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Giovane infermiere, ti scrivo

di Marco Tapinassi

In questi giorni centinaia di giovani neo Infermieri hanno concluso il loro percorso triennale e si trovano in queste settimane sulla soglia di una professione complessa, sofferente, per taluni esoterica. È proprio a loro che vorrei dedicare queste righe, queste riflessioni e speranze confessate dal basso di chi verrà presto, da loro, raggiunto in corsia.

Da me, giovane infermiere a te, giovane infermiere

La prima cosa che incontrerai sarà la disoccupazione, stato instabile schiacciato tra l’occasione/necessità di migrare all’estero e l’accontentarsi di un contratto insoddisfacente.

Mi auguro seriamente per te una serena assunzione, ma ricorda che se così non fosse, dal fuoco più caldo si forgia l’acciaio migliore. Ci siamo passati tutti purtroppo e anche se questo non consola, tra qualche anno guarderai indietro e ci riderai su.

Troverai lavoro e che tu ceda alle lusinghe estere o rimanga in Italia, è dalle prime esperienze lavorative che comincia la fase della formazione dell’identità professionale. Questa fase passerà inevitabilmente da sfide spesso dure quali l’adattamento a turni, salari, carichi di lavoro, mezzi lavorativi inidonei, ambienti demotivati e demotivanti.

Ma accidenti, siamo infermieri! Supererai tutto questo. Come hai superato ore interminabili di lezioni, tirocini, appelli estivi, progetti di tesi

Se ti rimarrà qualsiasi granello di energia, ricordati di partecipare alla professione. Per prima cosa informandoti, fermandoti, pensando.

La produzione intellettuale è parte fondante del nostro profilo ed il caro vecchio cogito ergo sum non è mai stato così attuale.

La responsabilità che noi giovani indossiamo ogni giorno assieme alle nostre divise da infermiere è quella di dover leggere le sfide assistenziali attraverso lenti moderne, amalgamando conoscenze sempre aggiornate con l’esperienza a cui dobbiamo saggiamente dar ascolto.

Queste responsabilità necessitano di azioni che vadano oltre il mero orario di lavoro. Interessati del tuo collegio Ipasvi e della Federazione nazionale. Conosci le associazioni infermieristiche, sii curioso di confrontarti con chi indossa questa divisa da molto più di noi.

Leggi i periodici e quotidiani infermieristici per ampliare i tuoi orizzonti. Osserva gli eventuali colleghi senza passione per trarne esempio negativo, non ti mescolare con loro.

Se la comunicazione ed il marketing premiano di fatto l’hashtag come evoluzione efficace dei vecchi topics, ricorda che in questa mappa concettuale che rappresenta l’infermieristica, non sono pochi i termini che legano indissolubilmente l’essere infermiere con la sua identità ed il suo futuro. Parole nuove, parole stagionate, parole italiane e straniere.

Valutazione e pianificazione, ricerca, management, case management, pdta, infermiere di famiglia, competenze specialistiche, Ecm, diagnosi infermieristica, Evidence Based Nursing, infermieristica forense, infermieristica narrativa, LEA.

Questi sono solo alcuni esempi. Il tenerti aggiornato te ne proporrà altre, mancanti o nuove.

Una delle sfide che incontrerai sarà quella di non cadere nella spasmodica attestazione dell’ego che spesso anima i colleghi più ambiziosi. Non dimenticare mai che una categoria di singoli paladini si sgretola più facilmente.

Al contempo non cercare per forza qualcuno con cui sentirti in contrapposizione; la maggior parte delle volte i nostri peggiori nemici siamo proprio noi stessi e se questa regola vale in realtà a prescindere per la vita in generale, nella professione infermieristica questo è spesso ancora più evidente.

Non smettere mai di credere nel team e nel dialogo tra professionisti. Anche se dovessi sentirti escluso, perché la salute dei tuoi pazienti è il valore più importante da perseguire, più del riconoscimento personale

Investi tempo nella formazione, a tutti i livelli. Il tuo continuo aggiornamento rappresenterà la tua garanzia per non diventare un professionista obsoleto. Il raggiungimento di una specializzazione ti permetterà di creare valore al tuo io-professionista e soddisfazione nel poter apportare competenze specialistiche al team professionale.

Alla fine del giorno, non sarà aver fatto o meno tutto questo che farà di te un infermiere. Ma se lo avrai fatto e ti coricherai con la voglia di rifarlo il giorno successivo, sarai un infermiere tendente al futuro.

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