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Medici che coordinano infermieri, la lettera al ministro

di Redazione

Medici che gestiscono e coordinano gli infermieri? Succede in Toscana, dove è stato firmato un accordo per attribuire ai medici di medicina generale funzioni di gestione e coordinamento del personale infermieristico e socio-sanitario negli ambulatori integrati territoriali, istituendo anche un preciso decalogo delle mansioni degli infermieri. E il Nursind si mobilita e scrive al ministro Lorenzin.

Medici che coordinano infermieri, il Nursind scrive a Lorenzin

Giannoni Nursind

Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind Toscana

Siamo pronti alla mobilitazione contro l’accordo firmato dalla Regione Toscana che attribuisce ai medici di medicina generale funzioni di gestione e coordinamento del personale infermieristico e socio-sanitario negli ambulatori integrati territoriali, istituendo anche un preciso ‘decalogo’ delle mansioni degli infermieri. È quanto dichiara Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind Toscana, alla luce dell’accordo regionale sanità d’iniziativa, firmato dall’assessorato alla salute. Le stesse posizioni sono riportate in una lettera inviata da Giannoni questa mattina all’assessore regionale Stefania Saccardi e al ministro Beatrice Lorenzin.

Stiamo tornando indietro di vent’anni – incalza Giannoni – andando contro tutte le iniziative fin qui sviluppate in direzione dell’infermiere di famiglia e di una migliore gestione delle cure sul territorio.

Non possiamo accettare un accordo che inquadra il personale infermieristico alla stregua di dipendenti dei medici e li dota di un mansionario. È inconcepibile – prosegue - che la politica sanitaria regionale indichi un percorso di assistenza al cittadino incentrato sulla gestione medico-centrica, in termini di budget, ripartizione delle risorse, formazione e premialità, mortificando e appiattendo tutto il mondo professionale infermieristico.

Chiediamo che l’accordo sia rivisto e che la discussione sia riportata a un tavolo paritetico interprofessionale e intersindacale di pari dignità. In caso contrario – conclude la lettera inviata da Giannoni a Regione e ministero della salute - saremo pronti a ogni forma di protesta e di lotta che riterremo utile.

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