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Editoriale

Il personale sanitario nel Diritto Internazionale Umanitario

di Monica Vaccaretti

Secondo Jean Jacques Rousseau, la guerra non è una relazione tra un uomo ed un altro uomo, bensì una relazione tra Stati, in cui gli individui sono nemici solo per caso; non come uomini, nemmeno come cittadini, ma solo in quanto soldati. Poiché l'oggetto della guerra è quello di distruggere lo Stato nemico, sarà legittimo ucciderne i difensori finché questi imbracciano le armi; ma non appena essi le gettano e si arrendono, cessano in quel momento di essere nemici o oggetti del nemico e tornano ad essere semplicemente uomini, per cui non si ha più diritto sulla loro vita. (XVIII sec.)

Il Diritto Internazionale Umanitario

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la guerra è vietata. Lo dichiara inequivocabilmente la Carta delle Nazioni Unite che vieta la minaccia e il ricorso all'uso della forza armata contro un altro Stato. Dal 1945 la guerra non costituisce più un mezzo legittimo di soluzione delle controversie che sorgono tra gli Stati. Tuttavia, in caso di uso lecito o illecito della forza, gli Stati, secondo quanto sancito dall'ONU, conservano il diritto di difendersi contro quegli attacchi che minaccino la loro indipendenza o il loro territorio. È quello che sta capitando in Ucraina. Inoltre, il capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite autorizza gli Stati membri all'uso della forza, nel contesto di azioni collettive, volte al mantenimento o al ripristino della pace e della sicurezza internazionale. È quello che si potrebbe fare per porre fine alla guerra in Ucraina se tale intervento non rischiasse di scatenare la Terza Guerra Mondiale, secondo quanto ritengono politici ed analisti degli Affari internazionali. Poiché la guerra non si può sempre evitare, nonostante sia vietata e ripudiata dalle Costituzioni democratiche, si è reso necessario disporre di norme internazionali che limitano gli effetti della guerra sulle persone e sui beni e che proteggano certi gruppi di persone considerate vulnerabili, tra cui il personale sanitario neutrale impegnato nel soccorso ai feriti e ai prigionieri di guerra. È il Diritto Internazionale Umanitario.

Nella guerra in Ucraina il Diritto Internazionale Umanitario è ampiamente violato. C'è sproporzione e disumanità

Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) è una parte del Diritto Internazionale Pubblico detto anche diritto delle genti ossia l'insieme delle norme che regolano le relazioni tra soggetti di diritto internazionale quali gli Stati e le organizzazioni internazionali. Secondo il giurista e diplomatico Grozio (1583 - 1645), padre del diritto delle genti, il diritto non doveva essere più inteso come espressione di una giustizia divina ma frutto della ragione, pertanto, il diritto delle genti è diventato il principio unitario che governa le relazioni internazionali.

Le fonti del Diritto Internazionale sono le consuetudini (norme non scritte, create spontaneamente dagli Stati e ritenute rilevanti, che vincolano tutti gli Stati), i trattati internazionali detti anche Convenzioni (accordi internazionali conclusi per iscritto tra Stati e regolati dal diritto internazionale), i principi generali del diritto e alcuni atti delle organizzazioni internazionali come i Regolamenti dell'Unione Europea e le Risoluzioni dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Nella guerra in Ucraina, non c'è precauzione. Non c'è limitazione alle armi e alle strategie adottate

A differenza dei diritti umani – soggettivi ed inalienabili che proteggono sempre ed ovunque la persona umana in quanto tale, come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (New York, 10 dicembre 1948) - il Diritto Internazionale Umanitario costituisce un sistema complesso di convenzioni, leggi e regole di guerra che, in tempo di conflitto armato, proteggono le persone che non prendono o non prendono più parte alle ostilità e pongono limiti all'impiego dei mezzi di guerra, al fine di limitare le sofferenze inutili ed eliminare i mali superflui.

Nella guerra in Ucraina, non c'è distinzione tra obiettivi militari e le case della gente. Si spara sui civili in fuga lungo i corridoi umanitari, si bombardano case e scuole, si lanciano missili sugli ospedali, si colpiscono le ambulanze di soccorso

Il DIU vincola gli Stati, essendo questi i soggetti di base del Diritto Internazionale. Il DIU - applicabile in ogni conflitto armato, internazionale o non internazionale - è l'insieme dei trattati internazionali e delle norme consuetudinarie che sono tesi specificatamente a risolvere le questioni di carattere umanitario direttamente causate dai conflitti armati, di natura sia internazionale che interna. Per motivi umanitari, queste regole limitano il diritto delle parti in conflitto nella scelta dei mezzi e dei metodi di combattimento e proteggono le persone e i beni coinvolti o che rischiano di rimanere coinvolti nel conflitto. Il Diritto Internazionale Umanitario disciplina quindi le relazioni tra Stati durante i conflitti armati, tende a ridurre sofferenze, perdite e danni causate da conflitti ed impone degli obblighi sulle regole di condotta.

In Ucraina, il Diritto Internazionale Umanitario è ampiamente violato

È evidente che nella guerra in Ucraina il Diritto Internazionale Umanitario è ampiamente violato. C'è sproporzione e disumanità. Non c'è precauzione. Non c'è limitazione alle armi e alle strategie adottate. Non c'è distinzione tra obiettivi militari e le case della gente. Si spara sui civili in fuga lungo i corridoi umanitari, si bombardano case e scuole, si lanciano missili sugli ospedali, si colpiscono le ambulanze di soccorso. La cronaca di guerra riporta ogni giorno nuove violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario. Continuano gli attacchi dell'esercito russo alle strutture sanitarie, come riferito dalle autorità ucraine e confermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Dopo l'ospedale materno infantile di Mariupol, è stato colpito l'ospedale oncologico di Mykolaiv, nel sud del Paese. Si colpiscono i civili, secondo l'Onu sono 1581 tra morti e feriti, di cui 42 sono bambini, dopo 17 giorni di guerra. Se si colpiscono anche i malati, si colpiscono i più fragili tra i fragili che sono tutti i civili ucraini, sia che restino per difendersi sia che lascino tutto per salvarsi.

Colpire gli ospedali è l'azione più vile che ci possa essere anche in guerra. Significa tradire tutte le convenzioni internazionali sottoscritte da tutti gli Stati

Finora l'Oms ha verificato diciotto attacchi a strutture sanitarie, operatori sanitari ed ambulanze con decine di morti e sedici feriti. Questi attacchi privano tutte le comunità dell'assistenza sanitaria. L'Oms continua a chiedere alla Federazione Russa di impegnarsi per una soluzione pacifica a questa crisi. E di consentire un accesso sicuro e senza ostacoli all'assistenza umanitaria per coloro che hanno bisogno. Una soluzione pacifica è possibile e questo è vero in ogni guerra e crisi umanitaria a cui l'Oms sta rispondendo in tutto il mondo, ha dichiarato Ghebreyesus, Direttore Generale dell'OMS.

Filippo Anelli, Presidente dell'Ordine dei medici italiani, denuncia che è vile colpire gli ospedali. Le notizie degli attacchi stridono fortemente nella Giornata contro le aggressioni ai sanitari che si è celebrata sabato 12 marzo. Colpire gli ospedali – ha dichiarato Anelli - è l'azione più vile che ci possa essere anche in guerra. Significa tradire tutte le convenzioni internazionali sottoscritte da tutti gli Stati. E ancora una volta rivolgo un appello affinché vengano salvaguardati i diritti dei malati e il diritto dei sanitari di poter curare, continua il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo).

Non si spara sulla Croce Rossa. Dove sta andando il mondo?

Vorrei che fosse possibile essere semplicemente uomini, non soldati e nemmeno cittadini. Tornare ad essere soltanto uomini, senza qualcuno che abbia diritto sulle nostre vite, come pensava Rousseau. Poiché la guerra fa parte dell'uomo, viviamo in un mondo in cui si ha bisogno di sancire Diritti Umani per tutelare l'integrità e l'inviolabilità della persona umana, di rispettare l'umanità e di regolare il diritto in guerra secondo principi umanitari, di controllare continuamente che le regole di tale diritto siano rispettate ed applicate dagli Stati belligeranti.

Dove sta andando il mondo che spara contro donne e bambini, in piena violazione di Convenzioni ratificate? Non si spara sulla Croce Rossa, da sempre inteso a identificare il personale sanitario che opera in scenari di guerra per salvare esseri umani, è un detto che non vale più in Ucraina nel 2022.

Il Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, emanata per evitare il ripetersi delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, specifica che il disconoscimento ed il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità. Ogni guerra è brutale. Qualcuna, come quest'ultima in corso, è più atroce ed infame di altre. Il mondo, dopo il Covid-19, dopo l'Ucraina, non sta andando per il verso giusto.

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