Nurse24.it

veneto

Guidolin (M5S) su super Oss: scelta deludente

di Massimo Canorro

Il problema della carenza di infermieri, che Regione Veneto vorrebbe risolvere (o quantomeno arginare) istituendo la figura dell’operatore socio-sanitario con formazione complementare, trova il “no” della senatrice Barbara Guidolin (M5S). È una non soluzione, un’iniziativa che lascia spazio a enormi interrogativi. Perplessità anche da Ugl Salute Veneto: Se non sarà fatta chiarezza si tratterà dell’ennesima sconfitta del nostro sistema sanitario.

Delibera super Oss veneto, Guidolin: nasconde sfruttamento professionale

La senatrice M5S Barbara Guidolin

Nel 2021, attraverso la delibera n. 305 del 16 marzo, la Regione Veneto intendeva replicare alla carenza di infermieri creando una nuova figura professionale – il super Oss – con un’inedita relazione assistenziale diretta e profili di autonomia non previsti dalle norme – spiegano i presidenti degli Opi veneti – portando all’ipotesi di sostituzione impropria, che poteva mettere a rischio la professionalità infermieristica e la salute degli assistiti. Delibera stoppata prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato.

Adesso l’argomento è tornato in auge con l’annuncio dell’assessore alla Sanità e Sociale, Manuela Lanzarin: La Giunta regionale del Veneto, su mia proposta ha approvato, trasmettendola alla competente commissione del Consiglio regionale con richiesta di parere, una nuova delibera sul percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria dell’operatore socio sanitario e sul corso di formazione per infermieri referenti per l’inserimento di Operatori Socio-Sanitari nelle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani. Tale delibera sostituisce quella del 16 marzo 2021 sullo stesso tema, bocciata dal Tar proprio a seguito del ricorso da parte della Fnopi e degli Opi Veneto, che parlavano di un atto che pone a rischio la salute dei cittadini e configura un abuso di professione, non essendo gli Oss personale sanitario, ma del ruolo tecnico – non laureato né iscritto agli albi – e che aggira i presupposti della legge n. 24 del 2017 in merito alla responsabilità degli operatori sanitari.

Contrarietà ribadita dalla senatrice Barbara Guidolin (M5S), secondo la quale in un periodo storico come quello attuale, di particolare disaffezione nei confronti delle professioni sanitarie e sociosanitarie, provocato da turni sfiancanti, una generale precarizzazione di queste professioni e una scarsissima valorizzazione anche economica, si istituisce la figura del super Oss credendo così di superare problemi atavici.

Pienamente convinta che la figura dell’operatore socio-sanitario debba crescere ed essere valorizzata con un percorso omogeneo lungo l’intero territorio nazionale, attraverso l’intervento primario del Ministero della Salute, la senatrice Guidolin parla nel merito di una non soluzione, a dimostrazione che la pandemia non ha insegnato nulla. E si domanda: Come si può pensare di attribuire all’Oss competenze infermieristiche con un corso di 400 ore? Che tipo di inquadramento contrattuale verrà applicato? Quale trattamento economico?

Pur dicendosi estremamente delusa dalla scelta della Regione Veneto, la senatrice Guidolin non intende retrocedere dalle proprie posizioni. E incalza: Seppur necessaria e del tutto urgente, l’evoluzione dell’Oss non si esprime a suon di delibere regionali.

In merito alla “nuova” figura del super Oss, l’operatore socio-sanitario con formazione complementare in assistenza sanitaria, il sindacato Ugl esprime tutta la propria contrarietà. Se gli Oss non otterranno un riconoscimento economico o contrattuale per le nuove mansioni si potrà solamente pensare che si vogliano sfruttare tali figure professionali attribuendo loro maggiore responsabilità, ma senza un riconoscimento economico, le parole del segretario regionale di Ugl Salute Veneto, Stefano Tabarelli.

Che conclude: Un’ulteriore problematica sarà l’inquadramento contrattuale di questo ruolo in base alle mansioni che saranno chiamati a svolgere sia nella sanità pubblica sia in quella privata, laddove i riconoscimenti economici, in questo momento di crisi, sono sempre più scarsi.

Commento (0)