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Violenze operatori, via libera al Ddl dal Consiglio dei ministri

di Sara Di Santo

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal ministro della Salute, Giulia Grillo, sulla sicurezza degli operatori sanitari nell'esercizio delle loro funzioni. Lavoratori impegnati giorno e notte nell’assistenza dei cittadini – ha affermato la Grillo - non possono rischiare la propria incolumità. Il disegno di legge licenziato dal Consiglio dei ministri va ora all'esame del Parlamento.

Giulia Grillo: primo passo per proteggere chi si prende cura di noi

Aggravamento di pena per gli atti di violenza e anche le minacce nei confronti degli operatori sanitari nell'esercizio della loro attività.

E costituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della Sanità.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge presentato dal ministro della Salute, Giulia Grillo, sulla sicurezza degli operatori sanitari nell'esercizio delle loro funzioni. È un primo passo, primo ma fondamentale. Un provvedimento che vuole essere un segnale forte per tutti i dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Lavoratori impegnati giorno e notte nell'assistenza dei cittadini, che non possono rischiare la propria incolumità in condizioni spesso di grande difficoltà.

I ripetuti, ormai continui episodi di aggressioni e minacce in corsia non possono più essere tollerati. Faremo di tutto per proteggere chi si prende cura di noi con tanto sacrificio

Il Ssn ha il doppio dovere – ha aggiunto il ministro - di tutelare i cittadini-pazienti, ma anche di garantire l'incolumità di chi vi opera. Il disegno di legge – nato in seno ai lavori del comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, insediato lo scorso 3 luglio - prevede un'integrazione dell'art. 61 del codice penale che disciplina le circostanze aggravanti nei confronti di chi commette reati con violenza o minacce in danno degli operatori sanitari nell'esercizio delle loro funzioni. Il disegno di legge licenziato dal Consiglio dei ministri va ora all'esame del Parlamento.

Fnopi: Parlamento faccia in fretta, professionisti non ce la fanno più

"Bene la tempestività di approvazione. Ora il Parlamento faccia in fretta, professionisti (e cittadini) non ce la fanno più". Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) sottolinea l’importanza del nuovo provvedimento e a nome della Federazione – la più numerosa d’Italia con i suoi oltre 440mila iscritti – si augura possa avere una corsia preferenziale per l’approvazione in Parlamento.

La Fnopi non ha intenzione di lasciare solo nessun collega. L'infermiere, come nessun altro professionista della salute, non è un bersaglio, non è un capro espiatorio, non è un contenitore inerme dove riversare rabbia, frustrazione e inefficienze del sistema. L'infermiere è un professionista alleato del cittadino e tutto il Servizio sanitario deve impegnarsi perché questa alleanza possa esprimersi al meglio, per aumentare sicurezza e fiducia.

Il tutto in sintonia e condivisione con le iniziative di altre Federazioni come quella degli Ordini dei medici, coinvolte in prima persona dal fenomeno

La prevenzione degli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari - prosegue Mangiacavalli - richiede che l’organizzazione identifichi i fattori di rischio per la sicurezza del personale e ponga in essere le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune, diffonda una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi sanitari, incoraggi il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti: in questo senso il Ddl è un segnale forte e positivo.

Ma il disegno di legge non può bastare e la Federazione - che sta già manifestando il suo massimo impegno sia al tavolo ministeriale sia in seno all'osservatorio buone pratiche dove è presente attivamente e altrettanto è disponibile a fare anche a supporto dell’Osservatorio previsto nel nuovo Ddl - sottolinea la necessità di dare il via ad una formazione continua degli operatori sugli aspetti della comunicazione e della relazione di aiuto nei confronti delle persone assistite al fine di invertire quella tendenza che vede l'affermarsi di messaggi culturali che inducono la popolazione a coltivare una rabbia crescente verso gli operatori delle strutture e notizie scandalistiche che creano a priori un’aspettativa negativa nei confronti dei servizi e che minano ulteriormente il rapporto di fiducia cittadino-professionista della salute.

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