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ginecologia

Utero retroverso

di Ilaria Campagna

L’utero retroverso è un’anomala posizione dell’utero - nella pelvi - che, anziché essere inclinato in avanti e appoggiato sulla vescica è invece voltato all’indietro, leggermente appoggiato sull’intestino. La retroversione dell’utero può essere di due tipi: primaria quando è presente fin dalla nascita, o secondaria a condizioni - come endometriosi, processi infiammatori, infettivi, neoplastici, etc. - che causano la formazione di aderenze, cicatrici, oppure l’indebolimento dei muscoli pelvici e di conseguenza il ribaltamento dell’utero. Questa condizione è quasi sempre asintomatica, tuttavia in alcuni casi possono essere presenti dolore, soprattutto durante i rapporti sessuali o durante le mestruazioni, problemi vescicali e intestinali. Non ci sono invece differenze significative per quanto riguarda il concepimento, la gravidanza, il parto e il rischio di aborto tra donne con utero retroverso e donne con utero antiverso (in posizione normale). La diagnosi si effettua attraverso anamnesi, esame obiettivo ginecologico ed ecografia pelvica, trans-vaginale o retto-vaginale. La terapia, quando necessaria, può prevedere lo spostamento manuale o chirurgico dell’utero, il rafforzamento dei muscoli pelvici e la terapia farmacologica per trattare i sintomi associati. Eventuali complicanze possono insorgere quando l’utero retroverso è secondario ad altre condizioni, tuttavia la prognosi è buona poiché in genere si risolve spontaneamente e senza problemi.

Che cos’è l’utero retroverso

Posizioni dell'utero

L’utero retroverso (o retroversoflesso) è un’anomalia nella posizione dell’organo all’interno della cavità pelvica ed è presente circa nel 20-30% delle donne. Quando si ha questa anomalia, l’utero anziché essere inclinato in avanti (utero antiverso) e appoggiato sulla vescica, si presenta capovolto, cioè voltato all'indietro, leggermente appoggiato sull’intestino.

Esistono due tipologie di retroversione:

  • Primaria o congenita: è presente sin dalla nascita e l’utero ha assunto questa posizione naturalmente durante lo sviluppo
  • Secondaria o acquisita: l’utero cambia posizione in un secondo momento, in seguito a un’anomalia nella zona pelvica, più frequentemente a causa di un fibroma, di malattie come l’endometriosi, di processi infiammatori e neoplastici. Questa condizione, spesso transitoria, può comparire anche dopo il parto, dopo aborti, come conseguenza di un pregresso intervento chirurgico o in menopausa, a causa del rilassamento dei tessuti connettivi

Cause di utero retroverso

L’utero retroverso nella maggior parte dei casi ha cause congenite non ancora note. Quando invece è di tipo secondario ad altre condizioni può essere dovuto a:

  • Indebolimento dei muscoli pelvici: dopo il parto (a causa dell’aumento di dimensioni dell’utero) o dopo la menopausa i legamenti che sostengono l’utero in posizione possono indebolirsi (e in alcuni casi lacerarsi) e causare il cambio di posizione dell’utero
  • Utero ingrandito: l’ingrandimento dell’utero a causa di fibromi, gravidanza o tumori può provocare la deformazione dell’utero o la sua inclinazione all’indietro
  • Cicatrici o aderenze: condizioni come infezioni, malattia infiammatoria pelvica, endometriosi o interventi chirurgici possono indurre la formazione di tessuto cicatriziale e aderenze che tirano l’utero all'indietro e ne causano il ribaltamento

Cosa comporta l’utero retroverso

L’utero retroverso è una condizione che può restare silente e asintomatica per molti anni. Non si tratta infatti di una malformazione, ma semplicemente di una variante della normale anatomia. In alcuni casi possono però essere presenti sintomi, come:

  • Dolori pelvici
  • Tensione e pesantezza addominale
  • Dolore lombare
  • Dispareunia: cioè dolore durante i rapporti sessuali, specialmente in alcune posizioni, quando la penetrazione è profonda e urta il collo dell’utero. Inoltre, in caso di utero retroverso anche le ovaie e le tube di Falloppio sono inclinate all'indietro, di conseguenza tutte queste strutture possono essere sollecitate durante il rapporto sessuale generando fastidio e dolore (dispareunia da collisione). Infine, durante il periodo premestruale o periovulatorio tutta la zona pelvica è più dolente e la cervice uterina più sensibile, per cui ci possono essere posizioni in cui la penetrazione è più dolorosa
  • Dolore all’utilizzo di tamponi vaginali e assorbenti interni
  • Dismenorrea (mestruazioni dolorose): le donne che hanno un utero retroverso sperimentano mestruazioni più dolorose, spesso associate a cefalea, rispetto alle donne con utero in posizione normale
  • Disturbi intestinali e vescicali: sono rari e/o di lieve entità, tuttavia quando presenti si manifestano con ritardato o mancato svuotamento della vescica e quindi maggiore probabilità di sviluppare infiammazioni/infezioni del tratto urinario e rallentamento del transito delle feci con conseguente stitichezza.

Utero retroverso e i miti da sfatare

Ci sono inoltre alcune credenze e miti da sfatare rispetto a cosa comporta avere un utero retroverso.

Utero retroverso e fertilità

Non ci sono differenze significative tra donne che hanno un utero retroverso e donne con utero antiverso per quanto riguarda la fertilità e le possibilità di concepimento, a patto che non ci siano altri problemi concomitanti a carico dell’apparato riproduttivo.

Utero retroverso e gravidanza

A causa della posizione dell’utero potrebbe essere lievemente più difficile rimanere incinta, tuttavia è assolutamente possibile. Nelle prime settimane di gravidanza potrebbero essere presenti una sensazione di peso sul retto e problematiche vescicali, ma più la gravidanza avanza, più l’utero cresce e torna in posizione normale (in genere verso le 8-12 settimane di gestazione).

Di conseguenza, il decorso della gravidanza è sovrapponibile a quello di donna con utero antiverso. Solo in una piccola percentuale di casi la normalizzazione della posizione dell’utero non avviene spontaneamente; in tal caso, entro la 14-15 settimana di gravidanza si tenta una manipolazione che ne ripristina la posizione, anche se l’utero può (talvolta) spostarsi nuovamente per rimettersi in posizione retroversa.

Utero retroverso e parto

Dal momento che l’utero retroverso subisce una modificazione spontanea della posizione intorno al terzo mese, o manuale in seguito a specifiche manovre messe in atto dal ginecologo, non c’è alcun problema ai fini del parto.

Utero retroverso e aborto

La probabilità di aborto nelle donne con utero retroverso è uguale a quella delle donne con utero antiverso, a meno che la retroversione non dipenda da altre condizioni sottostanti.

Il rischio di aborto aumenta però nei casi di utero incarcerato, cioè quando l’organo è letteralmente incastrato nel bacino e non avviene quindi il cambio di posizione.

Diagnosi di utero retroverso

La diagnosi avviene mediante:

  • Anamnesi: la diagnosi può essere guidata dalla sintomatologia, quando presente
  • Esame obiettivo ginecologico: si effettuano la palpazione e l’ispezione dei genitali esterni e interni. La retroversione dell’utero si riscontra ad esempio quando, durante la visita, si cerca il collo dell’utero per l’effettuazione del pap-test
  • Ecografia (pelvica, transvaginale o retto-vaginale): evidenzia le dimensioni, la posizione e i rapporti dell’utero con gli organi adiacenti all’interno della pelvi

Trattamento

L’utero retroverso nella maggior parte dei casi non si associa ad alcun disturbo e si risolve spontaneamente, di conseguenza non è necessaria nessuna terapia. Quando invece è richiesto un trattamento si può intervenire in vari modi:

  • Manovra manuale per il riposizionamento dell’utero
  • Intervento chirurgico: l’isteropessi è un intervento volto a correggere lo spostamento uterino e a fissare l’organo nella posizione normale. In alcuni casi si può ricorrere al pessario di Hodge, cioè un piccolo dispositivo in silicone o plastica che può essere posizionato temporaneamente o permanentemente per favorire l’inclinazione e il mantenimento dell’utero in avanti. In rari casi può invece essere necessaria la rimozione chirurgica dell’utero (isterectomia)
  • Trattamento farmacologico: ad esempio antidolorifici in caso di mestruazioni dolorose, antibiotici mirati in caso di cistiti ricorrenti, lassativi in caso di stipsi, terapia ormonale in caso di endometriosi, etc.
  • Esercizi di rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico

Complicanze legate all’utero retroverso

Le complicanze possono insorgere quando l'utero retroverso è una conseguenza di altre condizioni come endometriosi, malattia infiammatorie pelvica, tumori etc. In questi casi si può andare incontro a:

  • Forte dolore all’addome e nella zona pelvica
  • Prolasso dell’utero in età avanzata o dopo il parto
  • Infertilità
  • Ovulazione irregolare
  • Ciclo mestruale irregolare
  • Ritenzione urinaria se la pressione sull’organo è costante e forte
  • Problemi intestinali

Prognosi

La prognosi è buona, poiché nella maggior parte dei casi l’utero retroverso si risolve spontaneamente e non causa problemi.

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