale.

Sul tema delicato dei sanitari non vaccinati in Friuli Venezia Giulia – dove ad inizio luglio la legge sulla privacy stava rallentando il percorso di sospensione sanitari no vax – è intervenuto il vicepresidente della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi: Siamo in testa alle classifiche per la vaccinazione del personale scolastico, mentre siamo in coda per quello sanitario. Chi non parte dal sottinteso che il vaccino è una delle soluzioni soprattutto per assistere la salute delle altre persone, significa che non ha fatto la scelta professionale giusta, al netto delle condizioni di salute delle persone che non consentono vaccinazione. E ora l’applicazione della norma, che prevede anche la sospensione, è un problema perché impatta sull’organizzazione del sistema sanitario.

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