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Cistite in gravidanza

di Ilaria Campagna

La cistite è una malattia infiammatoria che colpisce la parete interna della vescica. È molto frequente nelle donne e lo è ancora di più in gravidanza. Nella maggior parte dei casi è causata dal batterio Escherichia Coli, normalmente presente nell’intestino. Quando però la sua concentrazione aumenta, i batteri possono invadere la vescica favoriti nella donna, da un’uretra più corta rispetto a quella dell’uomo, oltre che anatomicamente vicina a vagina e ano. Durante la gravidanza inoltre, ci sono ulteriori fattori che predispongono allo sviluppo di cistite: dai cambiamenti ormonali, a un utero più voluminoso che impedisce il completo svuotamento della vescica, a urine ricche di batteri e/o di substrati nutritivi fino alla stitichezza. La cistite in gravidanza si presenta per lo più con difficoltà a urinare, dolore e bruciore alla minzione, esigenza di urinare spesso e infine sensazione di vescica sempre piena. La diagnosi è basata sull’esecuzione di esame urine e urinocoltura, al fine di individuare l’infezione. Questi esami sono fondamentali in gravidanza, poiché la cistite in gravidanza potrebbe essere molto pericolosa sia per la donna sia per il feto. La terapia è per lo più antibiotica e deve essere avviata tempestivamente; alcuni rimedi omeopatici, uniti alla terapia classica, potrebbero dare sollievo. La prevenzione si basa soprattutto sul rispetto di adeguate norme igieniche e di comportamento.

Caratteristiche della cistite in gravidanza

La cistite in gravidanza è un disturbo molto frequente che non va sottovalutato

La cistite è una malattia infiammatoria che coinvolge la parete interna della vescica e talvolta anche dell’uretra; è un disturbo molto frequente nelle donne e lo è ancora di più in gravidanza, poiché favorito dalle modifiche fisiche e ormonali tipiche della gestazione. Pur non essendo un problema grave, la cistite in gravidanza non va sottovalutata, in quanto può compromettere la salute sia della gestante sia del feto.

La cistite può essere:

  • Acuta: è caratterizzata da bruciore improvviso alla minzione, tuttavia se curata in tempo si risolve in pochi giorni
  • Cronica o ricorrente: è caratterizzata da sintomi più lievi, ma dura più a lungo e si presenta con cadenza periodica

Cause e fattori di rischio di cistite in gravidanza

La cistite può essere causata da diversi tipi di agenti patogeni come batteri, virus, funghi (ad es. la Candida) e alcuni tipi di germi (ad es. Trichomonas vaginalis). Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’origine è di tipo batterico e il responsabile è l’Escherichia coli (nell’80% dei casi circa); questo batterio è presente sia nell'intestino degli uomini sia in quello delle donne, dove, in condizioni normali, convive con la flora batterica intestinale senza causare problemi.

Quando però la sua concentrazione aumenta, i batteri possono invadere l’uretra - favoriti anche da una cattiva igiene intima e/o da rapporti sessuali non protetti - e causare la cistite. Le donne, inoltre, hanno una predisposizione innata allo sviluppo delle infezioni delle vie urinarie; l’uretra è infatti più corta rispetto a quella dell'uomo ed è vicina all’ano e alla vagina, ragione per cui la risalita dei batteri fino alla vescica è più facile.

Infine, durante la gravidanza si aggiungono ulteriori fattori predisponenti, come:

  • Cambiamenti ormonali: sono tipici della gravidanza e consistono nell’aumento del progesterone, cui seguono il rilassamento della muscolatura liscia, la diminuzione del tono dell’uretra e dell’uretere e quindi il rallentamento del flusso urinario
  • Utero voluminoso: il costante aumento dell’utero, massimo negli ultimi mesi di gravidanza, comprime l'uretere e impedisce il completo svuotamento della vescica
  • Presenza di substrati nutritivi nelle urine: ad esempio il glucosio, presente nelle urine delle donne con diabete gestazionale
  • Urine ricche di batteri: per questo motivo è più frequente che in gravidanza i germi possano attecchire e colonizzare le vie urinarie
  • Stitichezza: è caratteristica della gravidanza e può favorire l’aumento dei batteri intestinali
  • Aumento del pH vaginale: è tipico della gravidanza e facilita la proliferazione dei batteri che normalmente colonizzano la vagina

Sintomi di cistite in gravidanza

La cistite in gravidanza si presenta con i seguenti sintomi:

  • Difficoltà a urinare: le urine vengono emesse goccia a goccia
  • Dolore e bruciore durante la minzione, specialmente nella fase finale
  • Bisogno di urinare spesso (pollachiuria)
  • Sensazione di svuotamento vescicale incompleto
  • Emissione di sangue nelle urine (non sempre presente): può essere visibile a occhio nudo oppure solamente al microscopio
  • Dolore sovrapubico o lombosacrale
  • Febbricola
  • Urine torbide o concentrate
  • Urine maleodoranti
  • Malessere

Diagnosi di cistite in gravidanza

La diagnosi di cistite in gravidanza si basa su esame delle urine e urinocoltura, al fine di dimostrare l’eventuale infezione in atto. Le donne in gravidanza devono effettuare questi esami periodicamente, poiché l’eventuale positività potrebbe portare allo sviluppo di complicanze sia per la donna sia per il feto.

In molti casi, inoltre, l’infezione può essere asintomatica o caratterizzata da un sintomo poco specifico e tipico della gravidanza, come ad esempio l’esigenza di urinare spesso.

Come si tratta la cistite in gravidanza

Il trattamento della cistite in gravidanza prevede:

  • Antibiotici: la scelta del tipo di antibiotico da somministrare si basa sulla sua sicurezza sia per la madre sia per il feto. È di fondamentale importanza anche l’esecuzione dell’antibiogramma, utile per identificare l’antibiotico a cui il patogeno è sensibile e avviare di conseguenza una cura mirata e tempestiva. Inoltre, affinché sia efficace, la terapia antibiotica deve essere eseguita per tutto il periodo indicato dal medico, anche se i sintomi scompaiono in anticipo. L’obiettivo è infatti quello di evitare recidive causate dall’incompleta eliminazione del batterio
  • Paracetamolo: per trattare febbre e dolore
  • Rimedi naturali (omeopatia e fitoterapia): in aggiunta ai farmaci si possono sperimentare, con molta cautela e sempre dopo aver consultato il proprio medico, dei metodi naturali. Tra i più utilizzati c’è il Cantharis, che allevia il bruciore durante la minzione, il Berberis, indicato in caso di dolore a livello vescicale e renale, oppure il Thuia, che ha un'azione lenitiva per le mucose. Sono ritenuti utili anche il mirtillo rosso (soprattutto a livello preventivo) per la sua efficacia nella riduzione del pH urinario e l'Uva Ursina, una bacca che ha un’efficace azione antibatterica

Complicanze della cistite in gravidanza

La cistite in gravidanza deve essere trattata tempestivamente a causa dell’elevato rischio che l’infezione si complichi e si estenda a livello renale, causando una pielonefrite e in alcuni casi addirittura un’insufficienza renale.

Inoltre, la cistite in gravidanza potrebbe essere molto pericolosa anche per il feto a causa del rischio di aborto, rottura prematura delle membrane, parto prematuro e riduzione del peso e/o dello sviluppo del neonato.

Come prevenire la cistite in gravidanza

La cistite in gravidanza può essere prevenuta mediante l’adozione e il rispetto di alcuni accorgimenti:

  • Bere molta acqua (almeno 1,5 litri al giorno): l’acqua ha un ruolo importantissimo per l'organismo, in particolar modo nella donna in gravidanza, poiché favorisce la diuresi e aiuta così a combattere l’infiammazione e le infezioni delle vie urinarie
  • Evitare di trattenere le urine: in questo modo i batteri non ristagnano nella vescica causando infezioni
  • Indossare indumenti adeguati: la biancheria intima dovrebbe sempre essere di cotone e cambiata molto spesso e gli abiti dovrebbero essere in fibre naturali, comodi e leggeri
  • Rispettare una corretta igiene intima: l’igiene intima deve essere frequente ed eseguita nel modo giusto, dalla vagina verso l’ano e non viceversa, per evitare la contaminazione batterica. Inoltre, vanno evitati detergenti intimi aggressivi
  • Svuotare la vescica dopo ogni rapporto sessuale
  • Regolarizzare l’alvo: l’obiettivo è quello di contrastare la stitichezza con un’alimentazione ricca di fibre al fine di evitare il passaggio di batteri intestinali alle vie urinarie
  • Limitare l’assunzione di alcuni cibi: i cibi speziati o piccanti, il cioccolato, lo zucchero, l’alcol e il caffè possono infatti favorire l’irritazione e l’infiammazione intestinale
  • Praticare una moderata attività fisica se la gravidanza lo consente

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