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Approvato il nuovo Codice Deontologico degli infermieri

di Sara Di Santo

Tredici aprile 2019, una giornata storica per la professione: gli infermieri hanno un nuovo codice deontologico. Il testo definitivo, esaminato e discusso articolo per articolo, è stato approvato dal Consiglio Nazionale nel corso di un’assemblea straordinaria. Tra le argomentazioni più sofferte: la clausola di coscienza, il contratto di cura, l'organizzazione professionale all'interno di quella sanitaria, la contenzione, lo sviluppo delle competenze e l'uso dei social media. E, non ultimi, il concetto di "ideale di servizio" - comparso nella prima bozza della rielaborazione, aveva fatto molto scalpore - e la cancellazione del tanto discusso articolo 49 della versione 2009, quello dell’infermiere “sempre a disposizione”.

È una giornata storica: gli infermieri hanno un nuovo Codice Deontologico

Il Consiglio Nazionale, durante l’assemblea straordinaria convocata a partire dal pomeriggio di venerdì 12 aprile, ha discusso e approvato in ultima analisi il nuovo Codice Deontologico degli infermieri.

Si tratta di una giornata storica per la professione infermieristica, perché a distanza di 10 anni dalla versione precedente, gli infermieri hanno un nuovo insieme di regole e principi di autoregolamentazione che ne orienta il comportamento.

Il nuovo Codice, approvato dai 102 presidenti nel Consiglio nazionale, rappresenta per l’infermiere uno strumento per esprimere la propria competenza e la propria umanità, il saper curare e il saper prendersi cura.

L’infermiere deve dimostrare di saper utilizzare strumenti innovativi per una gestione efficace dei percorsi assistenziali e l’applicazione dei principi deontologici completano le competenze e permettono all’infermiere di soddisfare non solo il bisogno di ogni singolo paziente, ma anche quello del professionista di trovare senso e soddisfazione nella propria attività.

Nel campo della salute, in particolare, le tematiche si evolvono, si sviluppano e si modificano ad una velocità incalzante; inevitabile dunque che, nel tempo, si assista alla modifica delle regole che indirizzano i comportamenti in funzione delle conoscenze, delle possibilità operative, delle domande degli assistiti, dei contesti di esercizio professionale che via via si incontrano nelle diverse epoche storiche che le professioni attraversano (S. Marcadelli, A. Stievano).

Che gli infermieri debbano necessariamente essere al passo con il progresso scientifico, consapevoli della dimensione socio-culturale che li circonda, è un dato incontrovertibile. Da qui la conseguenza naturale dell'arrivo del nuovo codice deontologico.

La prima stesura della nuova versione era stata presentata a novembre 2016 a Roma. Poi c’era stato il tempo per gli allora collegi provinciali (oggi Ordini) di elaborare le proprie osservazioni e di inviarle alla Federazione nazionale. I quaranta articoli rimodellati nel primo step sono stati poi rivisti, oltre che da tutti i membri del comitato centrale della federazione Nazionale, dal gruppo di lavoro composto da Aurelio Filippini, Sandro Scipioni, Angela Basile e Pio Lattarulo, esperti di etica.

La riapertura del cantiere era stata annunciata a Bologna nel corso del consiglio nazionale tenutosi a margine della decima conferenza delle politiche della professione infermieristica, il 22 giugno 2018.

Tra le argomentazioni più sofferte nella lunga fase di studio e rielaborazione: la clausola di coscienza, il fine vita, l'organizzazione professionale, lo sviluppo delle competenze, la logistica e l'uso dei social media. Poi la cancellazione del tanto discusso articolo 49, quello che - a detta dei più - nella versione del 2009 avallava il demansionamento degli infermieri e il concetto di "ideale di servizio", che - comparso nella prima stesura della nuova versione - aveva fatto molto discutere.

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