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Peritoneal Equilibration Test (PET)

di Redazione

Procedure

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Il PET, acronimo di Peritoneal Equilibration Test (test di equilibrazione peritoneale), è una procedura di valutazione della permeabilità peritoneale ideata da ZJ Twardowski nel 1987. Tale test permette di monitorare lo stato di salute della membrana peritoneale, aiutando il nefrologo a prescrivere la metodica dialitica (APD o CAPD) più idonea rispetto alle caratteristiche del peritoneo di ogni paziente. Si tratta di un test di notevole importanza da effettuare sui pazienti in dialisi peritoneale, perché permette di ottimizzare il trattamento dialitico e di conseguenza lo stato di salute della persona interessata.

Indicazioni al test di equilibrazione peritoneale

La membrana peritoneale è diversa da individuo a individuo e, con il tempo, va incontro a modifiche strutturali e funzionali che ne alterano anche la permeabilità.

Episodi di peritonite(LINK) o l’utilizzo di fluidi non biocompatibili (PH basso, osmolarità alta) favoriscono il processo di sclerosi e promuovono l’attività dei fibroblasti, aumentando la componente connettivale e lo spessore e riducendo il mesotelio.

Quando va eseguito il Peritoneal Equilibration Test

  • Almeno una volta l’anno
  • Dopo 4-8 settimane dall’inizio del trattamento dialitico
  • Quando vi è una problematica (ritenzione idrosalina, dialisi inadeguata, ridotta UF)

Non va eseguito durante una peritonite o un processo infiammatorio a carico degli organi addominali.

Come si esegue il test di equilibrazione peritoneale

È necessaria una standardizzazione del test, in quanto si ha un coefficiente di variabilità del 10% quando si valuta la diffusione dei piccoli soluti, ma arriva al 25.50% quando si valuta l’UF.

La standardizzazione riguarda i seguenti punti:

  • Scambio notturno precedente PET (non deve essere effettuato con sacca di icodestrina 7,5%/)
  • Soluzione infusa e volume di infusione. Nel PET classico standardizzato veniva utilizzata una sacca di glucosio al 2,27%, è stato poi proposto di utilizzare una sacca con glucosio al 3,86% per meglio studiare la capacitò di UF. Il volume da infondere è di 2000
  • Posizione paziente durante procedura. Il paziente durante l’infusione va posizionato in maniera supina, ruotare da un fianco all’altro dopo ogni 400 ml (2 minuti) e il drenaggio va fatto in posizione seduta.
  • Durata dell’infusione e del drenaggio, rispettivamente di 10 min e 20 min
  • Metodi di prelievo e di conservazione del dialisato (campione dialisato sacca notturna, dialisato fresco, dialisato tempo 0, tempo 60’ se previsto, tempo 120’, tempo 240’) e dei campioni ematici (prelievo ematico prima del test e dopo 2 ore)
  • Metodi di laboratorio
  • Articolo a cura di Fabiana Viscido | Infermiera

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