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Mangiacavalli: Nella legge di Bilancio ignorati gli infermieri

di Redazione

La presidente Ipasvi sottolinea l’indifferenza nei confronti dei 700mila professionisti del comparto sanitario ignorati dalla legge di Bilancio.

Legge di Bilancio, l’Ipasvi: Ignorati 700mila professionisti

barbara mangiacavalli

La presidente Ipasvi Barbara Mangiacavalli

È sorprendente – afferma Barbara Mangiacavalli - la scelta del Parlamento di approvare un emendamento che implementa, sia pure per il prossimo contratto le risorse, partendo dalla retribuzione individuale di anzianità, il solo contratto della dirigenza medico e sanitaria e non per il comparto che costerebbe poche centinaia di miglia di euro e non milioni: Ria e stabilizzazione dei ricercatori non riguardano il personale del comparto, non coinvolgono gli oltre 447mila infermieri (oltre 700mila unità di personale con le altre professioni che scontano gli stessi percorsi) che da questa legge di bilancio rimangono con un pungo di mosche delle quali la politica dovrà rendere loro conto al momento del redde rationem.  

E per quanto riguarda il nuovo contratto Mangiacavalli, giudicando irricevibile la proposta di parte pubblica sul nuovo orario di lavoro, sollecita una diversa considerazione anche per gli attuali coordinatori, pressoché ignorati dalle prime bozze del nuovo accordo.  

La proposta sulla funzione organizzativa-gestionale non coglie l’importanza strategica per il funzionamento delle aziende sanitarie della funzione di coordinatore infermieristico sempre più rilevante sia nella nuova organizzazione del lavoro degli ospedali per complessità di cure, negli ospedali di comunità a gestione infermieristica e nelle strutture distrettuali e nelle cure primarie. Sono argomenti che un contratto dignitoso dovrebbe affrontare e risolvere, ma stiamo parlando di qualcosa che per essere conclusa deve far arrampicare sugli specchi parte pubblica e sindacati.   

La presidente Ipasvi sottolinea la necessità di tutelare la loro dignità economica prevedendo indennità di incarico degne di professionisti che hanno la responsabilità dell’organizzazione dell’assistenza, così come criteri di valutazione che aprano le porte ai compensi per le performance. Non è possibile prevedere che ogni 3-5 anni si debba ripetere la selezione per l’incarico – dice Mangiacavalli -, a valutazione positiva deve esserci la sua conferma: come già avviene in alcune regioni ma soprattutto nella dirigenza, l’incarico non può essere soggetto ad un nuovo bando se la valutazione è positiva, sarebbe destabilizzante.  

Per la legge di Bilancio i giochi sono ormai fatti – conclude la presidente Ipasvi - e la sensibilità dei parlamentari verso gli oltre 700mila professionisti del comparto sanitario non è stata brillante. Speriamo almeno che lo sia con una rapida approvazione del Ddl Lorenzin. Ma per il contratto i giochi sono ancora aperti: Aran e sindacati facciano la loro parte.

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