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Ero medico, oggi faccio l’infermiera e sono felice

di Redazione

Sono di origine moldava e in Moldavia avevo la mia professione, che amavo molto e per la quale avevo speso parte della mia vita, tra studi e sacrifici. Ma alla fine avevo realizzato il mio sogno: diventare un medico. Questa è la storia di Olga, che ha lasciato il suo paese, sua figlia e il suo lavoro per venire qui in Italia, dove non fa più il medico, ma l’infermiera. E oggi è finalmente felice.

Da medico a infermiera, il viaggio di Olga

olga infermiera moldava

Lavoravo nel mio studio di medico di famiglia nell’ospedale della capitale, avevo i miei pazienti, ma soprattutto la passione per il mio lavoro, tutto ciò che una persona può desiderare. Ma purtroppo, nonostante facessi il medico, lo stipendio era talmente basso che non mi permetteva di sopravvivere. Avevo una figlia da crescere ed ero rimasta da sola a tirarla su.

Ho cominciato a notare che alcune delle mie colleghe partivano per l’estero. Ho stretto i denti e ho preso la decisone di partire anche io, lasciando il mio lavoro, ma soprattutto mia figlia. Anche se sapevo che lo stavo facendo per darle un futuro migliore, che mai avrebbe potuto avere in Moldavia. Non è stato facile ottenere quel visto, tante ore di viaggio in pullman e tanti, tantissimi soldi. Ma finalmente ce l’avevo fatta: ero arrivata in Italia.

Sì, l’Italia, il paese di cui si parlava molto bene dalle nostre parti. Si diceva che era uno dei migliori in Europa e soprattutto che ci sarebbe stato un lavoro ben pagato. Non sapevo cosa esattamente mi aspettasse, desideravo solo mettere da parte un po’ di soldi e ritornare nel mio paese. All’inizio, siccome non conoscevo una parola d’italiano, ho cominciato a fare la donna delle pulizie, poi ho trovato lavoro come babysitter e ancora come cameriera. Nel frattempo ho ufficializzato i documenti e ottenuto il permesso di soggiorno.

Molti mi chiedevano: Perché non provi a farti riconoscere la laurea per fare il medico in Italia?. Mi si era accesa una speranza, ma non era così semplice. Per essere riconosciuta come medico in Italia mi mancavano due anni di studio, secondo le normative europee. E io desideravo prima di tutto una sola cosa: portare mia figlia qui e vivere di nuovo con lei. Misi da parte più soldi possibile e finalmente riuscii a portarla qui con me. Non potevo però pagarmi gli studi e quindi ho abbandonato l’idea di tornare a fare il medico.

Ma la speranza si riaccese quando scoprii che, in base alla mia esperienza e con la mia laurea presa in Moldavia, potevo avere la possibilità di lavorare come infermiera.

Ci ho messo due anni per far tradurre e legalizzare tutti i documenti. Ma alla fine ce l’ho fatta. Da lì in poi ho cominciato a cercare lavoro

Adesso vivo in Italia e sono ormai 12 anni che faccio l’infermiera a tempo indeterminato. Quando arrivano giovani infermieri neolaureati, spesso sono io a far loro da tutor e sono fiera di insegnar loro tutto quello che so e di trasmettere la stessa voglia e passione che ho io nel fare questo lavoro. Qualcuno ancora mi chiede se ho nostalgia del mio lavoro da medico. E io rispondo: Un po’, ma oggi sono davvero felice e amo il mio lavoro da infermiera.

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