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Bologna su intesa Csm-Fnopi: È mancato un confronto

di Redazione

La firma del protocollo d'intesa tra la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI), il CSM ed il Consiglio nazionale forense non convince l’Ordine degli infermieri di Bologna, né per le modalità né per i contenuti dell’accordo. Desideriamo comprendere le ragioni di tale decisione – scrive alla Fnopi il presidente Opi Bologna, Pietro Giurdanella – e il motivo del mancato coinvolgimento degli Opi provinciali.

Infermieri forensi, Opi Bologna scrive a Fnopi: È mancato il confronto

Un Ordine degli infermieri fortemente contrariato rispetto all’accordo firmato quello di Bologna. Contrariato sia sul piano del metodo, sia sul piano dei contenuti di un accordo in base al quale gli infermieri, per accedere agli albi di Perito e di Consulente tecnico nei tribunali della Repubblica, dovranno essere in possesso unicamente della laurea magistrale.

Nell’atto – scrive l’Opi Bologna nella missiva indirizzata alla Fnopi, Federazione Nazionale degli Ordini degli Infermieri - vi è richiamo né riconoscimento alcuno dei master in ambito legale e forense acquisiti in questi anni da numerosissimi infermieri, una scelta che appare arbitraria, visto il mancato coinvolgimento degli Opi provinciali.

In base al protocollo d'intesa siglato il 20 settembre da Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI), CSM e il Consiglio nazionale forense in applicazione alla legge 24/2017 relativa alla responsabilità sanitaria, requisito formativo primario e propedeutico per gli infermieri che intendano diventare consulenti tecnici dei tribunali è il possesso della laurea magistrale; questo – dichiara Giurdanella - esclude tantissimi infermieri che oggi hanno un master (infermiere legale e forense, ndr.), che dal 2005 erano stati invitati a conseguire proprio da un altro documento della Federazione nazionale.

L’Opi Bologna, dunque, chiede risposte, risposte su un tale cambiamento di rotta e su un mancato confronto con gli Ordini provinciali, che dovrebbero poter partecipare alle decisioni che impattano sulla vita professionale e personale dei propri iscritti.

Riteniamo rilevante il confronto e il dibattito con e fra tutti gli Opi federati affinché questi ultimi possano partecipare alle decisioni che impattano sulla vita professionale e personale dei propri iscritti a cui hanno il dovere giuridico e deontologico di fornire informazioni puntuali e compiute risposte

Ma quello di Bologna non è l'unico ordine provinciale a chiedere al direttivo della Federazione Nazionale risposte in materia. Si pensi, ad esempio, al vigoroso disappunto dell'Ordine di Frosinone e alla richiesta di chiarimenti dell'Ordine di Pordenone.

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