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Commissariato l’Ordine degli infermieri di Viterbo

di Redazione

Nel corpo dell’avviso di convocazione delle operazioni di voto manca qualsiasi riferimento all'elezione dei componenti della nuova Commissione d'Albo, ai giorni delle votazioni, nonché, per ciascun giorno, all'ora d'inizio e di cessazione delle relative operazioni e infine ai membri della Commissione d'Albo uscenti. È questa la motivazione principale con cui la Commissione centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie ha commissariato l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Viterbo lo scorso 18 gennaio.

Viterbo, commissariato l'Ordine delle professioni infermieristiche

mario curzi

Mario Curzi, ex presidente Opi Viterbo

Il provvedimento è stato stabilito dopo la presentazione di un ricorso su alcune presunte mancanze ed inesattezze nelle procedure di rinnovo degli organi elettivi.

Lo si apprende dallo stesso (ormai ex) presidente Opi di Viterbo, Mario Curzi, che ha comunicato la notizia agli iscritti in una nota con la quale critica fortemente l'atto di commissariamento e respinge ogni accusa.

Come è possibile imputare come errore la mancata citazione di un organo che non esisteva in precedenza?, interroga Curzi, considerando che la Commissione d'Albo Infermieristica (Cai), come da regolamento Fnopi, veniva istituita per la prima volta.

Oltre che per la mancata convocazione della nuova Commissione d'Albo, il ricorso è stato accolto anche alla luce della segnalazione di un presunto clima sfavorevole nelle operazioni di voto. Considerando che l'elemento omesso nell'avviso di convocazione, ossia il Cai non citato, non sarebbe tuttavia idoneo di per sé a invalidare l'intera procedura elettorale, la Commissione centrale ha contestato anche l'ambiente nel quale si sono svolte le votazioni, individuando un clima di incertezza nonché anomalie che avrebbero di fatto limitato e compromesso l'esercizio del diritto al voto.

Questo clima non è stato voluto certamente da nessun componente del Consiglio direttivo, che stavano attendendo i risultati ai propri domicili, né tantomeno dal sottoscritto al quale era interdetta l'entrata nei locali in cui si svolgeva la tornata elettorale - scrive Curzi -. Lascio immaginare, invece, chi più volte ha cercato di mettere in cattiva luce l'operato della Commissione elettorale che stava svolgendo la propria attività nel rispetto della normativa vigente.

A ragione del provvedimento viene evidenziata anche una difficoltà nelle procedure di voto. Nel provvedimento si legge che molti voti espressi per i candidati venivano annullati a causa della complessità del sistema di voto, di natura semi-automatica, in cui era prevista la compilazione e la stampa di una scheda cartacea da parte dell'elettore, che dopo averla controllata provvedeva a deporta in un'urna fisica e non elettronica.

A difesa dell'operato del Consiglio direttivo il Curzi ha ricordato che circa la metà dei componenti che ha deciso il provvedimento fa parte del Comitato Nazionale e della Fnopi che ha redatto il Regolamento. In questi tre anni più volte l'Ordine di Viterbo ha prodotto memorie e prove cartacee a fronte delle richieste che la Commissione ha preteso, tant'è che tutta la documentazione originale riguardante le elezioni è ancora conservata presso la sede legale e a tutt'oggi nessuno della Commissione si è degnato di visionare, ha denunciato.

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