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Patologia

Gestosi

di Ilaria Campagna

Nota anche come preeclampsia, la gestosi è una complicanza della gravidanza potenzialmente pericolosa sia per la madre sia per il feto. Caratterizzata da ipertensione e proteinuria nelle urine, la gestosi insorge raramente prima della ventesima settimana di gestazione. Le cause della preeclampsia non sono ancora note, tuttavia, si ipotizza un’alterazione nello sviluppo della placenta e dei vasi sanguigni che la irrorano. La diagnosi si pone mediante valutazione della pressione ed esecuzione di esami ematici e delle urine. L’unica cura risolutiva è rappresentata dall’espletamento del parto, mentre la prevenzione, non sempre possibile, si basa sul controllo dei fattori di rischio.

Che cosa è la gestosi

La gestosi, nota anche come preeclampsia, è una complicanza della gravidanza, potenzialmente pericolosa sia per la donna sia per il feto. Si manifesta con pressione alta (ipertensione) ed elevata presenza di proteine nelle urine (proteinuria). In alcuni casi, possono comparire anche

La preeclampsia si manifesta raramente prima della 20° settimana di gravidanza. Più frequentemente compare dopo le 24-26 settimane e si può verificare, seppure più raramente, anche nelle prime sei settimane dopo il parto. La gestosi, a livello europeo, interessa circa il 2-5% delle donne in gravidanza, anche se la sua frequenza nei prossimi anni potrebbe aumentare a causa dell’aumentare dell’età materna alla prima gravidanza, dell’obesità e della presenza di malattie croniche come il diabete.

Cause di gestosi

Le cause della preeclampsia non sono ancora note, tuttavia, si ipotizza un’alterazione nello sviluppo della placenta e dei vasi sanguigni che la irrorano. Anomalie che possono influenzare lo scambio materno-fetale e rallentare la crescita del feto all’interno dell’utero.

Rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo di gestosi:

La preeclampsia può svilupparsi anche in gestanti che non presentano alcuno di questi fattori.

Segni e sintomi di gestosi

In alcuni casi la malattia nella fase iniziale è asintomatica e rimane tale fino all’aggravarsi del quadro generale. Nella maggior parte dei casi però, i sintomi, inizialmente lievi, possono comprendere:

  • Mal di testa
  • Visione offuscata o lampi visivi
  • Nausea e vomito
  • Dolore epigastrico
  • Dolorabilità al fegato
  • Tremore alle mani
  • Petecchie
  • Eccessivo aumento di peso (oltre 5 chili in una settimana)
  • Edemi soprattutto al volto e alle mani e nei casi più gravi a caviglie e palpebre
  • Respiro corto per edema polmonare
  • Diminuzione dei livelli di piastrine nel sangue
  • Compromissione della funzionalità epatica
  • Diminuzione della produzione di urina

I segnali di allarme sono però pressione arteriosa elevata e proteinuria.

Il segno principale della preeclampsia nel bambino è invece un ritardo della crescita dovuto al malfunzionamento della placenta.

Diagnosi di gestosi

L’accertamento della malattia avviene mediante il controllo della pressione arteriosa e l’esecuzione di esami del sangue (per valutare la funzionalità di reni e fegato) e delle urine (per accertare la presenza di proteine). Fondamentale anche l’esecuzione di un’ecografia per valutare il benessere e la crescita del feto, osservare i suoi movimenti, rilevare il suo battito cardiaco e verificare il flusso di sangue attraverso la placenta.

La terapia

La cura della preeclampsia è rappresentata dal parto, di conseguenza, la donna colpita da gestosi è tenuta strettamente sotto controllo fino a che non è possibile far nascere il bambino. Se il parto si verifica molto prima del termine della gravidanza, vengono somministrati dei farmaci corticosteroidi che facilitano lo sviluppo dei polmoni del bambino. Viene inoltre somministrato solfato di magnesio per prevenire le crisi epilettiche e ridurre la possibilità di complicanze cerebrali legate ad un parto prematuro nel bambino, e il rischio di una forma grave di preeclampsia nota come eclampsia nella mamma. Prima e anche dopo il parto e le dimissioni dall’ospedale, è comunque importante tenere la pressione sotto controllo con farmaci antipertensivi e con la limitazione dell’apporto di sale con la dieta.

Complicanze della preeclampsia

Se trascurata, la preeclampsia può causare gravi danni agli organi, in particolare al cervello, ai reni e al fegato. La preeclampsia può anche evolvere in sindrome HELLP, caratterizzata da emolisi, aumento degli enzimi epatici e trombocitopenia. Se non trattata in modo tempestivo e adeguato la preeclampsia degenera rapidamente e improvvisamente in eclampsia. Questa complicanza, molto temibile, richiede il ricovero immediato in ospedale in quanto molto pericolosa.

L'eclampsia è infatti caratterizzata da un brusco aumento della pressione con conseguente vomito, dolore addominale, contrazioni generalizzate e crisi convulsive. Sono quindi possibili danni cerebrali, coma e lesioni degli organi interni. L'eclampsia può comportare anche il distacco della placenta, nonché la morte di madre e bambino per emorragia.

La prevenzione

Non è ancora possibile prevenire efficacemente la preeclampsia. A fini preventivi è però importante:

  • Limitare il consumo di sale con la dieta e adottare un regime alimentare vario ed equilibrato
  • Contenere l’aumento di peso
  • Sottoporsi a controlli regolari
  • Assunzione di acido acetilsalicilico: è raccomandato in donne ad alto rischio di preeclampsia a partire dalla 12esima settimana di gravidanza fino al momento del parto per diminuire il rischio di nascita prematura

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