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attualità emozionario

Versi di cura

di Ornella Ventura

Mi chiamo Ornella Ventura, infermiera da più di 30 anni, membro dell'Emozionario dei Professionisti Sanitari. Ho diversi interessi, tra questi: teatro, lettura, scrittura. Oggi, attraverso il mio consueto articolo sull’attualità, desidero farvi conoscere un posto speciale.

Racconto di formazione personale e professionale

Partiamo dal significato di attualità. Il vocabolario Treccani riporta alcune definizioni come: l'essere in atto o l'essere sentito come vivo e presente. Continuiamo con la parola teatro. Sempre secondo Treccani, è di origine greca, significa: guardare, essere spettatore. Mettendo insieme le due definizioni viene fuori un racconto di formazione personale e professionale.

Dall'ottobre del 2021 frequento un corso teatrale, iniziano sempre in autunno. A giugno c'è lo spettacolo finale di quanto si è costruito, elaborato durante l'anno. Questa volta, non sarà così. Questo non è un laboratorio come gli altri, non studiamo dizione, non rielaboriamo Shakespeare. Riesaminiamo noi stessi, le nostre emozioni, le nostre parole e i nostri silenzi.

Mentre scrivo questo articolo il laboratorio è in corso, vivo. I miei compagni di viaggio sono persone malate di tumore, operatori sanitari, caregiver. Guida il corso A.S.: attrice, regista e malata di tumore. Ha chiamato il nostro laboratorio "Versi di Cura".

Cosa facciamo? Guardiamo come spettatori ciò che succede nei corridoi ospedalieri, nelle sale d'aspetto. Riascoltiamo le parole dette dagli operatori sanitari a persone che sospendono, per un tempo che non conoscono, il loro quotidiano. Persone che si dedicano alla loro fragilità fisica nel tentativo di capirla, cercando un dialogo con la malattia, che in quel momento ha messo in pausa la loro vita e quella dei loro famigliari.

Ri-sentiamo le parole dei malati, mentre formulano domande al medico, all'infermiere, al loro vicino di sedia nella sala d'aspetto del day hospital. L'ascolto è l'esercizio che più pratichiamo. Nell'esercitarlo ci siamo accorti quanto sia poco allenato. Questo è vero per tutti, ma, da infermiera, mi sono resa conto che devo fare più palestra emotiva. Devo rafforzare il muscolo cardiaco, l'apparato uditivo, lo scheletro.

Ascoltare è una postura ben ferma sui piedi, può succedere che ciò che sentiamo ci faccia perdere equilibrio. Vuol dire stare con orecchie protese per captare anche i sussurri e parole che arrivano dopo lunghe pause. Significa stare con il torace aperto affinché il muscolo cardiaco traduca ciò che arriva al cervello e tramuti la nostra paura, il nostro disagio in empatia, verso la compassione

Otto mesi di laboratorio teatrale, alcune tecniche come lo specchiarsi nell'altro, entrare nei panni di chi ci sta di fronte, diventando l'altro, via via che l'ascolto si fa più attento, più intenso, mi hanno permesso di allenare la mia intelligenza emotiva.

Oggi vado in corsia con una consapevolezza maggiore, con parole più attente. Porto con me Versi di Cura. Salire sul palco diventare paziente o caregiver mi ha permesso una torsione dello sguardo. Sono infermiera, conosco l'articolo IV del mio codice deontologico che dice:

Nell'agire professionale l'infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l'ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell'interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è il tempo di cura.

La mia conoscenza si è fatta coscienza grazie a questo luogo speciale che è stato ed è il laboratorio teatrale Versi di Cura. Grazie a A.S. e a tutti i miei compagni di viaggio ho allenato, rafforzato la mia parte emotiva.

Benvenuti a teatro, dove tutto è finto ma niente è falso (Luigi Proietti, detto Gigi)

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