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Emergenza-Urgenza

Simeu: Pronto soccorso al collasso, mancano i sanitari

di Massimo Canorro

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Pressati dall’incremento dei casi di influenza, nonché da un crescente numero di pazienti Covid, i Pronto soccorso di tutta Italia sono in affanno, con reparti sempre più stipati e personale sanitario sempre più ridotto. Ci sono ospedali in cui si fatica a ricoverare i pazienti entro le 24-36 ore, è il grido di allarme della Simeu.

Simeu: allarme Pronto soccorso in sovraccarico

I Pronto soccorso in tutta Italia sono in affanno, in Sardegna sono a rischio collasso

Sovraccarico dei Pronto soccorso nel nostro paese: Simeu lancia l’allarme. Come in realtà ha già fatto in precedenza, quando il presidente Simeu Lazio, Giulio Maria Ricciuto, si era rivolto alla Regione per chiedere di garantire un numero consono di medici e infermieri per fronteggiare la terza ondata. Ed oggi che si parla di quarta ondata la situazione – a livello nazionale – non sembra essere mutata. Anzi. Incalzati dall’aumento dei casi di influenza, nonché da un crescente numero di pazienti Covid, i Pronto soccorso faticano oltre il limite, con reparti sempre più pieni e personale sempre più ridotto, al punto che ci sono ospedali in cui si fatica a ricoverare i pazienti entro le 24-36 ore. Un vero e proprio alert quello formulato dalla Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, che avvisa: la situazione in Sardegna è vicina al collasso, ma criticità si segnalano in tante regioni.

Pronto soccorso a rischio collasso in Sardegna

Proprio sull’isola, da tempo, è caccia aperta agli infermieri, e lo stesso coordinatore regionale del NurSind, Fabrizio Anedda, ha rimarcato come all’interno del territorio i professionisti sanitari si sentano abbandonati dalle istituzioni. Sulla carenza di operatori in Sardegna aveva parlato anche il presidente della Regione, Christian Solinas, intervenuto alla sesta tappa, a Cagliari, del Congresso nazionale itinerante della Fnopi. Finora abbiamo assunto tutti i professionisti che abbiamo potuto, ma ora non ce ne sono più e non abbiamo alcuna intenzione di cercarli all’estero, le sue parole. Ma il problema dei Pronto soccorso in sovraccarico (e quello della carenza di professionisti dedicati) riguarda, come detto, l’intera penisola. E se non è ancora drammatica rischia di divenirlo a stretto giro. E ciò che è già drammatico è l’impossibilità di ricoverare tanti pazienti non Covid.

Prosegue Susi sul super afflusso dei Pronto soccorso: È dovuto al diffondersi di sindromi influenzali, ma ci sono anche tanti pazienti che giungono con sintomi Covid gravi, già in parziale carenza di ossigeno e che urgono di un ricovero, a volte anche direttamente in terapia intensiva. E il presidente nazionale Simeu, Salvatore Manca – al quale poche ore è succeduto, in carica, Fabio De Iaco – ha affermato che la realtà del Covid pone di fronte alle debolezze del sistema. E la situazione venutasi a creare mette sotto pressione medici e infermieri che sono stanchi, affaticati e vivono una quotidianità sempre più insostenibile.

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