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Umberto I, positivo al Covid aggredisce i sanitari

di Massimo Canorro

L’uomo, un 71enne peruviano, era stato ricoverato il 24 dicembre per Covid. Ma dopo pochi giorni ha mostrato atteggiamenti violenti, fino all’aggressione, armato di cacciavite, contro il personale sanitario. Altri due orribili episodi a Firenze e Napoli, con vittime infermieri, autisti soccorritori e forze dell’ordine.

Da Firenze a Napoli passando per Roma continuano le aggressioni

Un fotogramma del video La violenza ferma tutto prodotto da Nurse24.it in collaborazione con Opi Bologna

Un paio di mesi fa Silvia, un’infermiera del Policlinico Umberto I di Roma, nel corso della manifestazione unitaria Cgil Cisl Uil “Mai più fascismi” in piazza San Giovanni, chiedeva a gran voce che la parola sicurezza non fosse più uno slogan ma, piuttosto, venisse messa in pratica. Il riferimento, in particolare, era a quanto avvenuto lo scorso 9 ottobre, quando un gruppo di no Green pass aveva assalito la struttura di viale Regina Elena, ferendo tre infermieri. A distanza di poche settimane, però, poco – o meglio nulla – sembra cambiato. E l’ennesimo caso di aggressione nei confronti degli operatori, ancora nella capitale e – soprattutto – all’Umberto I, fa pensare. Tutto ciò risale al giorno di Santo Stefano, dunque non molte ore fa, quando il reparto Covid del Policlinico è andato letteralmente nel caos, con gli infermieri e i medici terrorizzati. Mentre all’interno di una stanza la polizia cercava di bloccare - e di riportare alla calma - un 71enne positivo al Covid-19 che, armato di cacciavite, aveva tentato di aggredire il personale durante la somministrazione della terapia.

L’uomo, originario del Perù e senza fissa dimora, si era barricato ed aveva iniziato a danneggiare qualsiasi cosa gli capitasse sottomano (un po’ come è avvenuto all’inizio di dicembre all’ospedale San Camillo, dove un 44enne positivo al Covid-19 era fuggito dal reparto, aggredendo alcune infermiere che avevano cercato di fermarlo e distruggendo diverse apparecchiature). Nella confusione qualcuno è riuscito ad allertare il 112 e le volanti della polizia sono giunte sul posto. Dopo alcuni tentativi (andati a vuoto) di farsi aprire la porta, gli agenti del reparto volanti della questura di Roma - con indosso le tute e tutti i Dpi per proteggersi dal virus – sono riusciti ad intervenire. Ma una volta entrati il 71enne ha lanciato una sedia contro di loro, colpendo un agente e ferendone un secondo. Fortunatamente il paziente aggressivo è stato bloccato, quindi sedato e tratto in arresto per danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ora è piantonato nel reparto dove è ricoverato per Covid. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Da Roma a Firenze, dove pochi giorni fa – presso il San Giovanni di Dio, detto anche ospedale di Torregalli – un paziente in stato di alterazione ha infranto una vetrata per poi lanciare i frammenti di vetro contro i sanitari presenti, ferendone uno. L’ennesima dimostrazione di una situazione ingestibile – le parole di Salvatore Sequino, responsabile territoriale di Firenze per il NurSind – che mette a repentaglio la sicurezza degli operatori oltre che degli stessi pazienti. Quindi ha puntualizzato: Non siamo forze dell’ordine. Ciò che chiediamo è di poter svolgere il nostro lavoro in sicurezza, senza correre rischi inutili, nell’ambito di una professione in cui già ci si mette profondamente in gioco per la salute altrui.

E proprio a questo proposito è sintomatico quanto è avvenuto, alcuni giorni addietro, in vico Pallonetto a Santa Chiara (Napoli), dove l’ambulanza era intervenuta per soccorrere una donna, 31enne senza fissa dimora, riversa a terra in strada a causa dell’eccessivo uso di alcol. Soccorsa e caricata sull’ambulanza, la clochard ha dato in escandescenze. Con quali conseguenze? Rottura del labbro inferiore per un’infermiera, lesione al polso per l’autista e sputi, spintoni e ingiurie nei confronti dei carabinieri intervenuti in soccorso dei sanitari del 118. La donna è stata poi tratta in arresto per interruzione di pubblico servizio, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. 

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