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Biella, in Obi un solo infermiere per 15 posti letto

di Massimo Canorro

La grave carenza di personale attanaglia le strutture sanitarie del Piemonte. Tra i reparti più in difficoltà ci sono i Dipartimenti di emergenza ed accettazione e le aree dedicate alla Osservazione breve intensiva. Nursing Up Piemonte: L’Obi dell’ospedale di Biella conta un solo infermiere dedicato per 15 letti disponibili.

Carenza di sanitari in Piemonte

Così, mentre nei mesi scorsi si faceva ricorso agli interinali, adesso il problema rischia di diventare irrisolvibile, poiché sono in aumento le difficoltà del personale a coprire i turni – a maggior ragione nel pieno agosto, dove anche nelle isole l’assistenza è a rischio – e, di conseguenza, risulta sempre più complicato smaltire il sovraffollamento all’interno di alcuni reparti. Nella regione, tra i reparti nei quali si registrano le maggiori problematiche ci sono i Dea, i Dipartimenti di emergenza ed accettazione, e gli Obi (Osservazione breve intensiva) in cui i pazienti possono essere ricoverati fino a un massimo di 36 ore.

In entrambi i casi si è assisto ad un aumento esponenziale dei posti letto, senza alcun tipo di corrispondenza numerica di personale. Si è giunti così ad avere reparti in cui vengono più che ampiamente, e in modo gravissimo, ignorate le linee guida nazionali per la gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso, che prevedono un minimo inderogabile di un infermiere ogni due letti, spiega il Nursing Up Piemonte, che precisa: Nella regione, oggi, presso quasi tutte le aziende sanitarie, all’interno degli Obi abbiamo un infermiere ogni 8/10 letti. Il carico lavorativo da sostenere è impossibile.

Un esempio su tutti, lamentano ancora i sindacati, è il Nuovo Ospedale degli Infermi di Biella. All’interno della struttura la carenza di personale sanitario ha portato il rapporto infermieri/letti presso l’Obi ad avere un solo infermiere dedicato per 15 letti a disposizione. Una situazione inaccettabile e pericolosa – lamentano Claudio Delli Carri e Marco Attivissimo, rispettivamente segretario regionale e dirigente territoriale Nursing Up Piemonte – perché tra stanchezza e burnout si espone il professionista ad un aumento enorme della possibilità di compiere errori.

Quindi si interrogano ad alta voce: Ma come si può pensare che sia sufficiente un solo infermiere per 15 postazioni letto?. Da qui la richiesta di Delli Carri e Attivissimo alla Regione Piemonte (che la scorsa settimana ha reso noto di aver predisposto il provvedimento che attesta l’adeguamento, nei confronti di ogni azienda sanitaria, dei fondi contrattuali per la remunerazione del salario accessorio del personale dipendente 2021), affinché dia un segnale forte per mettere fine a questa situazione in cui le norme nazionali sulla gestione dei Dea e del sovraffollamento vengono con tanta leggerezza derogate, partendo da un concreto e realizzabile piano assunzioni.

Ad ogni modo, il Nursing Up ritiene imperativo ripensare la strategia di gestione del sovraffollamento in tutte le aziende sanitarie del Piemonte, instaurando con i rappresentanti dei lavoratori un tavolo programmatico che possa ridefinire le modalità di gestione di queste situazioni con soluzioni concrete e realizzabili.

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