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Area Critica

Area critica, 5 raccomandazioni da Aniarti

di Angela Cuoco

Trattamenti, esami diagnostici e tecniche non efficaci, ma che – anzi - rischiano di provocare danni ai pazienti vanno evitati e i professionisti devono impegnarsi per ridurne l’utilizzo, al fine di migliorare qualità e sicurezza delle cure e di ridurre gli sprechi.

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Fare di più non vuol dire fare meglio

La filosofia della Slow Medicine si propone di ridurre le prestazioni inappropriate che rappresentano oltre che uno spreco di risorse - non offrendo benefici tangibili ai pazienti - anche una fonte di maggiori rischi.

Seguendo tale filosofia e aderendo all’iniziativa “Fare di più non vuol dire fare meglio”, la Federazione Ipasvi ha accettato che professionisti infermieri analizzassero e facessero proprie responsabilità che sono chiamati a individuare, su basi rigorosamente scientifiche.

Trattamenti, esami diagnostici e tecniche non sono efficaci, ma che – anzi - rischiano di provocare danni ai pazienti vanno evitati e i professionisti devono impegnarsi per ridurne l’utilizzo, al fine di migliorare qualità e sicurezza delle cure e di ridurre gli sprechi.

L’Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (Aniarti) ha risposto all’invito della Federazione Ipasvi alla partecipazione al progetto Slow fornendo 5 raccomandazioni nel proprio ambito specialistico di Area Critica.

Aniarti nasce nel 1981 ed è un’associazione nazionale di professionisti che promuovono la cultura, le competenze e l'operatività nell’ambito dell’area critica. L’area critica è l’insieme di quelle strutture ad alta intensità assistenziale e di quelle situazioni ad alta criticità del paziente che possono verificarsi nell’ambito intra ed extra ospedaliero.

Il 118 sul territorio, il pronto soccorso in ospedale, la terapia intensiva, le camere operatorie, l’emodialisi e anche l’area della radiologia sono esempi di “luoghi” di area critica. L'infermiere di area critica garantisce un'assistenza infermieristica tempestiva, intensiva e continua a qualunque persona si trovi in situazione di instabilità e/o criticità vitale, utilizzando anche strumenti e presidi ad alta componente e complessità tecnologica.

Le raccomandazioni di Aniarti

Aniarti, intendendo favorire il miglioramento della qualità dell’assistenza infermieristica, ha fornito cinque raccomandazioni:

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