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Civitavecchia, indagati 17 tra infermieri e OSS di una Rsa

di Massimo Canorro

Secondo le indagini condotte dai carabinieri i 17, tra infermieri e Oss, avrebbero umiliato gli anziani ospiti della struttura, legandoli al letto, lasciandoli per ore col pannolone sporco e alimentandoli con siringhe piene di cibo frullato. Maltrattamenti, sequestro di persona e falsità ideologica le accuse a vario titolo.

Anziani maltrattati e legati ai letti in Rsa, 17 indagati a Civitavecchia

Avrebbero lasciato tredici anziani in stato di abbandono – completamente in balia di loro stessi – immobilizzandoli ai letti con le lenzuola (non vi toccate) e umiliandoli con frasi offensive e derisorie (fate schifo, vi cambiamo solo per evitare brutte figure), senza pulirli per ore. In taluni casi avrebbero inveito contro di loro e usato violenza, alimentandoli con siringhe contenenti cibo frullato spinte nelle loro bocche fino a rischiare di soffocarli. E ancora, stordendoli ricorrendo a psicofarmaci (benzodiazepine e antipsicotici) al di fuori delle prescrizioni mediche. Adesso, 17 persone tra infermieri e operatori socio sanitari presso una Rsa di Civitavecchia (Roma) sono accusati a vario titolo di maltrattamenti, sequestro di persona e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiali in atti pubblici.

A condurre le indagini sono i carabinieri di Civitavecchia, a seguito di una denuncia presentata in caserma dai familiari di un anziano ospite della Rsa nel 2018, che avevano notato comportamenti anomali nei confronti del loro caro. Su delega della Procura, i militari hanno proceduto alla notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini preliminari e contestuale elezione di domicilio in vista di un eventuale processo nei confronti dei 17 operatori sanitari, per la maggior parte di Civitavecchia (ma anche di Tarquinia, Tolfa e Santa Marinella), che oggi non sarebbero più impiegati nella struttura.

Grazie alle intercettazioni e microcamere nascoste nella residenza sanitaria assistenziale, i carabinieri hanno documentato vari episodi di maltrattamenti nell’arco di due mesi di cui sono state vittime tredici anziani ospiti della Rsa. Poste sotto sequestro e analizzate le cartelle cliniche dei pazienti.

Se venissero confermate le accuse dovremmo parlare di veri e propri aguzzini (e non di operatori sanitari), che invece di prendersi cura con etica e professionalità degli anziani – così come richiesto dalle famiglie che glieli avevano affidati – li maltrattavano in modo indegno. Da parte loro, gli investigatori ritengono che gli indagati fossero soliti lasciare in stato di abbandono gli anziani in una sala di ricreazione e nelle camere di degenza, costringendoli a condizioni esistenziali penose.

Solo alcuni giorni fa si è concluso – con due condanne e un’assoluzione – il processo a carico di tre ex operatori sanitari di una Rsa della Valconca, nel riminese, accusati di maltrattamenti e lesioni nei confronti degli anziani degenti. Le indagini, terminate nel luglio del 2016, erano state condotte dai carabinieri della compagnia di Riccione. All’interno della struttura, i militari avevano installato alcune telecamere che avevano ripreso e registrato i maltrattamenti e le offese di cui erano vittime gli ospiti.

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