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Procedura

Urinocoltura, la procedura standard per un campione valido

di Marco Tapinassi

Procedure

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L'urinocoltura, o esame colturale delle urine, è un esame di laboratorio utile alla ricerca di batteri e altri microrganismi potenzialmente patogeni nelle urine del paziente.

In abbinamento a questa ricerca, viene richiesto l'antibiogramma, ovvero un esame eseguito in vitro effettuato sul microrganismo patogeno che permette di stabilire se esso sia sensibile ad un determinato antibiotico.

Che cos'è l'urinocoltura e perché si esegue?

contenitore urinocoltura

Contenitore urina

Risulta quindi chiaro come l'urinocoltura rappresenti lo strumento principe nell'iter diagnostico di infezione delle vie urinarie. Grazie all'identificazione della specie di microrganismo responsabile dell'infezione e al successivo risultato dell'antibiogramma, permette infatti al medico di impostare la terapia antibiotica più efficace.

La raccomandazione fondamentale per la buona riuscita del prelievo è incentrata sul mantenimento di una carica batterica dell'urina "pura", ovvero che rispecchi la situazione microbica reale della vescica e non sia influenzata da microrganismi afferenti al campione per errori di attuazione della procedura.

Errori procedurali potrebbero quindi causare una rilevazione falsata con relativa terapia antibiotica non mirata e potenzialmente dannosa, soprattutto in un contesto di politiche sanitarie sempre più attento alla prevenzione delle farmacoresistenze e dell'appropriatezza dell'intervento farmacologico.

Urinocoltura: procedura da paziente privo di catetere vescicale

Il prelievo del campione di urina per esame colturale sul paziente senza catetere vescicale deve avvenire secondo la seguente check list:

    • informare il paziente, lavarsi le mani ed indossare guanti puliti monouso. È consigliabile che il prelievo avvenga al mattino o comunque dopo che l'urina abbia riposato in vescica per diverse ore. È inoltre una condizione preferibile che il paziente non sia sotto cura antibiotica o chemioterapica (per ovvie ragioni, questo non sempre può essere garantito);
    • eseguire una corretta igiene dei genitali esterni e della zona perineale, al fine di non raccogliere accidentalmente microrganismi esterni con il campione;
    • aprire il barattolo di raccolta, facendo attenzione a garantire la sterilità della camera interna;
    • far procedere con l'eliminazione urinaria, prestando attenzione a non raccogliere le prime urine. Questo a causa del lavaggio che esse effettuano sul tratto urinario, con conseguente trasporto di secrezioni che possono alterare il campione;
    • una volta raccolto il mitto intermedio, chiudere il contenitore;
    • in caso il barattolo si sia bagnato esternamente, procedere alla pulizia e disinfezione;
    • seguendo le disposizioni aziendali, applicare l'etichetta con i dati del paziente e inviarlo al laboratorio. Qualora un invio rapido non fosse possibile, conservare il campione a circa 4° C, per un massimo di 2 ore;
    • lavarsi accuratamente le mani.

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