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Le regole per il mantenimento dell'asepsi in sala operatoria

di Luca Cozzolino

Procedure

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Il mantenimento dell’asepsi è una delle pratiche basilari per il mondo della sala operatoria. Oltre a linee guida comportamentali per l’asepsi in sala operatoria, ci sono delle regole imprescindibili da seguire per sapere come muoversi nello spazio del blocco operatorio e come evitare che superfici e/o strumenti sterili possano essere contaminati per imperizia.

L’asepsi in ambiente operatorio: Quando, come e perché

Il mantenimento dell'asepsi in sala operatoria passa per alcune regole fondamentali

L’esigenza di operare in un ambiente asettico comporta una serie di procedure standardizzate che vanno dall'uso di sostanze chimiche come lo iodopovidone (Betadine) o la clorexidina (Hibiscrub) - impiegate per la disinfezione delle mani dell'operatore, della cute del paziente e di alcuni strumenti particolarmente delicati - all'utilizzo di agenti fisici come le radiazioni ultraviolette o il calore secco o umido, ad alta temperatura, adoperati per sterilizzare i ferri chirurgici ed il materiale d'uso operatorio (teleria, tamponi, garze e camici, calzari, mascherine, cappelli).

Da alcuni decenni si è andato diffondendo l'utilizzo di materiale sterilizzato e sigillato in confezioni monouso. Ciò vale per i guanti chirurgici, per la teleria e per gli indumenti da sala operatoria, ma anche per alcuni strumenti chirurgici quali gli aghi ed i fili da sutura, le suturatrici meccaniche, lo strumentario utilizzato in chirurgia video assistita.

La preparazione pre-operatoria del paziente, per quanto riguarda l'aspetto igienico, prevede un bagno di pulizia, il cambio della biancheria, la depilazione (tricotomia) e detersione dell'area in cui avverrà l’incisione chirurgica; area che all'inizio dell'intervento sarà sottoposta ad una ulteriore accurata disinfezione mediante spennellamento prolungato, in genere con betadine.

Recentemente è stato dimostrato che la quasi totalità delle infezioni post-operatorie del sito chirurgico sono causate dai germi presenti sulla cute del paziente e che al momento del taglio inquinano la ferita. Pertanto è in uso praticare agli operandi una adeguata antibiotico profilassi somministrando antibiotici specifici o in dose unica, extra short term o ripetuta nelle 24 ore, short term.

Esiste una rigida normativa che prevede che i rifiuti speciali ed il materiale contaminato siano oggetto di smaltimenti rigorosamente differenziati.

Alcune aree chirurgiche non possono essere sterili, poiché alcune aree anatomiche - come il naso, la bocca, il perineo - non possono essere condotte ad una condizione di sterilità. Le metodiche asettiche servono ad evitare contaminazioni provenienti da altre sorgenti.

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Commenti (1)

giorgiocabibbo.inf

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1 commenti

Ottimo articolo

#1

Approfondito, curato il testo nei dettagli, non si tralascia nulla; ottimo lavoro.