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FNOPI

Sette richieste alle istituzioni per rilancio della professione

di Redazione

Un contratto autonomo, indennità infermieristica, intramoenia, adeguamento degli organici. Sono solo alcune delle richieste inoltrate dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) al premier Conte, al ministro Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini. Sette proposte (più una) per ristabilire equità, multidisciplinarietà vera e giustizia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro - scrive la Fnopi - Oggi ci definiscono eroi. In realtà siamo professionisti come gli altri che credono nel proprio lavoro - conclude la presidente Mangiacavalli - Perciò queste richieste saranno la ‘nostra medaglia’.

Il futuro degli infermieri in sette richieste a Governo e Regioni

La “fase 2” per gli infermieri - quando inizierà - comincia con una lettera inviata dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche a Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, Roberto Speranza, ministro della Salute e Stefano Bonaccini, presidente delle Regioni.

Una lettera che spiega in sette punti le necessità per ristabilire equità, multidisciplinarietà vera e giustizia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, anche a favore di quei servizi che proprio nell’emergenza si sono dimostrati più carenti se non spesso inesistenti. Come il territorio.

E fa una richiesta – un ottavo punto se si vuole, spiega la Fnopi -: che tutte le novità chieste per il servizio pubblico servano anche per accreditare e autorizzare le strutture private dove dovranno essere inserite e previste a questo scopo.

Ora tutti sanno cosa sono gli infermieri, cosa fanno e quanto valgono davvero. Ora tutti hanno toccato con mano la loro professionalità, la loro disponibilità, la loro vicinanza con i cittadini e con gli assistiti, senza curarsi di turni mai interrotti, del rischio infettivo che ne ha fatto la categoria di operatori più colpiti da COVID-19 e per il quale molti hanno anche perso la vita.

Lo ha riconosciuto lo stesso premier che alla Camera ha detto non ci dimenticheremo di voi. E i media gli hanno fatto eco sottolineando un profilo alto della categoria che a fronte di tutto questo percepisce stipendi medi da 1.400 euro al mese e ha difficoltà nel fare carriera per blocchi legati ad antichi e ormai obsoleti retaggi.

Ovviamente la Federazione - dice Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI - è pronta a dare tutto il supporto necessario alle istituzioni per realizzare queste richieste nel modo migliore, più equo, ma anche più rapido possibile. Per ridisegnare un servizio sanitario, sia pubblico che privato, efficiente e preparato più di quanto il nostro si sia già dimostrato. I modi ci sono, basta volerli prendere in considerazione davvero. E che risultati daranno.

Oggi lo vedono tutti, purtroppo, in un’emergenza dove la volontarietà degli infermieri e la loro professionalità hanno davvero fatto la differenza. Oggi ci definiscono eroi. In realtà siamo professionisti come gli altri che credono nel proprio lavoro. Perciò queste richieste saranno la ‘nostra medaglia’.

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