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Ordine Infermieri

Rimini: Pronto soccorso, l’allarme degli infermieri

di Massimo Canorro

La carenza dei medici di Pronto soccorso, acuita dal carico di lavoro e da nuove responsabilità, va risolta. O, quantomeno, arginata. Così l’Opi Rimini ha incontrato i sindacati, per confrontarsi e trovare una soluzione. Sostenendo, in particolare, l’apertura di un ambulatorio infermieristico nel Pronto soccorso quale luogo di cura da affiancare ai tradizionali ambulatori medici. Sarà di supporto e garantirà assistenza ai pazienti meno gravi, illustra il presidente dell’Ordine, Nicola Colamaria.

Crisi PS, Opi Rimini: ambulatorio infermieristico in supporto dei medici

Alle organizzazioni sindacali e alla direzione aziendale spetta di valorizzare, sia dal punto di vista contrattuale sia economico, la professione dell’infermiere. La stessa che – a causa del non riconoscimento delle specializzazioni e delle scarse prospettive di carriera (laddove mobilità infermieristica è diventa la parola d’ordine) – guada in una profonda crisi di “vocazione” all’interno di diverse strutture sanitarie private e nelle Rsa.

È l’invito che l’Opi Rimini ha rivolto a Cgil, Cisl, Uil, Fials, Nursind e Nursing Up nel corso di un incontro presso la propria sede. Gli argomenti affrontati: la situazione dei Pronto soccorso della provincia e la carenza di professionisti sanitari.

L’ormai noto fabbisogno dei medici di Pronto soccorso, poi, ha messo in luce la fragilità di un sistema salute che poco ha saputo investire sui propri professionisti generando disaffezione e malcontento, acuita dal notevole incremento del carico di lavoro e delle relative responsabilità, le parole di Nicola Colamaria, presidente dell’Ordine degli infermieri di Rimini.

Al pari dell’infermieristica, la medicina di emergenza-urgenza rappresenta una specializzazione a cui va riservata la medesima dignità riconoscendone l’essenzialità, puntualizza l’Ordine. Professionisti con altre specializzazioni, sebbene con esperienza clinica, possono collaborare ma non sono in grado di fornire le medesime competenze e performance. Affermazione che trova la sua conferma in particolar modo nella figura dell’infermiere di triage le cui peculiari competenze ne determinano l’assoluta infungibilità.

Rimanendo in scia, la chiusura di ambulatori medici impatterà (ed è inevitabile) sull’attività di triage, sul rispetto delle tempistiche dettate dalla Regione Emilia-Romagna – delibera 1230 del 2 agosto 2021 in riferimento alle Linee di indirizzo regionali per il triage in Pronto soccorso  – sulle modalità di gestione dei pazienti in attesa di visita medica o in trattamento. L’Opi Rimini ha ribadito che tali, decisivi processi continueranno ad essere sostenuti e assicurati dalla presenza dell’infermiere specialista, a sostegno della cittadinanza e delle istituzioni. L’ambulatorio sarà di supporto e garantirà assistenza ai pazienti meno gravi, spiega Colamaria.

Parole ancora alla mano, l’Ordine precisa che ogni rimodulazione delle attività deve garantire alla persona assistita la migliore risposta clinica e assistenziale in funzione del suo reale bisogno di salute. Gli infermieri e la loro rappresentanza professionale, ponendosi come agenti attivi nel contesto sociale a cui appartengono e in cui esercitano accolgono con favore e sostengono il progetto di apertura di un ambulatorio infermieristico all’interno del Pronto soccorso, quale luogo di cura da affiancare ai tradizionali ambulatori medici. La professione infermieristica riconosce al proprio interno la maturità e le competenze necessarie per sviluppare percorsi di cura che incontrino i bisogni di salute della cittadinanza.

A prosecuzione dell’incontro tra Opi Rimini e sindacati è stato affrontato il tema della rimodulazione in atto in diverse unità operative degli ospedali della provincia dove la dotazione di personale infermieristico si sta riallineando all’era pre-Covid, come se la pandemia nulla avesse insegnato.

Un argomento, questo, nei confronti del quale l’Ordine ha proposto ai sindacati un’azione sinergica per lo sviluppo di un percorso che tuteli la salute dei cittadini e quella professionale dei infermieri, che hanno la necessità e il diritto di essere sostenuti e che il loro ruolo venga valorizzato.

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