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Professionisti della salute

Nasce lo sportello virtuale contro la violenza di genere

di Massimo Canorro

L’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà, con sede a Roma, ha attivato uno spazio di tele-consulenza per gli operatori sanitari e socio-sanitari impegnati nella presa in carico di donne straniere che subiscono, hanno subito violenza o sono state vittime di tratta. Il servizio, erogato in modalità multimediale mediante una piattaforma online, costituisce uno sportello multidisciplinare virtuale che permette un confronto teorico/esperienziale con professionisti qualificati, l’approfondimento di conoscenze e procedure, la condivisione di dubbi, la ricerca di soluzioni di eventuali criticità legate alla gestione di questi casi delicati e complessi. Nurse24.it ne parla con Concetta Mirisola e Sonia Viale, rispettivamente direttore generale e psicologa dell’Inmp, istituto che sostiene la campagna di sensibilizzazione e di promozione della salute #lottocontrolaviolenza.

Stop violenza di genere, da Inmp un riferimento per i professionisti

Inmp ha attivato uno sportello virtuale contro la violenza di genere utile per il confronto tra professionisti

L’obiettivo dell’Istituto è quello di sviluppare sistemi innovativi per contrastare le disuguaglianze della salute, rendere più agevole l’accesso per quelle donne per le quali maggiori sono le difficoltà (barriere linguistiche, culturali, economiche, normative), assicurare un alto livello di qualità delle prestazioni fornite attraverso anche la presenza di un’équipe multidisciplinare composta da medici, psicologhe, infermiere, assistenti sociali, antropologhe, mediatrici culturali esperte nel settore sanitario.

Da qui l’ideazione di uno sportello quale spazio di confronto one to one. Una consulenza su percorsi, pratiche, metodologie, soprattutto di fronte a situazioni particolarmente complesse, di donne straniere, per le quali ogni intervento richiede un’attenzione anche alle specificità legate al contesto culturale di provenienza.

Un approccio “culturalmente sensibile” quello dello sportello virtuale di consulenza dell’Inmp. Una metodologia che riflette il modus operandi dell’ente pubblico nato nel 2007 e stabilizzato nel 2012, con sede a Roma, impegnato ogni giorno nel combattere la violenza di genere, agevolando l’emersione e la consapevolezza delle donne attraverso percorsi sanitari dedicati; proprio alla luce di ciò sono stati elaborati (nonché applicati) specifici protocolli, che vengono costantemente rivisti alla luce dei punti di forza e delle criticità riscontrate, con particolare attenzione alle specificità culturali delle donne.

Come spiega a Nurse24.it il direttore generale dell’Inmp, Concetta Mirisola – che appena sopra ha tratteggiato la mission dell’Istituto – prendendo il la dall’esperienza clinica del Servizio di salute e tutela della donna, il nostro impegno quotidiano è stato trasportato anche nella formazione, mediante l’erogazione di corsi d’aula e a distanza rivolti a tutto il personale sanitario. È risultato naturale, poi, proseguire pensando ad un “luogo” di incontro, confronto e approfondimento per tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari impegnati nella presa in carico di donne straniere che hanno subito e subiscono violenza di genere o che sono sopravvissute alla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e lavorativo. Gli stessi operatori hanno risposto all’iniziativa come opportunità di confronto e ulteriore elemento di crescita.

Ed eccoci a dettagliare sullo sportello virtuale contro la violenza di genere dell’Istituto (che dal 2019 è anche Centro collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’evidenza scientifica e il capacity building in rapporto alla salute dei migranti), uno spazio di tele-consulenza il cui servizio – erogato in modalità multimediale mediante una piattaforma online costruita ad hoc – offre consulenza su percorsi, pratiche, metodologie, di fronte a situazioni particolarmente difficili di donne appartenenti a culture diverse dalla nostra, per le quali ogni intervento richiede un’attenzione alla multidimensionalità dei bisogni e ai diversi contesti di provenienza, precisa Sonia Viale, psicologa dell’Inmp, permettendo un confronto teorico/esperienziale con professionisti altamente qualificati, l’approfondimento di conoscenze e procedure, la condivisione di dubbi, la ricerca di soluzioni di eventuali difficoltà legate alla gestione di tali casi delicati e complessi.

Modalità di attivazione della tele-consulenza

Attivabile mediante la formulazione di una specifica richiesta da inviare all’e-mail dedicata (salute.donna@inmp.it), la consulenza avviene (appunto) in modalità di tele-consulto. Una volta presa in carico la richiesta, vengono inviate le coordinate e le modalità dell’appuntamento per collegarsi con un professionista dell’Istituto, individuato come esperto per il quesito indicato.

Gli operatori sanitari e socio-sanitari impegnati nel loro lavoro con situazioni di violenza di genere possono confrontarsi e analizzare gli elementi per cui è richiesta la consulenza (relazione d’aiuto, metodologia e risorse, deontologia, solo per fare alcun esempi), riconoscere situazioni di empasse e individuare risorse per affrontarle, elaborare strategie d’intervento e percorsi per donne straniere che subiscono violenza o sono sopravvissute alla tratta.

Quindi si effettua un lavoro di riflessione che – a cominciare dai singoli quesiti presentati – può interessare l’agire professionale, le strategie e gli strumenti adottati per fronteggiare la multidimensionalità dei bisogni portati dalle vittime di violenza e dai loro eventuali figli. Da qui la possibilità di individuare, di concerto con l’operatore sanitario, quegli elementi chiarificatori utili a verificare in termini di efficienza/efficacia gli interventi e i percorsi rivolti alle donne migranti che subiscono e hanno subito violenza, non solo come acquisizione e valorizzazione di un sapere tecnico-specialistico, ma anche come trasmissione di capacità di analisi dei processi, continua Viale.

La consulenza è mirata sia alla risoluzione della problematica sottoposta sia al miglioramento della qualità dei servizi erogati per la presa in carica sanitaria di donne che hanno subito violenza, sostenendo l’acquisizione e il consolidamento di competenze, e in parallelo l’individuazione di pratiche professionali maggiormente efficaci. A questo proposito, la psicologa dell’Inmp puntualizza: Verrà realizzato il follow-up di ciascun intervento per comprendere i risultati ottenuti, i punti di forza e le possibili aree di miglioramento. L’intento è di fornire agli operatori sanitari e socio-sanitari in tutta Italia un sostegno nella riflessione metodologica e nella valutazione dell’agire professionale, in relazione alle attività legate alla gestione dei casi di violenza di genere nei confronti di donne e ragazze straniere, madri e non.

Piattaforma online costruita ad hoc

Com'è cambiata la sanità in era pandemica Covid-19? L’esperienza pandemica ha amplificato ogni situazione di isolamento, le barriere di accesso ai servizi e le condizioni di mancanza di tutela, e, di conseguenza, ha acuito la gravità della piaga della violenza di genere, impegnando gli operatori sanitari e socio-sanitari a incrementare l’attenzione e l’expertise riguardo le pratiche di accoglienza e presa in carico, oltre che nella costruzione, ampliamento e consolidamento di reti di servizi impegnati a favore di donne che subiscono violenza, sole e con figli, sia italiane che provenienti da altre culture, replica Viale.

Che in riferimento alle aziende sanitarie ricorda come abbiano dovuto incrementare soluzioni alternative per cercare di venire incontro alle esigenze, sanitarie e non, delle persone e superare al meglio gli ostacoli che l’isolamento e le restrizioni, dovute al Covid-19 hanno acuito.

Inevitabilmente, il periodo storico ha imposto – più che suggerito – a tutte le organizzazioni un’accelerazione riguardo la digitalizzazione in sanità, per ogni necessità di gestione, comunicazione e sicurezza. In quest’ottica l’ambiente creato per lo sportello di consulenza per operatori sanitari in tema di violenza di genere si avvale di una soluzione tecnologica per organizzare l’incontro tra domanda e offerta nella maniera più agevole, con diverse possibilità di interazione sincrona, in una o più occasioni di incontro, o asincrona, attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato e la chat della piattaforma, circoscrive la psicologa dell’Inmp, che a più ampio raggio evidenzia l’importanza, per l’Istituto, dell’apporto tecnologico in ambito clinico, di formazione e di ricerca.

In questo modo abbiamo potuto attuare consulenze cliniche a distanza, fondamentali durante i periodi di lockdown e per poter seguire i pazienti dell’ambulatorio, in particolare le persone in carico all’équipe della salute mentale, costrette a periodi di isolamento precauzionale. L’utilizzo delle piattaforme online ha consentito agli operatori di continuare a gestire, consolidare e rafforzare i rapporti con la rete dei servizi sanitari e sociali del territorio, dedicati all’utenza più fragile ed esposta anche ai rischi per la salute connessi alla pandemia. E ancora, conclude, è stato possibile proseguire l’attività di formazione, organizzando eventi formativi a distanza, tramite webinar sincroni e corsi Fad in autoistruzione che hanno avuto un ottimo riscontro, raggiungendo anche un maggiore bacino di operatori sanitari in tutto il territorio nazionale interessati alle attività dell’Istituto.

Inmp accanto ai sanitari vittime di violenza

Dal 12 marzo di quest’anno si celebra la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Anche l’Inmp ha aderito alla campagna di sensibilizzazione e promozione della salute #lottocontrolaviolenza promossa da Federsanità nazionale, Asl Viterbo e associazione Juppiter.

A questo proposito, il direttore generale dell’Istituto, Mirisola, precisa: Non intendiamo abbassare la guardia nel contrasto ad ogni forma di prevaricazione e violenza, consapevoli che le istituzioni hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione di comportamenti lesivi e nella diffusione di una cultura portatrice di valori improntati sulla difesa della dignità di ogni essere umano. Riteniamo che promuovere un cambiamento culturale in tal senso sia una profilassi basilare contro i germi iatrogeni che le situazioni di violenza portano con sé, dai costi personali e sociali assai elevati.

Soprattutto, la mission dell’Inmp riguarda la tutela del diritto alla salute, che non veda nessuno escluso. Dove ci sono situazioni di violenza, in qualsiasi contesto, non ci potrà mai essere salute, benessere per ogni individuo e, quindi, per l’intera collettività. Giornate dedicate come la Giornata contro la violenza sui sanitari sono utili per sottolineare l’attenzione. Occasioni importanti per continuare a riflettere e a far riflettere, ma la ferma denuncia e il rifiuto di ogni violenza rappresenta per noi una priorità ogni giorno dell’anno.

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