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Piombino, assolta l’infermiera accusata di 10 omicidi

di Massimo Canorro

La Corte di Appello di Firenze ha assolto per non aver commesso il fatto Fausta Bonino, l’infermiera 58enne accusata di omicidio plurimo volontario e dunque finita a processo per i decessi anomali di 10 pazienti avvenuti nell’ospedale di Piombino tra il 2014 e il 2015. Ancora non ci credo, non potevano accusarmi per bugie altrui, ha commentato Bonino dopo la sentenza.

Assolta l’infermiera killer di Piombino

L'infermiera Fausta Bonino nel 2016 (Foto: La Repubblica)

Giudici che smentiscono altri giudici e sentenze ribaltate. Per approdare alla vicenda di Fausta Bonino, l’infermiera dell’ospedale di Piombino (Livorno) finita a processo per i decessi anomali di dieci pazienti accaduti all’interno della struttura sanitaria tra il 2014 e il 2015. In primo grado il gup del tribunale di Livorno – il 19 aprile 2019 – aveva condannato la donna all’ergastolo con l’accusa di omicidio volontario plurimo aggravato. La Corte di Appello di Firenze l’ha invece assolta da qualsivoglia addebito relativo ai decessi dei pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione dell’ospedale Villamarina, dove la 58enne lavorava. L’assoluzione è arrivata con formula piena per non aver commesso il fatto. La condanna a un anno e mezzo per ricettazione, in rapporto ad alcuni medicinali trovati nella sua abitazione nel corso della perquisizione condotta al momento del suo arresto, è stata invece dichiarata sospesa.

Le testimonianze di quattro persone, infermieri, medici e infermieri dell’ospedale di Piombino, i quali hanno riferito al processo che l’accesso al reparto dove era in servizio Bonino fosse possibile anche senza badge di riconoscimento del personale autorizzato, sarebbero risultate decisive per la sentenza di assoluzione. E oggi i difensori della professionista sanitaria, che si è sempre proclamata innocente, avendo chiesto l’assoluzione possono ritenersi soddisfatti. Almeno per il momento, poiché ancora non è stata scritta la parola “the end” sull’intera vicenda giudiziaria: va detto infatti che non si tratta di una sentenza definitiva e, con ogni probabilità, la Procura generale farà ricorso in Cassazione.

Va ricordato che le indagini a carico della professionista sanitaria di Piombino erano cominciate nel lontano marzo 2016, nel momento in cui venne individuata dai carabinieri dei Nas come l’infermiera killer responsabile di una lunga serie di morti sospette nell’ospedale di Piombino, prima tredici, poi scese a dieci. A parere degli inquirenti quei decessi furono provocati dall’utilizzo deliberato e fuori dalle terapie prescritte di eparina – o comunque di un farmaco anticoagulante – in dosi tali da determinare il decesso causato da improvvise emorragie. Da quel momento la vicenda ha avuto più di un colpo di scena giudiziario.

Ancora non ci credo. Sono state queste le prime parole che Bonino ha pronunciato subito dopo la sentenza che l’ha assolta dall’accusa di omicidio plurimo volontario. Accompagnata dai familiari nel palazzo di giustizia fiorentino, la professionista sanitaria non ha potuto trattenere le lacrime durante la lettura del dispositivo. Non potevano accusarmi – ha ammesso – per delle menzogne dette da qualcuno. Non c’era altro. E ancora, le parole del legale dell’infermiera, l’avvocato Vinicio Nardo: Ritengo che si sia fatta giustizia, dopo anni trascorsi nel frullatore della mia assistita. La sentenza di primo grado oggettivamente non reggeva. Quindi Nardo prosegue: La sentenza dava per certa una serie di fatti, come il tipo di sostanza usata, il metodo di somministrazione e la presenza in reparto, che invece erano tutt’altro che certi. Per poi chiosare: Ci voleva grande professionalità per assolvere Bonino e la Corte di Appello di Firenze ce l’ha avuta.

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