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Infermieri all'estero

Riconoscimento titoli stranieri, nuovo passo avanti

di Massimo Canorro

Durante l’esame in aula alla Camera dei Deputati, per la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, è stato approvato l’Ordine del giorno, della deputata Stefania Mammì (M5S), volto a semplificare ulteriormente l’iter per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti dai professionisti sanitari all’estero.

Tutela e valorizzazione dei professionisti sanitari all’estero

Accanto agli infermieri sull’indennità. Non solo. Poiché la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Mammì, che lo scorso gennaio aveva reso noto di aver presentato altri emendamenti al Decreto Milleproroghe e al Decreto sull’obbligo vaccinale, sempre con la Senatrice, Barbara Guidolin – collega di partito – per sostenere la presentazione di una proposta in merito, ha dato il là, con un suo intervento, ad un ulteriore passo avanti a supporto della professione. Infatti, durante l’esame in aula alla Camera dei deputati, proprio per la conversione in legge del Decreto Milleproroghe, è stato approvato l’Ordine del giorno della deputata pentastellata, mirato a semplificare ulteriormente la procedura per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti dai professionisti sanitari all’estero. Così il Governo si è assunto l’impegno di valutare l’opportunità di adottare delle iniziative, per consentire agli operatori sanitari e agli operatori socio-sanitari – che abbiano conseguito il proprio titolo di studio all’estero – l’esercizio temporaneo delle proprie qualifiche professionali sanitarie, anche presso le strutture residenziali e nei servizi di assistenza domiciliare, spiega con soddisfazione la deputata Mammì.

Con un secondo impegno, il Governo valuterà l’opportunità di esonerare gli operatori sanitari e socio-sanitari che abbiano conseguito la qualifica professionale all’estero, fino alla conclusione dell’emergenza sanitaria, dall’obbligo della produzione della copia conforme all’originale del titolo di studio, riconoscendo l’idoneità della copia semplice del titolo di studio acquisito presso il proprio paese di provenienza, ai fini del diritto all’esercizio della professione. L’approvazione, dunque, va nella direzione di tutela e piena valorizzazione degli operatori sanitari di origine straniera. Prosegue la deputata del Movimento 5 Stelle: Il Governo ha dimostrato attenzione e apertura verso le istanze che riguardano i medici e il resto dei professionisti sanitari di origine straniera. La proposta di impegno formulata va a premiare, infatti, la cosiddetta immigrazione di qualità, i cui benefici saranno prima di tutto a vantaggio dei cittadini, che potranno contare su un aumento di figure sanitarie e socio-sanitarie, nel contesto di emergenza pandemica in cui ancora ci troviamo.

Infermieri dall’estero per sopperire alla carenza di personale sanitario

Già, perché la carenza di personale sanitario è uno dei problemi che l’Italia sta affrontando da anni, ancor prima della pandemia. In questo senso è notizia di pochi giorni fa l’arrivo di infermieri peruviani in Lombardia, professionisti che le Rsa aderenti ad Apromea (Associazione Provinciale Mantovana degli Enti Assistenziali) e Uneba (Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale) attendono da tempo per rinforzare gli organici in sofferenza. Lo stesso vicepresidente nazionale Uneba, Fabio Toso, ha dichiarato a Nurse24.it che, se non si interviene, gli operatori dedicati continueranno a scarseggiare per lungo tempo. E ancora, in Veneto il direttore dell’Istituto per servizi di ricovero e assistenza agli anziani, Giorgio Pavan si è più volte detto preoccupato per la situazione attuale, affermando che l’Israa di Treviso sta aspettando decine di infermieri provenienti da Argentina, Brasile, Tunisia, Albania e Moldavia.

Intanto sono atterrati i primi infermieri dall’estero (Albania, India e Tunisia) per sopperire alla mancanza di personale sanitario all’interno delle strutture e nei servizi della provincia di Ravenna. È l’esito della collaborazione tra Confcooperative Romagna e Consorzio Solco Ravenna, che hanno lavorato con le prefetture e le istituzioni locali e internazionali affinché l’operazione si concretizzasse. Rivolgersi all’estero per reperire personale sanitario è un’operazione basilare per poter dare continuità a servizi pubblici socio-sanitari che rispondono ad esigenze primarie delle persone non autosufficienti del nostro territorio e delle loro famiglie, ha spiegato Antonio Buzzi, vicepresidente Confcooperative Romagna e presidente del Consorzio Solco.

Di tutt’altro avviso il Nursing Up, secondo cui la soluzione non è importare figure dall’estero ma superare il vincolo di esclusività per gli infermieri con la sanità pubblica. Non basta certo un mero corso online per inserire un infermiere straniero in un sistema sanitario complesso come il nostro, che necessita come il pane di figure professionali sempre più specializzate, al cospetto di una popolazione destinata inesorabilmente all’invecchiamento, afferma il presidente del sindacato, Antonio De Palma.

Giornalista

Commenti (1)

Llozanoitco

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1 commenti

Riconoscimento di titolo

#1

Salve.
Con la carenza dil personale sanitario, è inaudito chela procedura di omologazione di titolo straniero che dura 4 mesi, secondo il Ministero della salute. Aspetto ancora con 9 mesi e non rispondono nulla