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Infermieri

12 maggio, l’orgoglio della nostra storia

di Monica Vaccaretti

Come fanno i vecchi, che ricordano gli anni migliori rivivendo il passato e dimenticando la memoria dei fatti più vicini, spero che possa essere significativo ricordare la nostra storia attraverso i 12 maggio che sono passati su di noi e che hanno lasciato un segno come un imprinting. Per ridarci quel vigore che forse abbiamo smarrito negli anni duri della pandemia, proviamo a ritrovare, in ogni pensiero che negli scorsi anni siamo stati capaci di concepire e sentire nelle locandine che abbiamo realizzato, qualcosa che ancora ci appartiene e rimettiamoci insieme, pezzo dopo pezzo. Ricomponiamoci, riprendiamoci quei frammenti di scheggia che sono volati via, come strappati. Disintegrati dalla continua lotta contro l'inadeguatezza della retribuzione e delle condizioni di lavoro e sfiancati dall'emergenza pandemica. L'orgoglio nasce dalla consapevolezza del proprio valore. Senza la giusta misura di orgoglio non andiamo da nessuna parte. E se anche il cittadino crescesse nell'orgoglio verso i suoi infermieri e ne riconoscesse il valore sociale, se anche le istituzioni dessero il giusto peso a tanto valore insostituibile, il 12 maggio sarebbe davvero un giorno bellissimo.

In due secoli l'infermieristica si è evoluta in forza e sapienza

Ho sempre pensato il 12 maggio come il giorno dell'orgoglio, inteso come il sentimento della propria dignità e della propria giustificata fierezza.

Il Nursing, l'infermieristica moderna che nasce con Florence Nightingale, è una professione che viene valorizzata ogni 12 maggio, giorno della nascita nel 1820 della prima vera infermiera. La Giornata Internazionale dell'Infermiere, celebrata in tutto il mondo dal 1974, è stata fortemente voluta dall'International Council of Nurses. Non si tratta in realtà soltanto di un giorno, le celebrazioni durano solitamente sette giorni, è la Settimana degli Infermieri.

Ho sempre pensato il 12 maggio come il giorno dell'orgoglio, inteso come il sentimento della propria dignità e della propria giustificata fierezza. Essere orgogliosi significa essere soddisfatti e fieri di qualcuno o di qualcosa che sia motivo di gloria ed onore. È un forte senso di autostima e fiducia nelle capacità proprie o della categoria in cui ci si identifica. È un giorno, uno soltanto, in cui gli infermieri simbolicamente esprimono il proprio orgoglio, lo stesso che manifestano silenziosamente ogni altro giorno che non sia oggi, attraverso il loro agire professionale.

Oggi è un giorno importante, non soltanto per noi, ma per tutti coloro che, nel corso della loro vita, incontrano un infermiere. E capita spesso, certamente almeno una volta, perchè gli infermieri rappresentano più della metà di tutti gli operatori sanitari del mondo. Eppure non bastano mai.

La carenza è cronica ovunque, ma mancano soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, dove i bisogni di salute sono forse maggiori che altrove per le peggiori condizioni di vita. La pandemia ha esacerbato difficoltà e disagi già esistenti in tutti i sistemi sanitari mondiali e, a fronte di un' aumentata e drammatica domanda di salute per fronteggiare Sars-Cov2, tale carenza è risultata ancor più evidente e preoccupante.

La storia della nostra professione, lunga 202 anni, potrebbe iniziare con un “C'era una volta”, Once upon a time, e non avere una fine. In due secoli l'infermieristica si è evoluta ed è cresciuta, in forza e sapienza. Siamo uomini e donne bicentenari e, come tutti i grandi vecchi, abbiamo maturità ed esperienza, saggezza e coraggio, requisiti acquisiti di generazione in generazione di infermieri e passati di mano, come un testimone.

Con 202 anni di storia collettiva e con quelli personali di attività lavorativa che si aggiungono, abbiamo sulle spalle anche fardelli e pesi nel cuore, sorrisi e dolori nell'anima. Siamo stanchi. Gli ultimi due anni sono stati forse, per tutti gli infermieri, i più duri. È stato un tempo che ci ha fatto diventare forti, improvvisamente ancor di più, come professionisti ma ci ha reso anche fragili, come persone. Sono state messe a nudo la nostra vulnerabilità e la nostra sensibilità, insieme alla fragilità del sistema sanitario che pensavamo infrangibile.

Siamo stati una diga contro uno tsunami. E abbiamo fatto la nostra parte. Ci ritroviamo ora sbiaditi, sgretolati. Siamo descritti così nelle immagini delle locandine divulgate dalla FNOPI in occasione della Giornata a noi dedicata. Nei manifesti della campagna del 12 maggio 2022 ci stiamo dissolvendo, scomparendo, come a sottolineare – spiega la Federazione – l'assoluta necessità della figura professionale degli infermieri. Sotto ciascuna headline della fotografia ci ritroviamo smarriti.

Come fanno i vecchi, che ricordano gli anni migliori rivivendo il passato e dimenticando la memoria dei fatti più vicini, spero che possa essere significativo ricordare la nostra storia attraverso i 12 maggio che sono passati su di noi e che hanno lasciato un segno come un imprinting. Per ridarci quel vigore che forse abbiamo smarrito negli anni duri della pandemia, proviamo a ritrovare, in ogni pensiero che negli scorsi anni siamo stati capaci di concepire e sentire nelle locandine che abbiamo realizzato, qualcosa che ancora ci appartiene e rimettiamoci insieme, pezzo dopo pezzo.

Ricomponiamoci, riprendiamoci quei frammenti di scheggia che sono volati via, come strappati. Disintegrati dalla continua lotta contro l'inadeguatezza della retribuzione e delle condizioni di lavoro e sfiancati dall'emergenza pandemica. Il 12 maggio viene ricordato, come ogni ogni anno, anche dai sindacati di categoria che, allarmati dal recente e crescente fenomeno delle dimissioni volontarie, chiedono un miglior trattamento economico e migliori condizioni lavorative perchè senza infermieri non c'è salute.

Siamo fatti di ciascun 12 maggio che abbiamo vissuto

E se ancora non c'eravamo, o facevamo altro nella vita, siamo fatti della memoria storica degli altri infermieri che ci hanno anticipato, quando eravamo ancora un collegio e non un Ordine. Come l'IPASVI - il collegio professionale che riuniva gli infermieri, le assistenti sanitarie e le vigilatrici d'infanzia – anche la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), istituita nel 2018, ricorda ogni anno la giornata del 12 maggio con manifesti che sottolineano, con slogan incisivi, il valore e il significato della professione infermieristica.

Per oggi, 12 maggio 2022, la Federazione ha scelto di evidenziare che l'infermiere è vita, relazione, futuro. È vita perchè senza infermieri il rischio di mortalità aumenta del 30%. È relazione, perché senza infermieri non c'è prossimità territoriale e le cure del paziente rischiano di essere abbandonate. È futuro, perché senza infermieri il nostro Servizio Sanitario Nazionale non cresce.

Per raccontarci, ogni anno è stato scelto un tema. Andando a ritroso nel tempo, nel 2021 abbiamo ricordato alla popolazione che “siamo ovunque per il bene di tutti”. Nel 2020 abbiamo dato un senso alla nostra professione perché "essere infermiere è essere fatti di storie che restano nel cuore di chi le ha vissute".

Non soltanto oggi è bene ricordarci chi siamo, tanto, e da dove arriviamo, da lontano. Ogni singolo infermiere può fare la differenza, ma è la categoria professionale che, crescendo in forza e riconoscimento, rende più forte ciascuno di noi. L'orgoglio nasce dalla consapevolezza del proprio valore. Senza la giusta misura di orgoglio non andiamo da nessuna parte.

La sanità non funziona senza infermieri (2019) e noi infermieri lasciamo, come ogni persona, la nostra impronta sul sistema salute (2018). “E tu, conosci l'infermiere?”, abbiamo chiesto ai cittadini nel 2017: è una risorsa per la società, è passione e competenza e non si ferma mai. “La salute mi aveva abbandonato. Gli infermieri mai” è un messaggio molto forte che è stato lanciato nel 2016 per ricordare cos'è la professione infermieristica: prendersi cura delle persone, con le giuste competenze, in ogni momento della loro vita.

È stato molto significativo anche il pensiero del 2015, “Gli infermieri al fianco dei cittadini. Vicini ai loro bisogni di salute. Sempre.” Nel 2014 nasce il sito web www.infermieriperlasalute.it perché infermieri e cittadini sono uniti anche in rete per la salute. "La salute è un diritto di civiltà. Tutelarla è un impegno degli infermieri". Abbiamo ricordato nel 2013. Venti di cambiamento, li abbiamo portati nel 2012 ricordando il primo ventennio dal 1992, auspicando “altri vent'anni di impegno degli infermieri italiani per i nuovi diritti dei cittadini”.

Ribadendo che i nostri valori non cambiano, ci siamo detti nel 2011 che possono tuttavia cambiare i modi per condividerli. Era l'anno 2010 e con “Affranca la vita!”, gli infermieri italiani si sono dichiarati al fianco delle donne che lottano contro il tumore del seno. “Noi infermieri con i nostri valori dalla vostra parte. Sempre.” (2009), “Infermiere. Una storia che racconta milioni di vite” (2008), “Guardare la vita negli occhi” (2007) sono frasi che sembrano poesia. Siamo stati chiari nel 2006 con “Più infermieri = più salute”, siamo stati decisi nel 2004 ricordando che erano 326 mila gli infermieri schierati ogni giorno a difesa della vita e che “le nostre armi sono la professionalità, l'impegno e la consapevolezza. E il nostro obiettivo è difendere la vita ad oltranza”.

Agli infermieri del 2003 "non importa la tua razza, il tuo credo, il tuo sesso. L'importante è assisterti. Chiunque e ovunque tu sia." L'infermiere del 2002 si sente “una presenza familiare nella tua vita. Un professionista sanitario capace di fornire risposte complesse alla domanda di salute dei cittadini”. Nel 2001 basta “un sorriso infermiere”. Nel 1999 l'assistenza è a piene mani: è l'anno del nuovo Codice deontologico degli infermieri, “una garanzia di buona sanità dove i doveri degli infermieri sono i diritti dei cittadini”. Nel 1998 “ci si stupisce che c'è chi ha scoperto che oltre alle malattie esistono anche i malati ma Noi infermieri lo sapevamo già”. Il 12 maggio 1997 “regala un gesto” e quello del 1996 dona il “Patto infermiere - cittadino”.

Nel 1995 si ricorda che per 365 giorni l'anno 300 mila infermieri assistono chi si ammala e chi ha bisogno di cure e “oggi, soltanto oggi, si fanno un po' di pubblicità”. Gli infermieri sono insieme per la salute nel 1994, “per il benessere della persona, della famiglia e del Paese”. Lo sono anche nel 1993 lanciando un monito di fare attenzione perchè “la vita è fragile”. Nel 1992, il primo anno in cui ci siamo festeggiati, ci è bastato dire soltanto che la nostra è una professione di salute e che facciamo gesti che contano.

Non soltanto oggi è bene ricordarci chi siamo, tanto, e da dove arriviamo, da lontano. Ogni singolo infermiere può fare la differenza, ma è la categoria professionale che, crescendo in forza e riconoscimento, rende più forte ciascuno di noi. L'orgoglio nasce dalla consapevolezza del proprio valore. Senza la giusta misura di orgoglio non andiamo da nessuna parte. E se anche il cittadino crescesse nell'orgoglio verso i suoi infermieri e ne riconoscesse il valore sociale, se anche le istituzioni dessero il giusto peso a tanto valore insostituibile, il 12 maggio sarebbe davvero un giorno bellissimo.

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