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Avezzano, reparto di medicina rischia collasso

di Massimo Canorro

La Cisl Fp Abruzzo Molise annuncia una mobilitazione se non ci sarà, a stretto giro, un intervento sulle unità a lavoro. Il reparto di medicina Covid dell’ospedale di Avezzano è rimasto con solo 7 infermieri e poche unità di Oss. Ma la situazione preoccupa in tutta la regione, dove mancano all’appello 1.700 infermieri. Il vicepresidente della commissione Sanità, Taglieri: Agire subito.

Abruzzo: mancano all’appello 1.700 infermieri, situazione precaria

Non è escluso, a breve, che il personale sanitario dell’ospedale di Avezzano incroci le braccia se non ci saranno risposte alle drammatiche condizioni di lavoro in cui sono sottoposti gli operatori. Così la Cisl Fp Abruzzo Molise tramite il segretario generale, Vincenzo Mennucci e il coordinatore provinciale sanità dell’Aquila, Marcello Ferretti. Entrambi evidenziano come non siano più accettabili le condizioni in cui sono sottoposti i lavoratori di questa Azienda, prendendo il via dalla precaria situazione della medicina Covid di Avezzano, rimasta con solo 7 infermieri e poche unità di Oss. Urge un intervento rapido sulle unità, anche nei Pronto soccorso come denuncia Simeu, con la situazione peggiorata dai contagi registrati.

Il reparto di medicina Covid di Avezzano è rimasto con solo 7 infermieri e poche unità di Oss

Tornando ai numeri espressi, nel dettaglio la suddetta Unità Operativa Complessa versa in condizioni assai difficili – incalzano Mennucci e Ferretti –, per via delle criticità strutturali, di tipo logistico e per la mancanza dei requisiti minimi di sicurezza necessari a fronteggiare una gestione corretta dei pazienti Covid-19. In tale servizio non sono distinti i percorsi del pulito e dello sporco ma soprattutto di una zona filtro in grado di poter garantire sia la sicurezza dei lavoratori sia la gestione puntuale del paziente. Si segnala inoltre, a causa dell’ampliamento dei posti letto per Covid, la continua sottrazione di risorse umane indispensabili in reparti strategici con conseguente rischio sull’erogazione dell’assistenza nelle 24 ore.

Sanitari sull’orlo di una crisi di nervi e la Cisl Fp Abruzzo Molise spiega: I carichi di lavoro sono improponibili, gli operatori sono costretti a barcamenarsi tra le miriadi richieste dei pazienti e dei loro familiari. I danni biologici e i rischi professionali sono dietro l’angolo, tanto che le assenze per la malattia e /o il per contagio da Covid stanno prendendo il sopravvento. E ancora: Da troppo tempo riceviamo il grido d’allarme da parte di infermieri e medici, operatori socio sanitari, tecnici e ausiliari. La situazione, insomma, sta raggiungendo livelli di guardia – come già ampliamente emerso dallo sciopero nazionale del 28 gennaio – e, ancora i sindacalisti, dopo le varie proteste e le istanze presentate, non è più rinviabile un intervento da parte del livello politico regionale e della direzione strategica della azienda del territorio.

I sanitari sono stati costretti ad anni di lavoro massacrante, rinunciando sovente al riposo pur di assicurare il miglior livello di cura ai pazienti

L’Azienda da sola non può sostenere una simile pressione, e questo attiene all’intero sistema sanitario regionale. In Abruzzo si stima infatti che manchino circa 1.700 infermieri – congiuntamente a Oss e medici – e a fare da ulteriore megafono è il vicepresidente della commissione Sanità, Francesco Taglieri, che entra nello specifico. Tra sovraccarico di lavoro, ferie sospese e spostamenti improvvisi, i sanitari sono stati costretti ad anni di lavoro massacrante, rinunciando sovente al riposo pur di assicurare il miglior livello di cura ai pazienti. Come se non bastasse, la remunerazione in Italia nel settore è tra le più basse d’Europa. Ragione per cui Taglieri ha depositato una mozione che impegna la Giunta regionale, presieduta da Marco Marsilio, ad attivarsi in concreto – anche ai tavoli Stato-Regioni – su queste tematiche.

Giornalista

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